Il Cea presenta la sua orchestra 150 allievi dai cinque ai 20 anni

Lo spettacolo di chiusura: “Il carnevale degli animali”

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Il Cen­tro edu­cazione artis­ti­ca (Cea) “Jacopo Foroni”, tira le somme del­l’at­tiv­ità svol­ta durante lo scor­so anno sco­las­ti­co e guar­da avan­ti ver­so le prossime inizia­tive. «Abbi­amo con­clu­so l’an­no sco­las­ti­co in bellez­za» , affer­ma Mariel­la Agos­ti­ni, diret­trice del Cea, «con uno spet­ta­co­lo di chiusura che ha coin­volto buona parte dei 150 allievi. La qual­ità del lavoro svolto è emer­sa chiara­mente nel­la mes­sa in sce­na di un testo dif­fi­cile come “Il degli Ani­mali” di Camille Saint-Saëns, non nel­la ver­sione orig­i­nale, ma da noi trascrit­to e adat­ta­to alle esi­gen­ze e al liv­el­lo del­la nos­tra pic­co­la grande orches­tra che unisce bam­bi­ni di 5 con ragazzi di 20 anni». «Il lavoro è sta­to impeg­na­ti­vo», con­tin­ua, «l’in­tero bra­no è sta­to pri­ma anal­iz­za­to dal pun­to di vista stori­co for­male con let­tura ed ascolti fat­ti in classe di musi­ca d’in­sieme, per pas­sare poi alla real­iz­zazione con l’in­ser­i­men­to delle varie clas­si pre­sen­ti nel­la nos­tra scuo­la: quin­di i vari stru­men­ti la dan­za, il can­to, il dis­eg­no, la pro­pe­deu­ti­ca cer­can­do di coin­vol­gere il mag­gior numero di allievi pos­si­bile (non tut­ti, anche per­ché cer­ti stru­men­ti tipo bat­te­ria, chi­tar­ra mod­er­na e can­to mod­er­no non era­no inseri­bili). Sul pal­co alla fine si trova­vano cir­ca 80 ele­men­ti». Pec­ca­to che il mal­tem­po abbia costret­to a rap­p­re­sen­tar­lo al chiu­so nel teatro Smer­al­do, invece che nel castel­lo scaligero. Oltre che dal­l’orches­trazione gli spet­ta­tori sono rimasti col­pi­ti dai col­oratis­si­mi e fan­ta­siosi copr­i­capi, real­iz­za­ti dal­l’in­seg­nante di dis­eg­no, che raf­fig­u­ra­vano i diver­si ani­mali. Sod­dis­fat­to anche Pieri­no Paroli­ni, vicepres­i­dente del Cea: «A grande richi­es­ta lo spet­ta­co­lo ver­rà ripro­pos­to anche all’inizio del nuo­vo anno sco­las­ti­co come prog­et­to riv­olto a scuole mater­ne ele­men­tari e medie. Ora ci sti­amo atti­van­do per il prossi­mo anno di attiv­ità che cre­di­amo sarà pos­si­bile se avre­mo, com’è suc­ces­so negli anni scor­si, l’aiu­to dei gen­i­tori e del­l’Am­min­is­trazione comu­nale che c’ha sem­pre appog­gia­to. Spe­ri­amo che si pos­sa indi­vid­uare anche una sede defin­i­ti­va vis­to che ora siamo ospi­ti delle scuole medie. Il Cea vor­rebbe diventare non solo una scuo­la, ma anche un pun­to d’in­con­tro per chi s’in­ter­es­sa di musi­ca e vuole incon­trar­si con chi fa musica».

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