Gli ultra 65enni e i bambini sotto i 12 anni potranno scoprire la Casa del podestà e il Vittoriale

Lonato e Gardone: visite gratis per nonni e nipoti

Di Luca Delpozzo
r.d.

La di Lona­to e il Vit­to­ri­ale di Gar­done Riv­iera aderiscono all’iniziativa in pro­gram­ma oggi e domani «A spas­so con il non­no». A pro­muover­la è l’Associazione castel­li e ville per sti­mo­lare il tur­is­mo famil­iare cul­tur­ale. Un’apertura di vec­chi manieri e dimore in Lom­bar­dia des­ti­na­ta ad avere grande suc­ces­so. In queste due gior­nate (dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18) gli ultra­ses­santac­inquen­ni e i nipoti (sot­to i 12 anni), non nec­es­sari­a­mente legati da vin­coli di par­entela, potran­no vis­itare gratis a Lona­to la Roc­ca e la Casa del podestà; a Gar­done il . A Lona­to le vis­ite saran­no con­dotte dalle guide degli Ami­ci del­la Fon­dazione, attive ormai da un decen­nio. Alcune curiosità. Nel XV sec­o­lo la Roc­ca è ret­ta dai Vis­con­ti e si deve prob­a­bil­mente a loro il mor­tale tra­boc­chet­to esistente sot­to la cosid­det­ta «por­ta di soc­cor­so». Il tra­boc­chet­to venne trova­to nell’Ottocento dall’ortolano del­la Roc­ca, men­tre sta­va demolen­do un muro. In quel tra­boc­chet­to si rin­ven­nero tre scheletri, dai quali era­no stac­cati i teschi e le brac­cia. Non si potè iden­ti­fi­car­li, né si capì per quali motivi fos­sero sta­ti sop­pres­si. Il tra­boc­chet­to era cos­ti­tu­ito da una stan­za sot­ter­ranea, molto alta e con una vol­ta accen­tu­a­ta. Due fer­ri inca­vati sostenevano un cop­er­chio mobile che si dove­va aprire al solo pas­sarvi sopra. La leggen­da vuole che i resti umani scop­er­ti fos­sero quan­to rimane­va delle vit­time del­la gelosia di Luchi­no Vis­con­ti, ali­men­ta­ta dal­la mala con­dot­ta del­la moglie Isabel­la Del Fiesco. Più tar­di, nel Sei­cen­to, da ricor­dare un altro fat­tac­cio. La Roc­ca di Lona­to aggiunge nei suoi sot­ter­ranei l’epilogo del­la con­giu­ra degli spag­no­li con­tro la Repub­bli­ca Vene­ta (1618). I cor­pi dei com­pli­ci ven­nero murati e i loro scheletri furono rin­venu­ti nel 1822 da Gio­van­ni Ange­lo Raf­fa, come ricor­da una lapi­de pos­ta in prossim­ità di un cuni­co­lo. La Fon­dazione è mèta di cir­ca 10 mila vis­i­ta­tori l’anno e tra questi una porzione impor­tante è rap­p­re­sen­ta­ta dalle famiglie. La Casa del podestà con­tiene ric­che rac­colte d’arte di una che ospi­ta oltre 52 mila volumi.