Turismo 2002 in altalena: tiene l’alto Garda in calo Gardone Riviera , Salò e il basso lago

«L’Italia è un prodotto turistico competitivo?»

12/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

È emer­sa una rispos­ta in chiaroscuro, nel dibat­ti­to tenu­to ieri al Palafiere di Riva del Gar­da, alla doman­da «L’I­talia è un prodot­to tur­is­ti­co com­pet­i­ti­vo?». Titola­va così il con­veg­no tenu­to in occa­sione delle fiere tur­is­tiche «Ttg Incon­tri» e «Ttg work­shop del tur­is­mo incom­ing», che pros­eguono anche oggi nel­la cit­tad­i­na del bas­so Trenti­no. Pre­sente al meet­ing anche il diret­tore gen­erale del­l’Ente nazionale ital­iano per il tur­is­mo, Pier­gior­gio Tog­ni. Pro­prio Tog­ni ha offer­to un’in­ter­pre­tazione incor­ag­giante rel­a­ti­va al set­tore: «Siamo sicu­ra­mente com­pet­i­tivi. L’I­talia è oggi al top per una serie di con­comi­tanze e offerte: tur­is­mo, gas­trono­mia, ris­torazione, ma sim­pa­tia giunge anche gra­zie alla Fer­rari e alla Nazionale di cal­cio. E tut­to questo nonos­tante la con­cor­ren­za plan­e­taria. Con­ti­amo 35 mil­ioni di arrivi negli alberghi e siamo ai prim­is­si­mi posti nel mon­do. «La Fran­cia ci sopra­van­za con 60 mil­ioni? Ricor­diamo­ci che loro con­teggiano gli arrivi alle fron­tiere, non negli hotel, come fac­ciamo noi. Prospet­tive a breve? Rad­doppi­are il numero dei tur­isti nel­l’ar­co di cinque anni: pos­si­amo farcela. Nel­l’ul­ti­ma indagine di mer­ca­to abbi­amo avu­to la con­fer­ma che l’89% dei tur­isti che ven­gono da noi è con­tento. Gli altri si lagnano per i prezzi, i trasporti e la micro­crim­i­nal­ità». Meno entu­si­as­ta è Ugo Dado­mo, con­sulente tur­is­ti­co: «Rispet­to ad altri difet­ti­amo in qual­ità e nelle infra­strut­ture. Ma c’è del­l’al­tro: la nos­tra sta­gione si limi­ta in media a 6–8 mesi, con­tro gli 11 mesi del­la Spagna, che con­ta 52 mil­ioni di arrivi gra­zie pro­prio a una lun­ga sta­gion­al­ità. Bisogna miglio­rare, offrire qual­ità, con­te­nen­do i prezzi». Tra i dati offer­ti, è emer­so il crol­lo del­la Spagna (- 40%), ma anche for­ti fles­sioni in casa nos­tra, come il — 20% del­la Toscana, ad esem­pio. Lig­uria e Adri­ati­co han­no tenu­to o, addirit­tura, miglio­ra­to di qualche cosa. E il Gar­da? «Meno 10%», è sta­to det­to. Ma anche questo dato va scor­po­ra­to e pre­so con le molle, dicono allo stand del­la Regione. Infat­ti, anche il Gar­da bres­ciano si pre­sen­ta in maniera dif­feren­zi­a­ta. Con­fer­mano le posizioni del­lo scor­so anno i comu­ni del­l’al­to lago, men­tre una fles­sione c’è sta­ta tra Gar­done Riv­iera e Salò, oltre che nel­la parte merid­ionale del Bena­co; si è toc­ca­to anche il meno 20%. E una ulte­ri­ore dif­feren­zi­azione la si ha nel­l’e­sam­inare i sin­goli mesi. Buono l’inizio di sta­gione, pes­si­ma la parte ter­mi­nale di giug­no e pure luglio. Ripresa in set­tem­bre. «Ma — riflette Chic­co Risat­ti, pres­i­dente del­l’A­gen­zia ter­ri­to­ri­ale Riv­iera dei Limoni — c’è da dire che il minore afflus­so è sta­to in alcu­ni casi deter­mi­na­to dai ritoc­chi ai prezzi effet­tuati nel peri­o­do di alta sta­gione. Poi le cose si sono sis­te­m­ate. Ma sono errori da non ripetere: la Croazia è qui vic­i­na, e quest’an­no molti l’han­no scelta».