Il Comune intende monetizzare cedendo alcune delle numerose proprietà. Prospettato anche un progetto per il rilancio turistico del Lido

Lonato vende palazzo Carpaneda

06/12/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
e. s.

Vendere, recu­per­are, ristrut­turare. Si muove seguen­do queste diret­tri­ci il Comune di Lona­to che ha vara­to un piano ben pre­ciso rel­a­ti­vo al futuro del pat­ri­mo­nio immo­bil­iare. Sono des­ti­nati ad essere cedu­ti lo stori­co palaz­zo Carpane­da, l’ex carcere man­da­men­tale e l’ex macel­lo. Saran­no ristrut­turati l’antico palaz­zo Zam­bel­li, il fab­bri­ca­to che ospi­ta­va uffi­cio reg­istro e imposte, le vec­chie scuole del­la frazione Sede­na. Il prog­et­to più sin­go­lare riguar­da l’ampliamento del­la pizze­ria ris­torante e la ristrut­turazione dei servizi e impianti del cen­tro bal­n­eare del lido di Lona­to. La Giun­ta ricor­rerà pare, fra le prime in Italia, al «project-financ­ing» cioè ai pri­vati che finanzier­an­no l’opera recu­peran­do l’investimento attra­ver­so la ges­tione delle strut­ture. «Il nos­tro pat­ri­mo­nio immo­bil­iare è carat­ter­iz­za­to da edi­fi­ci in pes­si­mo sta­to di con­ser­vazione — spie­ga l’assessore Rober­to Baruf­fo­lo -. Ciò pone un inter­rog­a­ti­vo di fon­do, cioè se sia più con­ve­niente recu­per­are o vendere. Il pre­sup­pos­to delle ristrut­turazioni è poi l’uso degli immo­bili per servizi di pub­bli­ca util­ità ad un cos­to sop­porta­bile che ne gius­ti­fichi il recu­pero. In quest’ottica si inseriscono le deci­sioni già prese». Dopo la sis­temazione, da parte delle prece­den­ti Ammin­is­trazioni comu­nali, di Palaz­zo Frances­chi­ni e degli ex uffi­ci finanziari si sta lavo­ran­do per il recu­pero del vec­chio palaz­zo munic­i­pale. Le scelte annun­ci­ate ora dall’assessore riguardano sia le ven­dite che i restau­ri. Ver­ran­no cedu­ti sia l’ex sede delle carceri man­da­men­tali che ha entrate in via Repub­bli­ca e su via Cor­ro­bi­o­lo e l’ex macel­lo comu­nale, nel quartiere Fila­toio. Il ban­do di gara è già sta­to emes­so. Anche lo stori­co palaz­zo Carpane­da, che sorge in via Tarel­lo, pro­prio a fian­co del duo­mo di S. Gio­van­ni Bat­tista, ver­rà ven­du­to. Sono in cor­so le pro­ce­dure per ottenere l’autorizzazione. In par­ti­co­lare è già sta­to pre­dis­pos­to un prog­et­to, approva­to dal­la Soprint­en­den­za ai beni cul­tur­ali e architet­toni­ci, per un recu­pero dell’edificio a uffi­ci e appar­ta­men­ti, sal­van­do i mer­av­igliosi affres­chi e gli stuc­chi che ornano alcune sale. L’idea del Comune è di cedere il palaz­zo otte­nen­do alcu­ni spazi già ristrut­turati. Si trat­ta di una scelta obbli­ga­ta per­ché parte del­la fac­cia­ta del­la chiesa invade una porzione del palaz­zo che è in con­dizioni di grave degra­do con ced­i­men­ti, anche recen­ti, di intona­co e par­ti del tet­to. Il recu­pero con­tribuirebbe a val­oriz­zare il cen­tro stori­co. Le scuole ele­men­tari del­la frazione Sede­na saran­no ristrut­turate da un pri­va­to in cam­bio dell’approvazione di un piano inte­gra­to di inter­ven­to. I locali saran­no des­ti­nati a sale riu­nioni e sedi di asso­ci­azioni civiche. L’edificio dell’asilo di Sede­na sarà cedu­to invece in dirit­to di super­fi­cie all’Aler per 60 anni. L’immobile sarà ristrut­tura­to così da ricavarvi appar­ta­men­ti da affittare in regime di edilizia res­i­den­ziale agevola­ta. Il Comune ristrut­tur­erà anche l’antico palaz­zo Zam­bel­li, cos­to cir­ca 3 mil­iar­di, des­ti­na­to a diventare sede del­la cul­tura e del­la civi­ca chiusa da 10 anni. Nell’edificio, ora vuo­to, che accoglie­va uffi­cio reg­istro e imposte, in via Girelli, ver­ran­no rica­vate la sede del giu­dice di pace arric­chi­to pare anche del­la sezione penale, e sedi delle asso­ci­azioni lonate­si. I lavori pren­der­an­no il via a gen­naio. Il prog­et­to che sus­ci­ta mag­gior curiosità riguar­da il cen­tro bal­n­eare del Lido di Lona­to. È pre­vista la sis­temazione delle strut­ture bal­n­eari a lago ma soprat­tut­to l’ampliamento del locale pizze­ria-ris­torante che va mes­so a nor­ma. Per far­lo la Giun­ta pen­sa di ricor­rere al project financ­ing: il pri­va­to che vin­cerà la gara finanzierà l’intervento che recu­per­erà attra­ver­so l’affidamento in ges­tione, per un cer­to numero di anni, delle strutture.

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