A Palazzo Callas Exhibitions, sabato 30 marzo alle 17:30 l’inaugurazione della nuova mostra dedicata al Mito della Freccia Rossa e quello della Scuderia Ferrari.

L’Italia del Mito”: Mille Miglia e Scuderia Ferrari

31/03/2019 in Attualità, Mostre
Iscriviti al nostro canale
Di Redazione

Nes­sun uomo è insen­si­bile al fas­ci­no di un bel rac­con­to. E spes­so i bei rac­con­ti si intrec­ciano col Mito, in un labir­in­to di ricor­di, emozioni e sug­ges­tioni. A Sirmione arri­va L’Italia del Mito – Mille Miglia e Scud­e­ria Fer­rari, la nuo­va mostra allesti­ta a Palaz­zo Callas Exhi­bi­tions dal 30 mar­zo al 30 giug­no 2019, che inau­gur­erà saba­to 30 mar­zo alle 17:30.

Parte dal mito quin­di il deside­rio di rac­con­tare l’Italia attra­ver­so le ges­ta leggen­darie dei pro­tag­o­nisti di 1000 Miglia e degli uomi­ni che han­no seg­na­to quell’epoca stor­i­ca.

Un prog­et­to fotografi­co fat­to di parole e di immag­i­ni inedite, trat­te dall’inestimabile archiv­io  dal­la Fon­dazione Negri, forte­mente volu­to dall’Amministrazione Comu­nale, che anche quest’anno ha deciso di omag­gia­re cit­ta­di­ni e tur­isti con ques­ta inedi­ta “stan­za del tesoro”. Il rac­con­to di uomi­ni stra­or­di­nari come Enzo Fer­rari, che gius­to 90 anni fa diede orig­ine al Mito del Cav­alli­no Ram­pante cre­an­do la Scud­e­ria Fer­rari, o come Tazio Nuvolari, pilota dota­to di tec­ni­ca insu­per­abile e di infini­to cor­ag­gio, gra­zie ai quali portò ripetu­ta­mente alla vit­to­ria i boli­di affi­datigli con cura pater­na pro­prio da Enzo Fer­rari. Oppure anco­ra, come Gabriele D’Annunzio, la cui biografia artis­ti­ca e per­son­ale assume costan­te­mente i col­ori del Mito.

Il Mito è dunque un modo di rac­con­tare e, pri­ma anco­ra, un modo di pen­sare. Il nos­tro modo di proi­ettare in ogni dove, den­tro e fuori di noi, immag­i­ni dal val­ore sim­bol­i­co. Nasce così “l’Italia del Mito”, che assume 1000 Miglia come tes­ti­mone di un mes­sag­gio uni­ver­sale: “la cor­sa più bel­la del mon­do nel Paese più bel­lo del mon­do”.

L’Italia del Mito sarà un inno all’Italia, gen­erosa nel dis­pen­sare la bellez­za dei suoi luoghi e dei suoi tesori artis­ti­ci, e un inno a Sirmione, che rac­coglie ed ono­ra questo impeg­no con entu­si­as­mo e pas­sione anno dopo anno.

La visi­ta alla mostra diven­ta in questo modo un viag­gio del cuore e del­la memo­ria, in cui ogni vis­i­ta­tore può seguire il suo per­son­ale itin­er­ario tra le immag­i­ni in espo­sizione. Per­ché, come ebbe a scri­vere Cesare Pavese, “si direbbe pro­prio che i miti siano com­pag­ni di stra­da inevitabili, un vivaio inesauri­bile di sim­boli e di sto­rie”.

IL MITO DELLA MILLE MIGLIACENNI STORICI

Mille Miglia”, parole che evo­cano l’automobile e la veloc­ità: una com­pe­tizione ital­iana, uni­ca e inim­itabile, divenu­ta un grande mito. Ces­sati i cupi boati del­la “Grande Guer­ra”, tor­nano i rom­bi dei motori. Nel Dicem­bre del 1926, quat­tro ami­ci appas­sion­ati di auto, Aimo Mag­gi, Fran­co Maz­zot­ti, Ren­zo Castag­ne­to e Gio­van­ni Canestri­ni, deci­dono di creare una mara­tona per dare nuo­va lin­fa all’automobilismo nazionale. Il mon­do indus­tri­ale, gli ambi­en­ti cul­tur­ali e lo sport auto­mo­bilis­ti­co sono in fer­men­to. Con­dizioni ide­ali per real­iz­zare un grande even­to. Nasce così la Mille Miglia, con parten­za da Bres­cia, giro di boa a Roma e ritorno a Bres­cia, un per­cor­so di 1600 chilometri pari a mille miglia: un’ idea ardi­ta.

La cor­sa vive un crescen­do di popo­lar­ità incon­teni­bile. I piloti, sem­pre più temer­ari e veloci sui com­pet­i­tivi boli­di, abbat­tono in con­tin­u­azione le medie. In questo sce­nario le Alfa Romeo del­la Scud­e­ria Fer­rari si pon­gono come le auto più com­pet­i­tive e poten­ti, dom­i­nan­do incon­trastate.

Le edi­zioni degli Anni Cinquan­ta rag­giun­gono il loro mas­si­mo splen­dore. Le gran­di case auto­mo­bilis­tiche inter­nazion­ali parte­ci­pano con poten­ti auto affi­date agli assi mon­di­ali del volante.

