Le cure al centro di Riabilitazione dell’Azienda ospedaliera

Lonato, dieci anni di ippoterapia «Villa dei Colli» all’avanguardia

16/07/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Lonato

Come ogni anno, nel peri­o­do pri­mav­era-estate, è ripresa l’attività di ippoter­apia per degen­ti del repar­to di Riabil­i­tazione di Lona­to, nell’apposita area di fronte all’Ospedale Vil­la dei Col­li, che appar­tiene all’Azienda ospedaliera di Desen­zano. «La riabil­i­tazione equestre — spie­ga il diret­tore gen­erale dell’Azienda, Ange­lo Fos­chi­ni — è nata in Fran­cia a par­tire dagli anni ’50 e uti­liz­za come mez­zo ried­uca­ti­vo il cav­al­lo, che per sé è uno stru­men­to, mi si pas­si il ter­mine, vivo e ric­co di infor­mazioni: cor­por­e­ità, rit­mic­ità, movi­men­to». La par­ti­co­lar­ità di ques­ta tec­ni­ca è cos­ti­tui­ta dall’andatura rit­ma­ta e sim­met­ri­ca del pas­so del cav­al­lo: in questo modo il baci­no e la colon­na ver­te­brale del paziente sono sot­to­posti a sol­lecitazioni molto sim­ili a quelle date dal­la deam­bu­lazione. Spie­ga il dot­tor Francesco Pia­cen­ti­ni, diri­gente del­la Riabil­i­tazione di Lona­to: «Ciò innesca un mec­ca­n­is­mo di reazione di equi­lib­rio e coor­di­nazione dei movi­men­ti che sono alla base del­la nor­mal­ità, dan­do la pos­si­bil­ità, a chi non ha mai cam­mi­na­to o ne ha per­so la capac­ità, di sper­i­men­ta­rne gli effet­ti». Questo tipo di ried­u­cazione viene uti­liz­za­to di fre­quente nelle patolo­gie del­l’e­ta evo­lu­ti­va, per le quali l’indicazione res­ta attuale e impor­tante (per esem­pio, sin­drome di Down, sin­dro­mi psichi­atriche come l’autismo, dis­tur­bi com­por­ta­men­tali, sin­drome da dan­no neu­ro­logi­co per­iferi­co, come par­al­isi ostet­riche ecc.). A Lona­to viene appli­ca­ta nei casi di patolo­gie neu­ro­logiche acquisite con mar­ca­ta spas­tic­ità, per esem­pio nei trau­mi midol­lari, negli esi­ti di gravi trau­mi crani­ci e nelle patolo­gie dell’equilibrio. Con­tin­ua Fos­chi­ni: «È ormai una deci­na d’anni che l’ippoterapia viene adot­ta­ta a Lona­to ed è uno dei pochissi­mi casi in una strut­tura ospedaliera del­la Lom­bar­dia. I risul­tati otti­mi sino­ra ottenu­ti ci han­no con­vin­to dell’utilità di pros­eguire con ques­ta par­ti­co­lare ter­apia riabil­i­ta­ti­va, tenu­to con­to anche del gradi­men­to riscon­tra­to da parte dei pazi­en­ti». Con­clude Pia­cen­ti­ni: «Poiché l’ippoterapia viene riv­ol­ta preva­len­te­mente a pazi­en­ti degen­ti nel­la Riabil­i­tazione di Lona­to e in day hos­pi­tal si pos­sono eseguire con­tem­po­ranea­mente anche altri inter­ven­ti di tipo riabil­i­ta­ti­vo o eseguire indagi­ni di tipo stru­men­tale nel con­testo del­la nos­tra Azien­da ospedaliera». Il fat­tore ambi­en­tale — attiv­ità all’aperto, in un con­testo nat­u­ral­is­ti­ca­mente sug­ges­ti­vo e così via — aumen­ta la spin­ta moti­vazionale del paziente offren­dogli con­tem­po­ranea­mente una ulte­ri­ore pos­si­bil­ità di svilup­po delle capac­ità motorie.