Il senatore Chincarini accusa la vicina Regione di privilegiare i suoi agricoltori e non gli interessi complessivi del lago di Garda.

Livelli, la Lombardia pensa solo per sé

Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

I liv­el­li delle acque del Gar­da sono ormai trop­po bassi. Tan­to bassi che presto potrebbe andare in crisi anche il servizio pub­bli­co di nav­igazione, come pure le poche barche rimaste dei pesca­tori. A fare il pun­to del­la situ­azione è il sen­a­tore del­la Lega Nord e vicesin­da­co di Peschiera pro­prio all’in­do­mani dell’incontro a Par­ma del­la Com­mis­sione isti­tui­ta dal­l’au­torità di baci­no del Po, che rap­p­re­sen­tano Lom­bar­dia, Vene­to e Trenti­no, le tre regioni che si affac­ciano sul baci­no bena­cense. Da poco più di un anno infat­ti la Com­mis­sione si occu­pa delle prob­lem­atiche con­nesse alla ges­tione e alla rego­lazione dei liv­el­li del più grande lago ital­iano, oggi davvero «in sec­ca» a causa del­la scar­sità di piogge e del deflus­so delle acque ver­so i ter­ri­tori del Man­to­vano. «La situ­azione attuale dei liv­el­li del Gar­da», spie­ga Chin­car­i­ni, «rischia di diventare davvero pre­oc­cu­pante e può met­tere in crisi sia l’aspet­to tur­is­ti­co e ambi­en­tale del Gar­da, che quel­lo con­nes­so alla nav­igazione». Da un lato infat­ti i bassi liv­el­li han­no fat­to venire alla luce ciò che di soli­to è som­mer­so, e cioè «le gran­di tuba­ture che pes­cano l’ac­qua del Gar­da ed altri lavori mal fat­ti, con­nes­si al col­let­tore del Gar­da, quali gli sfio­ra­tori ed altre tuba­ture del genere», com­men­ta il sen­a­tore. Ma Chin­car­i­ni, che ha avu­to occa­sione anche come sin­da­co di Peschiera di seguire i prob­le­mi ambi­en­tali del lago, va oltre e pun­ta il dito con­tro «l’in­ef­fi­cien­za del Mag­is­tra­to alle acque e al Genio civile, almeno per la provin­cia di Verona, a cui spet­terebbe il dra­gag­gio dei por­ti riv­ieraschi. Cosa ques­ta che invece non è mai sta­ta fat­ta e, in con­cre­to, penal­iz­za ora le imbar­cazioni che rischi­ano d’incagliar­si entran­do o uscen­do dai por­ti». Ma se il bas­so lago piange, nep­pure l’al­to Gar­da ride. Ad esem­pio, il pri­mo cit­tadi­no di Tor­ri Alber­to Vedovel­li ha evi­den­zi­a­to come «da quan­do vivo a Tor­ri, non ho mai vis­to il mon­u­men­to ai cadu­ti del mare (che si tro­va vici­no alla Baia dei Pini, a nord del paese, n.d.a. ) total­mente pri­vo di acqua intorno». Insom­ma: le acque si sono tal­mente «riti­rate» da far sì che l’im­po­nente quadra­to in cemen­to, sor­mon­ta­to da una stele ed una grossa vela in fer­ro e cir­conda­to da grosse catene, appa­ia mes­ta­mente aggrap­pa­to su una incon­sue­ta ed ampia «spi­ag­gia» di scogli e sas­si. «A questo pun­to», ironiz­za il sin­da­co di Tor­ri, «si potrebbe cogliere l’oc­ca­sione per pulire le spi­agge in vista del­la prossi­ma sta­gione tur­is­ti­ca. Anco­ra prob­le­mi seri non ce ne sono, ma se con­tin­ua così arriver­an­no a breve». Di qui la neces­sità, sec­on­do Vedovel­li, di «avere dei ref­er­en­ti assai vici­ni alle esi­gen­ze dei comu­ni per la rego­lazione dei liv­el­li delle acque. In questo sen­so, assai impor­tante è il con­trib­u­to del sen­a­tore Chin­car­i­ni che, per carat­tere, non mol­la mai», chi­ude il pri­mo cit­tadi­no. Dal­la riu­nione del­la Com­mis­sione per la rego­lazione dei liv­el­li del lago svoltasi a Par­ma, Chin­car­i­ni è tor­na­to comunque con qualche dato pos­i­ti­vo e mod­er­a­ta sod­dis­fazione. «Final­mente», spie­ga, «qualche pas­so avan­ti è sta­to fat­to per la cos­ti­tuzione del­l’Aipo, l’A­gen­zia inter­re­gionale del Po che avrà il com­pi­to di gestire mate­rial­mente questo prob­le­ma e quel­li analoghi di tut­ti i laghi del Nord Italia. I Con­sigli region­ali del Piemonte e del­l’E­mil­ia Romagna han­no già delib­er­a­to in mer­i­to, men­tre il Vene­to affron­terà il prob­le­ma pro­prio in questi giorni». Sec­on­do il sen­a­tore «chi è in grave ritar­do è la Lom­bar­dia, che anco­ra non ha dato tem­pi cer­ti. La realtà è che in prat­i­ca è pro­prio ques­ta regione a tenere in mano le sor­ti del Gar­da in questo pre­ciso momen­to. Lom­bar­di sono infat­ti i ter­reni che devono essere approvvi­gionati, in provin­cia di Man­to­va, con le acque del Bena­co e loro è pure la pos­si­bil­ità di dis­porre il deflus­so dal­la diga di Salionze. C’è sem­pre sta­ta grande spro­porzione tra l’ac­qua real­mente nec­es­saria alla cam­pagna e agli agri­coltori e quel­la che invece viene prel­e­va­ta. Il tut­to sen­za tenere con­to delle esi­gen­ze tur­is­tiche e ambi­en­tali del Gar­da, che è vis­to esclu­si­va­mente come una ris­er­va d’ac­qua per le cam­pagne e non un baci­no con pre­cise neces­sità ambi­en­tali oltre che tur­is­tiche. A questo pun­to, è asso­lu­ta­mente indis­pens­abile un organ­is­mo che riesca a con­cil­iare e sin­te­tiz­zare le esi­gen­ze dei comu­ni e del­l’am­bi­ente bena­cen­si e quelle del­l’a­gri­coltura man­to­vana. La Lom­bar­dia però», dice Chin­car­i­ni, «deve scegliere: o dare ret­ta esclu­si­va­mente alle richi­este del­la sua agri­coltura o a quelle di tutte e tre le regioni che si affac­ciano sul lago. Il Gar­da per­al­tro è un pat­ri­mo­nio europeo e non di esclu­si­vo pos­ses­so regionale».

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