Enzo Fer­rari diven­ta costrut­tore e con i suoi boli­di, con­trad­dis­tin­ti dal mar­chio del “Cav­alli­no Ram­pante” nero rac­colto nel­lo scu­do in cam­po gial­lo, dom­i­na le edi­zioni post bel­liche. Fan­no eccezione le corse del 1954 e ’55, quan­do il Cam­pi­one del Mon­do di F1 Alber­to Ascari, su Lan­cia, e il gio­vane Stir­ling Moss su Mer­cedes, riescono a cogliere una vit­to­ria a tes­ta. L’asso bri­tan­ni­co real­iz­za la media record del­la cor­sa, per­cor­ren­do la cav­al­ca­ta Bres­cia-Roma-Bres­cia in 10 ore, 7 minu­ti e 48 sec­on­di. Nel 1957, le “rosse” Fer­rari, con la con­quista dei pri­mi tre posti sul podio met­tono l’ultimo sig­illo su una com­pe­tizione des­ti­na­ta a rimanere uni­ca nel­la sto­ria dell’automobilismo su stra­da.

COME NASCE IL MITO FERRARI –  ENZO FERRARI E LA SUA SCUDERIA

Enzo Fer­rari, ideatore e fonda­tore del­la scud­e­ria, pen­sa di chia­mar­la “Muti­na”, nome lati­no di Mod­e­na, ma il lungimi­rante Enzo Levi, il notaio incar­i­ca­to di redi­gere l’atto cos­ti­tu­ti­vo, sug­gerisce al neo impren­di­tore di rin­un­cia­re alla lin­gua anti­ca e di denom­i­narla con il suo nome. In tri­bunale viene infat­ti reg­is­tra­ta come “Soci­età Anon­i­ma Scud­e­ria Fer­rari”, con sede in via Tren­to e Tri­este in Mod­e­na. È il 29 novem­bre del 1929: in quel­la data nasce il mito des­ti­na­to ad emozionare gen­er­azioni di sportivi ed appas­sion­ati dei motori.

Inizial­mente la neona­ta azien­da non costru­isce auto, ma uti­liz­za veicoli prodot­ti da altre case con lo scopo di gareg­gia­re nelle com­pe­tizioni. L’operazione è temer­aria, ma sostenu­ta dall’Alfa Romeo, che intravede nel­la col­lab­o­razione uffi­ciale con la Scud­e­ria Fer­rari un momen­to fon­da­men­tale di cresci­ta nelle ven­dite e di immag­ine sporti­va per il mar­chio del “Bis­cione”.

La Casa del Portel­lo for­nisce vet­ture e pezzi di ricam­bio. La Scud­e­ria Fer­rari orga­niz­za un effi­ciente repar­to tec­ni­co pron­to ad inter­venire sulle auto da cor­sa per ren­der­le più per­for­man­ti.

Nel 1932 la Scud­e­ria Fer­rari si con­trad­dis­tingue per un nuo­vo sim­bo­lo: tutte le auto por­tano in bel­la mostra il Cav­alli­no Ram­pante nero, dona­to da Paoli­na Barac­ca, madre di Francesco, l’audace pilota dell’aviazione mil­itare ital­iana cadu­to nel cor­so del­la Grande Guer­ra.

Il sim­bo­lo, che si staglia sul fon­do gial­lo, è pos­to per la pri­ma vol­ta sul cofano dell’Alfa Romeo 8C 2300 MM nel­la 24 Ore di Spa e, da lì in avan­ti, resterà per sem­pre il seg­no incon­fondibile del­la Casa auto­mo­bilis­ti­ca di Mod­e­na.

Enzo Fer­rari sa val­utare i piloti e riesce nell’intento ambizioso di far cor­rere per la sua Scud­e­ria i dri­ver più tito­lati. Anche Tazio Nuvolari entra nel­la sua squadra, real­iz­zan­do con le auto del “Cav­alli­no ram­pante” imp­rese mem­o­ra­bili. Nel­la sto­ria dell’automobilismo sporti­vo resterà per sem­pre incisa la con­quista del record di veloc­ità con l’Alfa Bimo­tore, prepara­ta nell’officina mod­e­nese per rag­giun­gere i 336 KM/h. Per la sto­ria e per la leggen­da occu­pa poi pagine indi­men­ti­ca­bili la vit­to­ria con­se­gui­ta nel 1935 sul cir­cuito del Nur­bur­gring in Ger­ma­nia al volante dell’Alfa BP3.

Nel 1937 l’Alfa Romeo impone un cam­bi­a­men­to e la Scud­e­ria Fer­rari deve chi­ud­ere la sede di Mod­e­na. Enzo Fer­rari pas­sa per breve tem­po a Milano alla direzione dell’Alfa Corse.

Ma le ambizioni di Enzo Fer­rari sono altre; si sente costrut­tore e, pri­ma del­lo scop­pio del­la Sec­on­da Guer­ra Mon­di­ale, real­iz­za due esem­plari sportivi da cor­sa con la sigla Auto Avio 815: è il pre­lu­dio alla costruzione di sue auto sportive.

Final­mente nel 1947 il con­flit­to bel­li­co è alle spalle e nel mese di mag­gio appare una nuo­va vet­tura sporti­va con il nome Fer­rari 125 S: è l’inizio di un mito sen­za eguali.

Ques­ta espo­sizione, attra­ver­so immag­i­ni di grande val­ore stori­co, vuole omag­gia­re un uomo temer­ario, che ha avu­to l’intuito di real­iz­zare delle vet­ture da sog­no, il cui mar­chio è il brand più conosci­u­to nel mon­do.

Commenti

commenti