Zaglio: “Sono in diminuzione anche i tagli cesarei (- 4%), mentre il parto indolore è cresciuto fino al 52% (+ 5% rispetto al 2006)”.

Lla cicogna e’ di casa al Montecroce:dal 2001 ad oggi parti raddoppiati

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Di Luca Delpozzo

Numeri record al repar­to di Oste­tri­cia dell’Ospedale di Desen­zano. Ad illus­trar­ci il gran lavoro svolto dal repar­to, il suo Pri­mario Dr. Sil­vano Zaglio.“Partiamo dai dati. Quan­do arrivai qua a Desen­zano – spie­ga -, nel 2001 i par­ti era­no 785, men­tre nel 2007 i bam­bi­ni nati nel nos­tro Ospedale sono sta­ti 1473: prati­ca­mente il doppio e, rispet­to l’anno scor­so, con un sal­do atti­vo di 153 nascite. Altro aspet­to impor­tante, a mio modo di vedere, è l’inversione di ten­den­za per quan­to riguar­da i tagli cesarei. Nel 2005 la per­centuale era del 33,1%, men­tre nel 2007 questo dato è sce­so di tre pun­ti e mez­zo atte­s­tandosi al 29,6%. Inoltre, per rimanere nell’ambito dei cesarei, sono dimi­nu­iti di 5% (dal 45 al 40%) i par­ti cesarei pro­gram­mati. Infine, altro dato impor­tante riguar­da il par­to indo­lore che, nel 2007, questi sono sta­ti ben 611 pari al 52% (nel 2006 questi era­no sta­ti 438 pari al 43,3%). Una per­centuale rag-guarde­v­ole che pone Desen­zano ai pri­mi posti, al liv­el­lo del­la clin­i­ca Man­gia­gal­li di Milano. Infine, uni­co dato invari­a­to rispet­to l’anno scor­so, è quel­lo riguardante i par­ti gemel­lari: 11”.Beh dot­tore, pro­prio una cas­ca­ta di cifre che par­lano chiaro. Da questi numeri quale chi­ave di let­tura è pos­si­bile fare?“Credo che la pri­ma con­sid­er­azione sicu­ra­mente da fare è, che questi numeri, siamo rius­ci­ti ad otten­er­li con lo stes­so per­son­ale medico. Questo fat­to, oltre ad andare a mer­i­to del lavoro dei miei col­leghi, dimostra che nel nos­tro repar­to esiste un’organizzazione di alto liv­el­lo, ormai roda­ta ed effi­ciente, che evi­den­te­mente la popo­lazione guar­da sem­pre con più fiducia.In sec­on­do luo­go, mi fa piacere sot­to­lin­eare che anche per il 2008, il nos­tro repar­to ha rice­vu­to dal Milan Cord Blood Bank (uno dei due cen­tri region­ali accred­i­tati, Ndr), la cer­ti­fi­cazione d’idoneità per la don­azione del sangue pla­centare che, con grande sod­dis­fazione, con­tin­uer­e­mo anche nel 2008.Infine, come ulti­ma con­sid­er­azione, desidero evi­den­ziare l’ottimo spir­i­to di col­lab­o­razione che ormai esiste nel nos­tro repar­to e che si tra­duce nel­la fidu­cia, sem­pre più dif­fusa, che van­ti­amo nei con­fron­ti dell’utenza. Una fidu­cia spie­ga­bile gra­zie alla stret­ta col­lab­o­razione con l’analgesia ostet­ri­ca, di cui è respon­s­abile il Dr. San­dro Spadon e con le sale par­to di cui il respon­s­abile è la Dr. Donatel­la Bresciani.Tutti fat­ti che, oltre che a riem­pir­mi di sod­dis­fazione, spie­gano davvero bene il lavoro del nos­tro reparto”.Ora una curiosità. Dei 1400 par­ti, quan­ti sono avvenu­ti da madri extracomunitarie?“Anche in questo ambito si è river­i­fi­ca­ta una con­sis­tente cresci­ta. Nel 2006 i par­ti extra­co­mu­ni­tari era­no sta­ti 403 pari al 30,6%; men­tre nel 2007 i par­ti sono sta­ti 543 pari al 36,8%”.“I dati for­ni­ti dal Dr. Zaglio – ha aggiun­to il Diret­tore Gen­erale Mara Azzi -, evi­den­ziano a mio avvi­so due impor­tan­ti aspet­ti: innanz­i­tut­to l’incremento del­la natal­ità che non può che far piacere in un’ottica di cresci­ta demografi­ca e con­seguente svilup­po. In sec­on­do luo­go, l’aspetto cer­ta­mente non meno impor­tante, è l’ade-guatezza del­la rispos­ta ospedaliera rispet­to a questo bisog­no san­i­tario che rap­p­re­sen­ta uno dei momen­ti più impor­tan­ti e sig­ni­fica­tivi del­la vita di ogni persona.L’esperienza del­la nasci­ta – con­tin­ua -, è un qual­cosa in più di un nor­male proces­so san­i­tario: si trat­ta, infat­ti, anche di assis­ten­za psi­co­log­i­ca, con­di­vi­sione di pau­re e per­p­lessità, di dolore e felic­ità vis­su­ti in un solo momento.Infine – con­clude la Azzi -, i dati evi­den­ziati dal repar­to di Oste­tri­cia dell’Ospedale di Desen­zano, dimostra­no chiara­mente l’elevato liv­el­lo di qual­ità non solo di prestazioni san­i­tarie, ma anche la capac­ità d’ascolto e comu­ni­cazione degli oper­a­tori san­i­tari a tut­ti i livelli”.

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