Presentata la 46ª edizione della rassegna agricola, commerciale e artigianale in programma dal 16 al 18 gennaio nel centro storico Grande novità il «Treno storico del gusto»: in carrozza fino a Peschiera

Lonato si regala una fiera doc

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Anche se rac­chiusa tra le mura di una cit­tad­i­na e nonos­tante la con­cor­ren­za del­la vic­i­na Mon­tichiari con «Ali­ment», che aprirà i bat­ten­ti pro­prio nel­lo stes­so giorno in cui si taglierà il nas­tro a Lona­to, la Fiera di Sant’Antonio con­tin­ua a con­ser­vare una pro­pria iden­tità, un pro­prio fas­ci­no, una pro­pria tradizione. Quel­la che debut­terà ven­erdì 16 gen­naio è l’edi­zione numero 46; in realtà, come ricor­dano gli stori­ci locali, la fiera ded­i­ca­ta a San­t’An­to­nio abate affon­da le radi­ci agli inizi del ’900. E poi è la pri­ma rasseg­na agri­co­la, arti­gianale e com­mer­ciale del cal­en­dario fieris­ti­co lom­bar­do. Quest’an­no saran­no non meno di 120 gli espos­i­tori che han­no scel­to Lona­to, qua­si ven­ti in più del­la pas­sa­ta edi­zione. Trentac­inque, invece, gli espos­i­tori di mac­chine agri­cole, ed anche qui ci tro­vi­amo davan­ti a un bel salto in avan­ti per­ché, come ricor­da­va l’asses­sore Pao­lo Mar­coli — inter­venu­to con il sin­da­co Moran­do Peri­ni e il col­le­ga di giun­ta Davide Bac­cinel­li al tradizionale incon­tro con la stam­pa -, «appe­na tre anni fa era­no solo quat­tordi­ci». Ma se ci scom­met­tono gli espos­i­tori, molti dei quali ven­gono da regioni lon­tanis­sime come Sardeg­na o Sicil­ia, altret­tan­to si può dire per i lonate­si„ che con­ser­vano intat­to l’af­fet­to ver­so la loro fiera. Tre giorni di aggregazione aut­en­ti­ca, forse sarebbe meglio dire un bag­no di fol­la, in cui si incro­ciano centi­na­ia di famiglie di Sede­na, Cam­pagna, del capolu­o­go, di Esen­ta, del­la Bet­to­la e via dicen­do, e altret­tante arrivano dal­la vic­i­na Desen­zano o da Cal­ci­na­to. «Io preferisco chia­mar­la una fiera nel paese, cioè una fiera che deve tornare a coin­vol­gere tut­ti, fos­se anche soltan­to per ragioni sociali di aggregazione — ha sot­to­lin­eato Peri­ni al micro­fono -, ben vengano quin­di le attiv­ità dei com­mer­cianti lonate­si, del­la Pro Loco, dei comi­tati di quartiere e di tut­ti quan­ti si sono posti fino­ra al servizio del­la fiera». In altre realtà sono raris­si­mi i casi in cui si può notare un così vas­to schiera­men­to di comi­tati, di asso­ci­azioni, di grup­pi. Sen­za stec­ca­ti politi­ci. Bas­ta pen­sare che nel Comi­ta­to fiera o tra i numerosi part­ner siedono espo­nen­ti di diverse forze politiche, anche avver­sarie di quelle che gov­er­nano Lona­to. Prob­a­bil­mente ques­ta mis­cel­lanea — che sa di mira­coloso — è rius­ci­ta fino­ra a con­sen­tire la soprav­viven­za del­la Fiera di San­t’An­to­nio e, anzi, a far­la crescere. Un’al­tra mossa che ha paga­to è sta­ta quel­la di stac­care l’or­ga­niz­zazione fieris­ti­ca da part­ner esterni per riaf­fi­dar­la a un comi­ta­to locale. Mosse che si sono riv­e­late vin­cen­ti, per di più sen­za las­cia­re buchi nelle casse comu­nali. E non è poco. L’edi­zione 46, che abbrac­cia i tradizion­ali tre giorni (da ven­erdì 16 a domeni­ca 18), si pre­sen­ta ric­chissi­ma di avven­i­men­ti. Impos­si­bile elen­car­li, ma sono davvero tan­ti: dal­lo sport, alla cul­tura, dal­la gas­trono­mia all’arte, dalle tradizioni reli­giose all’e­s­po­sizione di stand agri­coli e arti­gianali. Ma quest’an­no c’è una novità, come ha ril­e­va­to il sin­da­co. Si trat­ta del «Treno stori­co del gus­to», un itin­er­ario ined­i­to che si svilup­perà sui bina­ri da Lona­to a Peschiera, a bor­do di car­rozze fer­roviarie d’e­poca. Ultimis­si­ma anno­tazione. L’in­con­tro di pre­sen­tazione si è svolto nel cen­tro di Sede­na, alla pre­sen­za di , il quale ha rice­vu­to la medaglia d’ar­gen­to per i suoi mer­i­ti sociali dalle mani del sin­da­co. Bravi infine i ragazzi di Exo­dus a cimen­ta­r­si anche nel­la cena con­clu­si­va del­la serata.

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