Vertice tra sindaco ed esercenti

Locali troppo rumorosi In arrivo un’ordinanza per riportare la calma

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Con­tro musi­ca alta e rumore è in arri­vo un’ordinanza del sin­da­co che fis­serà con chiarez­za i lim­i­ti da rispettare. Lo han­no deciso, di comune accor­do, gli otto gestori di music-bar che s’af­fac­ciano sul cen­tro stori­co di Desen­zano e il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za nel cor­so di un incon­tro sul­la ques­tione-rumore. Tre set­ti­mane fa, Pien­az­za ave­va dichiara­to al nos­tro gior­nale di aver rice­vu­to alcune proteste da parte di res­i­den­ti ed oper­a­tori tur­is­ti­ci per il con­tin­uo dis­tur­bo nelle ore not­turne provo­ca­to dal­la musi­ca dif­fusa da alcu­ni locali pub­bli­ci. Vec­chio prob­le­ma, a dire il vero, per­chè se ne par­la da decen­ni. Ma poi, tra un’or­di­nan­za ed una con­travven­zione, le cose si rimet­tono a pos­to. Nel sen­so che ogni estate il prob­le­ma riaf­fio­ra ma poi nes­suno riesce a trovare il ban­do­lo del­la matas­sa, o meglio un pun­to di equi­lib­rio che non scon­tenti i gestori nè tan­to meno gli abi­tan­ti o i cli­en­ti degli alberghi. E men­tre mart­edì pomerig­gio il sin­da­co ne dis­cute­va con i gestori nel suo uffi­cio al sec­on­do piano di palaz­zo Bagat­ta, il con­sigliere leghista Rino Pol­loni pre­sen­ta­va un’in­ter­rogazione urgente pro­prio su questo argo­men­to: il dis­tur­bo causato dal­la musi­ca. Dopo aver ricorda­to che nel codice penale esiste tan­to di arti­co­lo che punisce i fra­cas­soni (il 659 per la pre­ci­sione), l’e­spo­nente del Car­roc­cio chiede a Pien­az­za di «adop­er­ar­si alla sal­va­guardia del­la tutela ambi­en­tale sot­to il pro­fi­lo delle gravi immis­sioni rumor­ose che dis­tur­bano il qui­eto vivere dei cit­ta­di­ni, val­u­tan­do la pos­si­bil­ità di incar­i­care un tec­ni­co ester­no per una serie di rilievi fono­metri­ci da atti­var­si in caso di neces­sità nelle ore ser­ali e not­turne». Il prob­le­ma, in ver­ità, non è nè di facile nè imme­di­a­ta soluzione. A Desen­zano c’è la più alta con­cen­trazione di dis­coteche e dis­co-bar del­la provin­cia, sec­on­da solo alla riv­iera romag­no­la. Nel pas­sato sono state rilas­ci­ate decine di licen­ze com­mer­ciali, autor­iz­zan­do di fat­to questo tipo di intrat­ten­i­men­to. I gestori di questi locali han­no, quin­di, investi­to parec­chi sol­doni e piani­fi­ca­to una tipolo­gia di attiv­ità per attrarre clien­tela. Adesso, non gli si può dire cer­to: speg­ni tut­to e met­ti­ti a vendere solo coca cola e drink. Ne è con­sapev­ole lo stes­so sin­da­co. «Non vogliamo andare in rot­ta di col­li­sione con gli eser­centi, noi dopo l’in­con­tro di mart­edì abbi­amo riscon­tra­to la loro piena col­lab­o­razione. Pre­par­ere­mo un’or­di­nan­za che fis­si con chiarez­za alcu­ni pun­ti, così da non essere male inter­pre­ta­ta. Una prece­dente ordi­nan­za — con­tin­ua Pien­az­za — sta­bilisce che alle 23.30 non si pos­sa più dif­fondere musi­ca all’ester­no, ma mi risul­ta che vi siano alcu­ni locali che all’in­ter­no ne pro­d­u­cano del­l’al­tra ben più rumor­osa. Ci sarà allo­ra la neces­sità di ver­i­fi­care alcune casse musi­cali, di con­tattare l’Arpa (l’a­gen­zia regionale a cui sono deman­dati com­pi­ti di tutela ambi­en­tale) per i con­trol­li, di elim­inare pos­si­bili con­trad­dizioni tra norme comu­nale e nor­ma penale». Sicu­ra­mente, il provved­i­men­to entr­erà in piena attuazione solo nel­la prossi­ma stagione.