Emergenza maltempo. Il Benaco ha toccato l’eccezionale quota di 170 centimetri: fa discutere l’afflusso dall’Adige

Livelli da record, angoscia e polemiche

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Tre idrovore scar­i­cano 2000 litri al min­u­to. Nei locali-cal­daie del­l’ospedale di Salò , sit­uati un metro sot­to il piano ter­ra, pen­e­tra un fiume d’ac­qua. E gli operai del­l’Asl sono impeg­nati giorno e notte nel­l’­op­er­azione di svuo­ta­men­to. Se il liv­el­lo salisse trop­po, le due cal­daie andreb­bero in bloc­co e i pazi­en­ti (un’ot­tan­ti­na, qua­si tut­ti nel repar­to di Med­i­c­i­na) dovreb­bero essere trasfer­i­ti altrove. Già aller­tati i noso­co­mi di Gavar­do e Desen­zano. Dal­la casa di riposo fuori­escono, invece, 800 litri al min­u­to. Il piaz­za­le del­la Can­ot­tieri è sbar­ra­to. Le auto non pos­sono parcheg­gia­re. Ver­so mez­zo­giorno, gli imp­ie­gati delle Poste han­no chiu­so «per emer­gen­za» il con­tain­er nel quale sono accam­pati da qualche set­ti­mana. Un’im­pre­sa edile sta lavo­ran­do all’in­ter­no del­la sede e li ha costret­ti a traslo­care. Ieri i cit­ta­di­ni sono sta­ti invi­tati a riv­ol­ger­si negli uffi­ci dei pae­si vici­ni. Domani è un altro giorno: si vedrà. Sul lun­go­la­go la pizze­ria Don Pedro ha dovu­to chia­mare i e i pom­pieri. Altri negozi (il par­ruc­chiere Gugliel­mo, la pas­tic­ce­ria Vas­sal­li, Jesus-Ver­sace) sono andati a mol­lo. Il bol­let­ti­no dei Fof­fa, la famiglia che gestisce l’Osser­va­to­rio meteo e la stazione sis­mi­ca, reg­is­tra 168 cen­timetri, sei più del giorno prece­dente. Anco­ra una span­na e il lago tracima. Nonos­tante la gior­na­ta di sole, ieri la situ­azione è peg­gio­ra­ta a causa del «suer». Il forte ven­to che spi­ra da nord ha cre­ato onde altissime, con la cres­ta. Bel­lis­sime dal pun­to di vista spet­ta­co­lare, assai meno da quel­lo del­la sicurez­za. In piaz­za Zanardel­li sono state divelte persi­no un paio di las­tre di pietra. L’ab­bas­sa­men­to del­la tem­per­atu­ra ha provo­ca­to una nevi­ca­ta sul e ridot­to le piogge. Ma l’aper­tu­ra del tun­nel Adi­ge-Gar­da (non suc­cede­va dal 1982), che trasporta 50 metri cubi al sec­on­do, le con­tin­ue immis­sioni del fiume Sar­ca (250 metri cubi), del Ponale, del Toscolano (da cui giun­gono gli scarichi del­la diga di Valvesti­no) e dei vari rii han­no causato una pre­oc­cu­pante cresci­ta. Ieri la gal­le­ria è sta­ta chiusa, dopo aver scar­i­ca­to 4,7 mil­ioni di metri cubi d’acqua dall’Adige. In prat­i­ca, il lago è aumen­ta­to di 1,27 cen­timetri, dicono i tren­ti­ni. A Peschiera ven­gono rilas­ciati nel Min­cio 190 metri cubi: il lim­ite mas­si­mo è di 200. Il Gar­da cresce a vista d’oc­chio e i Vig­ili del fuo­co inter­ven­gono anche per allaga­men­ti nelle can­tine delle abitazioni. La di San Felice, ad esem­pio, tiene aper­to 24 ore su 24 il mag­a­zz­i­no di Cisano-San­t’I­garo per dis­tribuire sac­chet­ti di sab­bia (i pri­vati devono andare a pren­der­seli). Ma non va trascu­ra­to l’aspet­to nat­u­ral­is­ti­co e roman­ti­co. Al por­to di Portese il suono rit­ma­to dei fili metal­li­ci e delle funi sug­li alberi delle barche, con le onde che s’infrangono sul molo, sem­bra la musi­ca di un con­cer­to. La gente dà vita al «tur­is­mo del­l’on­da», spo­stan­dosi in auto da una local­ità all’al­tra per ammi­rare lo spet­ta­co­lo. Ver­so le 18 l’intero lun­go­la­go è sta­to transen­na­to, vietan­do­lo anche ai