Il candidato della Casa delle Libertà si afferma nettamente, superando il portacolori della Giunta uscente di centrosinistra. Bocchio è sindaco con il 44,49 per cento. L’ex assessore Baruffolo al 30,72

Lonato si sposta al centrodestra

07/04/2005 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Il pas­sag­gio di con­seg­ne è qua­si soft, da «riv­o­luzione di vel­lu­to», tut­to sec­on­do i pronos­ti­ci. Sen­za appar­ente ani­mosità, tra sor­risi e strette di mano, Lona­to si è con­seg­na­ta ieri alla Casa delle Lib­ertà del dot­tor (è medico di base), chi­u­den­do la par­ente­si di sin­is­tra che il sin­da­co uscente Moran­do Peri­ni ave­va inizia­to nel 2000, e che il suo suc­ces­sore des­ig­na­to, Rober­to Baruf­fo­lo, non potrà portare avan­ti. Cli­ma strana­mente dis­te­so in piaz­za, cav­alleresco. Ma davan­ti ai tabel­loni aff­is­si alle pareti del Munici­pio, ieri mat­ti­na, era fran­ca­mente impos­si­bile accam­pare polemiche: trop­po net­to il suces­so di Boc­chio, pre­mi­a­to dagli elet­tori in tutte le 13 sezioni del cen­tro, del­la per­ife­ria e delle frazioni. Il can­dida­to del­la Casa delle Lib­ertà è anda­to vici­no alla mag­gio­ran­za asso­lu­ta dei voti, spaz­zolan­do 3.675 pref­eren­ze su 8.261 schede valide, per una per­centuale del 44,49%. Stac­catis­si­mo Baruf­fo­lo, ex asses­sore di «Vivi Lona­to», fer­mo a 2.538 voti pari al 30,72%. Buona, in terza posizione, la per­for­mance del­la Lega Padana di Man­lio Man­to­vani (già sin­da­co leghista negli anni ’90), che ha rac­colto il 12,82% con 1.059 voti. Non sono pochi, ma nem­meno abbas­tan­za per guastare la fes­ta alla CdL (Forza Italia, Lega Nord, An e Udc), ampia­mente vincitrice. Stes­so dis­cor­so anche a sin­is­tra, dove la Lista per Lona­to di Gio­van­ni Con­tiero ha rac­colto un dis­cre­to bot­ti­no di voti ambi­en­tal­isti e pro­gres­sisti: per lui 989 pref­eren­ze pari all’11,97%. Questi i numeri, e c’è poco da spec­u­lare tra le pieghe delle cifre: Boc­chio ha vin­to dap­per­tut­to e sen­za eccezioni, oscil­lan­do tra il 40 e il 46% in cen­tro stori­co, tra il 38 e 48% nelle sezioni elet­torali di per­ife­ria, facen­do l’en plein nelle frazioni dove ha vin­to con il 51,45% a Cen­te­naro, con il 40,68% a San Toma­so, il 44,95% a Castel­ven­za­go, 40,3% a Esen­ta, il 54,15% a Maguz­zano (dato che farà riflet­tere), il 44,46% a Sede­na. Baruf­fo­lo è sec­on­do in tutte le sezioni, Man­to­vani ter­zo in qua­si tutte, tranne a San Toma­so, a Esen­ta e nel­la sezione 1 cen­tro stori­co, dove sul podio è sal­i­to Giò Con­tiero. Dunque le due liste che pote­vano essere poten­zial­mente di «dis­tur­bo» (Con­tiero a sin­is­tra, Man­to­vani a destra), si sono equiv­alse: han­no sposta­to un migli­aio di voti cias­cu­na, las­cian­do così invari­ate le pro­porzioni tra Casa delle Lib­ertà e Cen­trosin­is­tra. E allo­ra si vol­ta pag­i­na: nel nuo­vo con­siglio sieder­an­no 13 con­siglieri del­la CdL, 4 di Vivi Lona­to, due del­la Lega Padana (Man­to­vani e Oscar Papa), oltre a un seg­gio per Con­tiero. E’ anda­ta, in fon­do, come tut­ti prevede­vano. E’ sta­ta una con­te­sa su cui nes­suno avrebbe scommes­so una piz­za, sen­za la san­guigna ani­mosità delle elezioni del 2000, seg­nate dal­la battaglia pro e con­tro l’inceneritore, le assem­bleee affol­late e vivaci, la spac­catu­ra nel­la Lega, e infine il suc­ces­so a sor­pre­sa del­la sin­is­tra di Peri­ni, che sta­vol­ta non si è ripetu­to. Niente si è ripetu­to: lo spec­chio di queste Comu­nali è nei volti dis­te­si del­la gente in piaz­za ieri mat­ti­na, tut­ti tran­quil­li sot­to un tiepi­do sole, come se gli scon­fit­ti se lo aspet­tassero, come se i vinci­tori non atten­dessero altro che la «for­mal­ità» delle votazioni per san­cire un pas­sag­gio pre­vis­to. «E’davvero inutile recrim­inare, i numeri par­lano chiaro — dice Baruf­fo­lo, il can­dida­to scon­fit­to del cen­trosin­is­tra -: anche se aves­si­mo stret­to un’alleanza con Con­tiero, non sarem­mo comunque rius­ci­ti a spun­tar­la. Per­chè abbi­amo per­so? Forse per­chè la mag­gio­ran­za dei cit­ta­di­ni non è rimas­ta sod­dis­fat­ta di come abbi­amo ammin­is­tra­to. Han­no volu­to voltare pag­i­na, ne pren­di­amo atto: non ci rimane che preparar­ci all’opposizione, per con­trol­lare che i nuovi ammin­is­tra­tori fac­ciano l’interesse dei cit­ta­di­ni». Anche il sin­da­co uscente Moran­do Peri­ni (che da capolista di Vivi Lona­to ha incas­sato 161 pref­eren­ze e farà il con­sigliere di oppo­sizione) la prende con filosofia. «Las­cio un paese che è un gioielli­no: i con­ti del bilan­cio sono in ordine, i servizi ci sono, ora spero solo che i nuovi ammin­is­tra­tori non rimet­tano mano sul Piano rego­la­tore. Sarebbe un pec­ca­to».

Parole chiave: