La fondazione lasciò l’attività in paese da fine 2000.
Il presidente: «Nome rimasto nella memoria»

L’Oasi che non c’è più

19/06/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

La chia­mano «Oasi» ma per la casa di riposo «Mon­sign­or Gia­comel­li di Pesina», che entro l’anno trasferirà i suoi ospi­ti all’Istituto assis­ten­za anziani «Vil­la Spa­da», tale denom­i­nazione è impro­pria. Lo pre­cisa la Fon­dazione Oasi, un acron­i­mo che sta per Opere di assis­ten­za e servizi inte­grati, che ha sede a San Boni­fa­cio: «A Capri­no tale fon­dazione ha ces­sato la sua attiv­ità già il 31 dicem­bre del 2000, quan­do la casa di riposo con­dot­ta appun­to dalle Oasi con­cluse il suo rap­por­to con l’Istituto “Mon­sign­or Gia­comel­li” di Verona che passò la ges­tione all’Ipab (Isti­tu­to pub­bli­ca assis­ten­za e benef­i­cen­za) “Vil­la Spa­da”», spie­ga il seg­re­tario gen­erale Emilio Faggionato.Molto prob­a­bil­mente il ter­mine è anda­to a genio anche alla nuo­va ges­tione, che l’ha man­tenu­to, forse in virtù del luo­go fres­co, rilas­sante e piacev­ole che suggerisce.Tale fon­dazione, comunque, ispi­ra­ta ai prin­cipi cris­tiani, gestisce attual­mente ben 12 cen­tri servizi in tut­ta la provin­cia veronese: «Fran­co Gan­di­ni» a Peschiera del Gar­da, «Casa Sant’Anna» a Sant’Anna d’Alfaedo, «Casa Gae­tano Dal Vec­chio» a Gaz­zo Veronese, «Cen­tro polifun­zionale» a Zevio, «Vil­la Scrinzi» a Soave, «Con­te Arturo Da Pra­to» e «Nobil­don­na Eloisa Mon­ti» a Caldiero, «Fil­ip­po Godi» a Gaz­zo­lo d’Arcole, «Bian­ca Stec­ca­nel­la» a Caz­zano di Tramigna, «Don Bor­to­lo Mus­solin» e aCasa Maria Tere­sa Cassi­ni» e «Cen­tro polifun­zionale del bam­bi­no» a San Boni­fa­cio. A parte quest’ultimo cen­tro, che è scuo­la per l’infanzia e nido inte­gra­to, gli altri servizi sono tut­ti riv­olti in modo speci­fi­co all’accoglienza dell’anziano non autosufficiente.Il pres­i­dente di «Vil­la Spa­da» Rober­to Rodoz com­men­ta: «Il nome Oasi è rimas­to nei modi di dire del paese, così comune­mente la gente chia­ma l’Istituto Mon­sign­or Gia­comel­li. Par­lan­done avrem­mo, in effet­ti, dovu­to pre­cis­are come si trat­ti delle “ex Oasi”».