pedoni. Sirmione anco­ra sott’acqua, l’ospedale di Salò a ris­chio-evac­uazione di Ser­gio Zan­ca Tre idrovore scar­i­cano 2000 litri al min­u­to. Nei locali-cal­daie del­l’ospedale di Salò , sit­uati un metro sot­to il piano ter­ra, pen­e­tra un fiume d’ac­qua. E gli operai del­l’Asl sono impeg­nati giorno e notte nel­l’­op­er­azione di svuo­ta­men­to. Se il liv­el­lo salisse trop­po, le due cal­daie andreb­bero in bloc­co e i pazi­en­ti (un’ot­tan­ti­na, qua­si tut­ti nel repar­to di Med­i­c­i­na) dovreb­bero essere trasfer­i­ti altrove. Già aller­tati i noso­co­mi di Gavar­do e Desen­zano. Dal­la casa di riposo fuori­escono, invece, 800 litri al min­u­to. Il piaz­za­le del­la Can­ot­tieri è sbar­ra­to. Le auto non pos­sono parcheg­gia­re. Ver­so mez­zo­giorno, gli imp­ie­gati delle Poste han­no chiu­so «per emer­gen­za» il con­tain­er nel quale sono accam­pati da qualche set­ti­mana. Un’im­pre­sa edile sta lavo­ran­do all’in­ter­no del­la sede e li ha costret­ti a traslo­care. Ieri i cit­ta­di­ni sono sta­ti invi­tati a riv­ol­ger­si negli uffi­ci dei pae­si vici­ni. Domani è un altro giorno: si vedrà. Sul lun­go­la­go la pizze­ria Don Pedro ha dovu­to chia­mare i Volon­tari del Gar­da e i pom­pieri. Altri negozi (il par­ruc­chiere Gugliel­mo, la pas­tic­ce­ria Vas­sal­li, Jesus-Ver­sace) sono andati a mol­lo. Il bol­let­ti­no dei Fof­fa, la famiglia che gestisce l’Osser­va­to­rio meteo e la stazione sis­mi­ca, reg­is­tra 168 cen­timetri, sei più del giorno prece­dente. Anco­ra una span­na e il lago tracima. Nonos­tante la gior­na­ta di sole, ieri la situ­azione è peg­gio­ra­ta a causa del «suer». Il forte ven­to che spi­ra da nord ha cre­ato onde altissime, con la cres­ta. Bel­lis­sime dal pun­to di vista spet­ta­co­lare, assai meno da quel­lo del­la sicurez­za. In piaz­za Zanardel­li sono state divelte persi­no un paio di las­tre di pietra. L’ab­bas­sa­men­to del­la tem­per­atu­ra ha provo­ca­to una nevi­ca­ta sul Bal­do e ridot­to le piogge. Ma l’aper­tu­ra del tun­nel Adi­ge-Gar­da (non suc­cede­va dal 1982), che trasporta 50 metri cubi al sec­on­do, le con­tin­ue immis­sioni del fiume Sar­ca (250 metri cubi), del Ponale, del Toscolano (da cui giun­gono gli scarichi del­la diga di Valvesti­no) e dei vari rii han­no causato una pre­oc­cu­pante cresci­ta. Ieri la gal­le­ria è sta­ta chiusa, dopo aver scar­i­ca­to 4,7 mil­ioni di metri cubi d’acqua dall’Adige. In prat­i­ca, il lago è aumen­ta­to di 1,27 cen­timetri, dicono i tren­ti­ni. A Peschiera ven­gono rilas­ciati nel Min­cio 190 metri cubi: il lim­ite mas­si­mo è di 200. Il Gar­da cresce a vista d’oc­chio e i Vig­ili del fuo­co inter­ven­gono anche per allaga­men­ti nelle can­tine delle abitazioni. La Pro­tezione civile di San Felice, ad esem­pio, tiene aper­to 24 ore su 24 il mag­a­zz­i­no di Cisano-San­t’I­garo per dis­tribuire sac­chet­ti di sab­bia (i pri­vati devono andare a pren­der­seli). Ma non va trascu­ra­to l’aspet­to nat­u­ral­is­ti­co e roman­ti­co. Al por­to di Portese il suono rit­ma­to dei fili metal­li­ci e delle funi sug­li alberi delle barche, con le onde che s’infrangono sul molo, sem­bra la musi­ca di un con­cer­to. La gente dà vita al «tur­is­mo del­l’on­da», spo­stan­dosi in auto da una local­ità all’al­tra per ammi­rare lo spet­ta­co­lo. Ver­so le 18 l’intero lun­go­la­go è sta­to transen­na­to, vietan­do­lo anche ai pedoni.

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