A Salò portato a termine il restauro dell’antico strumento

L’organo del Duomo ritorna allo splendore

03/10/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sandro Albertini

Recen­te­mente, ad opera del­la dit­ta Inzoli-Bonizzi di Cre­ma, è sta­to restau­ra­to l’organo Anteg­nati-Seras­si del­lo stu­pen­do Duo­mo di Salò, uno dei «gioiel­li» architet­toni­ci del . Il pri­mo organo del mer­av­iglioso Duo­mo di Salò risale al 5 giug­no del 1489. Dai doc­u­men­ti stori­ci di quel peri­o­do, nel quale Salò era la sede del­la Mag­nifi­ca Patria sot­to la dom­i­nazione del­la Serenis­si­ma Repub­bli­ca di Venezia, risul­ta dal con­trat­to stip­u­la­to dal­la fab­bri­ca del Duo­mo con il mae­stro orga­naro Bal­das­sare Teu­ton­i­co, che l’organo fu volu­to dai com­po­nen­ti del­la com­mis­sione con votazione seg­re­ta medi­ante l’introduzione di palline in appo­site urne (balotte in buso­la). Tut­ti furono d’accordo e le palline furono deposi­tate nell’urna bian­ca (buso­la alba) e nes­suna in quel­la rossa (buso­la rubea). Cinquant’anni dopo, a segui­to dell’aumento di pres­ti­gio del­la Mag­nifi­ca Patria che riva­leg­gia­va con la cit­tà di Bres­cia, i com­po­nen­ti del­la com­mis­sione del­la fab­bri­ca del duo­mo di Salò, volen­do far­lo sim­i­le a quel­lo del Duo­mo Vec­chio dI Bres­cia, pre­sero con­tat­to con Gio­van­ni Anteg­nati, l’artefice del­lo splen­di­do stru­men­to. A tenere i con­tat­ti fra il som­mo mae­stro orga­naro e l’alloro par­ro­co di Salò, Dona­to Saval­lo, venne «sco­moda­to» il : il grande pit­tore però non riuscì a met­tere d’accordo le due par­ti. Passer­an­no anco­ra sedi­ci anni per rag­giun­gere, alla fine, l’accordo che fu stip­u­la­to, però, fra il Comune di Salò con l’Antegnati e non dall’autorità reli­giosa. Fu sta­bil­i­to fra i due con­traen­ti che l’opera fos­se ter­mi­na­ta entro la fes­ta di Pen­te­coste del 1547, ma per ragioni tec­niche, l’Antegnati lo con­seg­nò ai salo­di­ani l’anno suc­ces­si­vo. Nac­quero delle «querelle» e, dal momen­to che suben­trarono anche dei difet­ti di costruzione. Il Comune di Salò si rifi­utò di pagare i tre­cen­to­sei scu­di d’oro pat­tuiti nel con­trat­to. Anteg­nati mostrò subito irri­tazine e sdeg­no nei con­fron­ti del comune e la «querelle» fra le due par­ti ebbe ter­mine, dieci anni più tar­di, per il com­ple­to paga­men­to al mae­stro orga­naro del­la cifra sta­bili­ta. Pas­sarono così molti decen­ni nei quali l’organo subì delle mod­i­fiche ad opera di valen­ti maestri orga­nari come, ad esem­pio, Thomio Megliari­ni da Bres­cia, Grazia­dio Anteg­nati, Gio­van Andrea Fedrig­ot­ti, Gio­van Maria Cargnoni. Nel 1861, essendo l’organo in con­dizioni pes­sime, si decise la rad­i­cale sis­temazione incar­i­can­do dell’esecuzione dei del­i­cati lavori la dit­ta dei fratel­li Seras­si di Berg­amo, che, in quel peri­o­do, era con­sid­er­a­ta la migliore famiglia di orga­nari in cam­po nazionale. I lavori ebbero ter­mine nel 1867 ma, dopo questo rad­i­cale restau­ro, nel 1880, bisognò por mano ad un ulte­ri­ore inter­ven­to che venne ese­gui­to dal­la pre­mi­a­ta dit­ta Paci­fi­co Inzoli. Altri inter­ven­ti ven­nero ese­gui­ti nel 1905, nel 1917, nel 1924, nel 1926 e nel 1931. Infine, quel­la recente del­la dit­ta Inzoli-Bonizzi di Crema.

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