Il demanio ordina la rimozione del discusso battello circolare, ex discoteca e centro commerciale galleggiante. Da 13 anni è ormeggiato vicino a riva. I vigili: «È in stato di abbandono»

«Lo space boat deve andarsene»

20/05/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Tor­na il tor­men­tone del­lo Space Boat, la grande nave cir­co­lare ormeg­gia­ta ormai da 13 anni nel­lo spec­chio acqueo anti­s­tante il parcheg­gio Monte di Sirmione. Nei giorni scor­si, il respon­s­abile del­la Ges­tione Asso­ci­a­ta del Demanio del , con sede a Salò, ha fat­to noti­fi­care un’or­di­nan­za di rimozione del­l’im­bar­cazione ad Attilio Scal­mana, 64 anni, sirmionese, legale rap­p­re­sen­tante del­la Sane, la soci­età pro­pri­etaria. Dopo alcu­ni anni di rel­a­ti­vo silen­zio tor­na, dunque, ad occu­pare le pagine dei gior­nali il dis­cus­so «Ufo gal­leg­giante» che con­tin­ua a restare nelle acque del­la peniso­la sirmionese. A scatenare l’en­nes­i­ma battaglia con­tro lo Space Boat è sta­to ques­ta vol­ta Luca Azzoni, nom­i­na­to di recente ammin­is­tra­tore uni­co del­la soci­età «Sirmione Servizi», pre­oc­cu­pa­to che la nave con­tinui ad occu­pare una vas­ta area dema­niale sen­za alcun trib­u­to di con­ces­sione in cam­bio e, per di più, in con­dizioni di abban­dono, come tut­ti pos­sono notare.Azzoni, che per ora preferisce restarsene in silen­zio, avrebbe un asso nel­la man­i­ca. Che, però, non vuole sve­lare. Le ipote­si a questo pun­to sono diverse. Il Reg­istro Navale Ital­iano, l’ente pres­so cui lo Space Boat è iscrit­to fin dal 1989, potrebbe aver comu­ni­ca­to alla «Sirmione Servizi» che la nave non avrebbe più i req­ui­si­ti del­la nav­i­ga­bil­ità. E, da parte sua, la , nei cui reg­istri l’«Ufo» è iscrit­to, potrebbe aver fat­to altret­tan­to riguar­do alla licen­za di . Ma si trat­ta solo di ipote­si, per il momen­to. I pre­sup­posti giuridi­ci sono diver­si. Un sopral­lu­o­go ese­gui­to dal fun­zionario del Demanio con i Vig­ili Urbani ha con­fer­ma­to lo sta­to di abban­dono del­lo «Space Boat»; inoltre la nave risul­ta «appog­gia­ta sul fon­do del lago e fis­sa­ta con cime di ormeg­gio a ter­ra e a bric­cole in leg­no» (ma i sis­te­mi di ancor­ag­gio sono di tut­t’al­tro tipo, fra l’al­tro riconosciu­ti dal­l’au­torità marit­ti­ma) e, infine, la nor­ma­ti­va dispone che «è vieta­to abban­donare unità di nav­igazione sul demanio lacuale al di fuori degli spazi d’ormeg­gio asseg­nati o sen­za con­ces­sione». Il provved­i­men­to dispone che il pro­pri­etario deve rimuo­vere la nave entro 10 giorni dal suo rice­vi­men­to. Se non sarà provve­du­to, «l’u­nità di nav­igazione ver­rà affi­da­ta in cus­to­dia giudiziale al Comune di Sirmione con la con­seguente dis­truzione o mes­sa all’as­ta». C’è però da giu­rare che Scal­mana ricor­rerà al Tar con­tro un provved­i­men­to di sgombero del­la sua nave cir­co­lare. Può con­tare su uno dei mag­giori esper­ti in dirit­to del­la nav­igazione, oltre che velista, avvo­ca­to Gio­van­ni Morabito.