Si chiude con una lezione psicologica e «di vita» importante la mostra al Casinò di Arco su «Il popolo degli animali»

L’ombra che ci trotterella dietro ha quattro zampe

07/12/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Arco

Si con­clude domani al Cas­inò di Arco la mostra itin­er­ante «Il popo­lo degli ani­mali. Crea­ture dimen­ti­cate». L’inizia­ti­va, vol­ta a far conoscere al pub­bli­co i moltepli­ci rap­por­ti che inter­cor­rono tra l’uo­mo e l’an­i­male, da quel­lo pro­dut­ti­vo a quel­lo sociale, ha vis­to un susseguir­si di incon­tri sul tema, affi­an­cati all’e­s­po­sizione per­ma­nente di lib­ri, pic­cole opere d’arte, dip­in­ti e tan­to materiale.La sig­no­ra Almut Pret­tner, orga­niz­za­trice del­la mostra, ha sot­to­lin­eato l’im­por­tan­za di questo even­to, volto a sen­si­bi­liz­zare l’opin­ione pub­bli­ca sul tema del­la conoscen­za vera del­l’an­i­male e del suo dirit­to ad espletare le pro­prie carat­ter­is­tiche eto­logiche, al fine di evi­tarne il mal­trat­ta­men­to o il trat­ta­men­to irre­spon­s­abile. Il prob­le­ma del­la sen­si­bi­liz­zazione diven­ta ancor più basi­lare nel nos­tro con­testo, poiché, spie­ga la sig­no­ra Pret­tner, «la Provin­cia di Tren­to è l’u­ni­ca provin­cia che non ha anco­ra recepi­to la legge quadro 14 agos­to 1991, n. 281, vol­ta alla tutela degli ani­mali di affezione ed a pre­venire gli sta­ti di randag­is­mo e di mal­trat­ta­men­to. Le con­seguen­ze sono inqui­etan­ti: il man­ca­to recepi­men­to del­la legge fa sì che non vengano costru­ite strut­ture adeguate al miglio­ra­men­to ed alla pre­ven­zione di tali con­dizioni, che le per­sone addette alla pub­bli­ca sicurez­za non vengano for­mate sul tema, e di con­seguen­za non siano in gra­do di agire adeguata­mente nei casi di emer­gen­za… Nel­la nos­tra provin­cia tut­to è anco­ra las­ci­a­to alla lib­era inter­pre­tazione ed alla buona, e a volte purtrop­po cat­ti­va, volon­tà dei sin­goli indi­vidui. Le denunce di randag­is­mo e di mal­trat­ta­men­to degli ani­mali sono numerose, ma non esisten­do una legge adegua­ta, non esistono stru­men­ti e fon­di per intervenire».La psi­coter­apeu­ta Car­la Cor­ra­di, inter­venu­ta ad una delle con­feren­ze, ha sot­to­lin­eato anch’es­sa l’im­por­tan­za di «conoscere e rispettare l’an­i­male, in modo da far riac­quistare a questo stori­co com­pag­no di viag­gio la dig­nità, l’in­tel­li­gen­za e l’an­i­ma per­dute in un rap­por­to trop­po spes­so con­flit­tuale con l’uo­mo». Ma cos’è “l’an­i­male in noi” di cui ha par­la­to? Sem­bra che uomi­ni e ani­mali cor­ra­no a fian­co nel­la sto­ria, e pre­senti­no molti trat­ti comu­ni. L’uo­mo è ani­male nel cor­po: la psi­coter­apeu­ta sot­to­lin­ea l’im­por­tan­za del­la parte incon­scia umana, for­ma­ta da istin­ti che agis­cono come quel­li degli ani­mali, i quali solo se repres­si pos­sono diventare peri­colosi, pro­prio come suc­cede nelle bestie oppresse. L’an­i­male in noi si man­i­fes­ta sot­to for­ma di impul­si che la coscien­za razionale con­trol­la: è l’al­tra parte di noi, la parte nascos­ta, l’ ”ombra”, come direbbe Jung. Gli istin­ti repres­si minac­ciano l’uo­mo, e l’ac­cettazione del­l’an­i­ma ani­male, elab­o­ra­ta dal­la coscien­za, è una con­dizione nec­es­saria per la pienez­za del­la nos­tra vita. Ver­rebbe da citare un’al­tra analista/scrittrice, Claris­sa Pinko­la Estés, la quale ci sug­gerisce che «ovunque e sem­pre, l’om­bra che ci trot­terel­la dietro va indub­bi­a­mente a quat­tro zampe».Si potrà vis­itare la mostra fino a domani dalle 15 alle 19, men­tre stasera si ter­rà l’ul­ti­ma con­feren­za, alle 17, in cui Mad­dale­na Wegher, con­sulente ambi­en­tale e onoter­apeu­ta, par­lerà di “Onoter­apia” e Adel­mo Rossin e Rober­to Guadagni­ni, medici vet­eri­nari, par­ler­an­no del “Cane, questo sconosciuto”.