Il nido ai piedi del castello. La coppia di uccelli diventa attrazione per i turisti

Lo svasso torna sul lago

02/06/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Nicola Alberti

Una famiglia di svas­si mag­giori, volatili divenu­ti ormai di abi­tu­di­ni stanziali sul , ha scel­to anche quest’an­no di nid­i­fi­care in uno dei posti più ambiti del lago di Gar­da: il . Non appe­na si attra­ver­sa il ponte che por­ta all’ul­ti­mo trat­to del­la peniso­la cat­ul­liana, è, così, pos­si­bile, con la dovu­ta dis­crezione, osser­vare una cop­pia di svas­si che ha nid­i­fi­ca­to, così come accade ormai da anni, su una piattafor­ma arti­gianale. Il nido dei curiosi volatili si tro­va ai pie­di del castel­lo scaligero, nel fos­sato che cir­con­da l’im­po­nente strut­tura sirmionese. Gli svas­si, così come spie­ga­to dai ragazzi del Cra sirmionese, sono uccel­li stanziali sul lago, amano più l’ac­qua che la ter­ra, sono abilis­si­mi pesca­tori ed han­no delle piume sul capo tali da for­mare un ciuf­fet­to par­ti­co­lare, che dà ai volatili un curioso aspet­to la cui for­ma è all’o­rig­ine del­la denom­i­nazione «svas­si cor­nu­ti». Dotati di un piu­mag­gio bian­co, mar­rone e nero, comune sia ai maschi che alle fem­mine, gli svas­si prat­i­cano un’af­fasci­nante ed appariscente rito di corteggia­men­to che li vede pro­tag­o­nisti di una sor­ta di dan­za in cui si gon­fi­ano ed esi­bis­cono con orgoglio le loro piume. Qualche giorno fa le uova deposte dal­la fem­mi­na del volatile si sono schiuse dan­do alla luce alcu­ni pic­coli batuffoli di piume pigolan­ti. Ogni giorno i gen­i­tori nutrono i pro­pri neonati con pesci di pic­cole dimen­sioni, in prevalen­za le rino­mate aole garde­sane, e sono parec­chi i tur­isti che si fer­mano per fotogra­fare la sce­na. Lo scor­so anno la piattafor­ma era sta­ta con­te­sa tra una fola­ga e la famiglia degli svas­si, deter­mi­nan­do una sor­ta di staffet­ta nat­u­rale che ha vis­to nid­i­fi­care nel medes­i­mo pos­to, l’u­na di segui­to all’al­tra, le due cop­pie di uccel­li. I res­i­den­ti nel cen­tro stori­co sirmionese, sep­pur impeg­nati nelle mille attiv­ità tipiche di ques­ta sta­gione, non dimen­ti­cano di dare un’oc­chi­ati­na a quegli svas­si, ma come ricor­dano al Cra, i volatili, per pot­er con­ser­vare intat­te le pro­prie nat­u­rali abi­tu­di­ni di vita non devono essere nutri­ti artificialmente.

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