Sì della Regione al complesso, sostenuto dal Comune, nonostante il parere negativo della Provincia. Il sindaco: «Importante passaggio positivo». I negozianti: «Vogliamo capire»

Lonato, decolla il progetto Campagnoli

21/11/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Lonato

Dopo tre con­feren­ze dei servizi e due rin­vii, il Cen­tro com­mer­ciale del Gar­da — prog­et­ta­to dal­la soci­età Cedro 99 srl ai Cam­pag­no­li di Lona­to — ha ottenu­to il defin­i­ti­vo via lib­era. La val­u­tazione pos­i­ti­va è arriva­ta ieri mat­ti­na dal­la , che ha quin­di sci­olto le ultime ris­erve sui prob­le­mi ambi­en­tali legati alla zona, che si tro­va lun­go la statale Desen­zano-Cas­tiglione. Il nuo­vo e tan­to dis­cus­so cen­tro com­mer­ciale sorg­erà nell’area occu­pa­ta da un grande all­e­va­men­to avi­co­lo dismes­so, a due pas­si dal South Gar­da Kart­ing. Una buona notizia per il sin­da­co lonatese Moran­do Peri­ni e per l’Amministrazione comu­nale, che ricaverà dall’operazione cir­ca 5 mil­ioni di euro; sor­pre­sa, per­p­lessità e amarez­za si res­pi­ra invece negli ambi­ente dell’Associazione com­mer­cianti. Molto dura, infine, la reazione del­la Con­fe­ser­centi, che ave­va con­trasta­to a spa­da trat­ta il prog­et­to, sostenu­to solo dal Comune e, da ieri, dal­la Regione. «Si trat­ta di un impor­tante pas­sag­gio pos­i­ti­vo — sot­to­lin­ea il sin­da­co Peri­ni — che pri­ma di un appro­fon­di­to com­men­to neces­si­ta del­la let­tura dei ver­bali del­la riu­nione. Ovvi­a­mente, siamo sod­dis­fat­ti per­ché — come più volte det­to — dagli oneri recu­perati dall’intervento, ma sarà da vedere quan­do, si potran­no dare nuovi imput alle opere pub­bliche, in par­ti­co­lare al Piano di recu­pero del cen­tro stori­co». Ricor­diamo che solo il Comune di Lona­to ave­va espres­so in sede di con­feren­za il pro­prio parere favorev­ole all’ipermercato dei Cam­pag­no­li. Una delib­era data­ta 2 luglio era sta­ta infat­ti adot­ta­ta dal­la Giun­ta di cen­trosin­is­tra pro­prio per recepire il nuo­vo prog­et­to del­la «Cedro 99». Le novità rispet­to a quel­lo prece­dente — boc­cia­to da Provin­cia e Regione e sul quale pende comunque un ricor­so pro­mosso dal­la stes­sa soci­età — sono sostanzial­mente due. Innanz­i­tut­to la riduzione del­la super­fi­cie di ven­di­ta, che pas­sa da 35.000 mq a poco più di 28.000 mq (7.000 ali­men­ta­ri e 21.000 non ali­men­ta­ri), il che cos­ti­tu­isce un ulte­ri­ore sen­si­bile pas­so indi­etro rispet­to al prog­et­to iniziale del ’99, che parla­va di oltre 70 mila metri qua­drati. Poi il con­cet­to di strut­tura di ven­di­ta che non nasce come insieme di nuove attiv­ità com­mer­ciali, ma come con­cen­trazione di un centi­naio di eser­cizi di vic­i­na­to, già oper­an­ti nel­la zona. Il nuo­vo prog­et­to è sta­to approva­to nonos­tante il ripetu­to voto neg­a­ti­vo da parte del­la Provin­cia, che ave­va soll­e­va­to eccezioni per la del­la zona, influen­za­ta dall’insediamento com­mer­ciale pro­pos­to e dal­la vic­i­nan­za del casel­lo autostradale di Desen­zano, per la qual­ità ambi­en­tale, a causa del­la vic­i­nan­za di un sito con­t­a­m­i­na­to (l’ex cava del Tra­versi­no). Per­p­lessità, amarez­za, delu­sione ma non rasseg­nazione arri­va dall’Ascom di Lona­to: «Vogliamo vedere i ver­bali per capire come, nonos­tante la val­u­tazione neg­a­ti­va espres­sa dal­la Provin­cia — spie­ga il diri­gente Mario Pace — la Regione sul tema ambi­en­tale abbia potu­to cam­biare opin­ione. Quali con­dizioni sono state poste ai Comu­ni di Lona­to, Desen­zano e, sem­bra, alla stes­sa soci­età Serenis­si­ma, per pot­er attuare l’intervento? Vogliamo capire e ci ris­ervi­amo di inter­venire in tutte le sedi oppor­tune. Rimane comunque l’amaro in boc­ca, per­ché ques­ta deci­sione apre di fat­to l’espansionismo dei cen­tri com­mer­ciali in con­trad­dizione con quan­to det­to dal­la Regione di vol­er con­tenere il fenom­e­no..». Su ques­ta nuo­va maxi strut­tura di ven­di­ta si sono espres­si in modo con­trario un po’ tut­ti i Comu­ni lim­itrofi a Lona­to. Lo stes­so sin­da­co di Desen­zano, Fioren­zo Pien­az­za, ave­va parte­ci­pa­to al penul­ti­mo incon­tro di con­feren­za; pareri negati per iscrit­to era­no sta­ti inviati da Cas­tiglione, Poz­zolen­go e Mon­tichiari. Con­traria da sem­pre, oltre all’Ascom, anche l’altra sigla sin­da­cale, cioè Con­fe­ser­centi. Ricor­diamo che la «telen­ov­ela» dei Cam­pag­no­li era sta­ta avvi­a­ta nel novem­bre 1999 con l’adozione del piano di lot­tiz­zazione, quan­do l’Amministrazione leghista gui­da­ta da Man­to­vani — sull’onda del­la protes­ta anti-incener­i­tore — si spac­cò al suo inter­no deter­mi­nan­do il voto anticipato.

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