La sensitiva Maria Rosa Busi rivela: «Cercate nei giardini»

«L’oro di Dongo è al Vittoriale»

05/08/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

L’«oro di Don­go», il mis­te­rioso tesoro che sarebbe sta­to nascos­to da Mus­soli­ni durante la fuga dell’aprile 1945, si tro­verebbe nel par­co del Vit­to­ri­ale, a Gar­done Riv­iera. A fare la stra­or­di­nar­ia riv­e­lazione, des­ti­na­ta a divenire il gial­lo del­la nos­tra estate, è una «sen­si­ti­va» bres­ciana. Il suo nome è Maria Rosa Busi, 54 anni, ausil­iaria infer­miera pres­so la Casa di Cura Vil­la Bar­bara­no di Salò, già conosci­u­ta nel­la cronaca del­la nos­tra provin­cia per aver indi­ca­to la risoluzione, con i suoi asser­i­ti poteri medi­an­i­ci, di alcu­ni casi di sparizione ben noti, tra cui quel­lo dei coni­u­gi Moreni di Cas­tenedo­lo e la recente scop­er­ta del cor­po di Nico­let­ta Pez­zut­ti a Dar­fo. Ma per­chè la Busi si sarebbe inter­es­sa­ta del famoso «oro di Don­go», spar­i­to dal con­voglio che a fine aprile del 1945 sta­va por­tan­do Ben­i­to Mus­soli­ni ed i ger­ar­chi del­la repub­bli­ca di Salò ver­so la Svizzera? La sto­ria nasce dal­l’am­i­cizia che la Busi ave­va intrat­tenu­to con Domeni­ca Andreoli, det­ta la Mimì, sino a che l’anziana don­na, che abita­va a due pas­si dal Vit­to­ri­ale, morì lo scor­so 17 set­tem­bre all’età di 98 anni. La Mimì era conosci­u­ta da molti, non solo nel garde­sano, ma in molti ambi­en­ti sig­no­rili e vip, come una chi­ro­mante e medi­um di alto liv­el­lo, e pare che lo stes­so Gabriele D’An­nun­zio, di cui era nota la pas­sione per il sopran­nat­u­rale, le avrebbe spes­so chiesto con­sigli e si sarebbe con­fida­to con lei. Ma anche Mus­soli­ni, nelle sue rare vis­ite al Vit­to­ri­ale e negli anni del­la Rsi, quan­do allog­gia­va a Gargnano, si sarebbe fat­to leg­gere la mano dal­la chi­ro­mante di Gar­done. «La Mimì mi ha rac­con­ta­to alcune cose rig­ur­dan­ti D’An­nun­zio e Mus­soli­ni negli ulti­mi anni del­la sua vita — rac­con­ta la Busi — ma dopo la sua morte la sua pre­sen­za spir­i­tuale nei miei con­fron­ti si è fat­ta ancor più pres­sante. Prati­ca­mente ha volu­to che ered­i­tas­si i suoi poteri per pot­er poi col­lo­qui­are con me alla pari ed è gra­zie a lei e ad altri spir­i­ti gui­da se oggi sono in gra­do di ren­dere pub­bli­ca ques­ta riv­e­lazione: le casse con­te­nen­ti doc­u­men­ti e gioiel­li, prove­ni­en­ti dal con­voglio di Mus­soli­ni ver­so la Svizzera, il cosid­det­to oro di Don­go, si tro­va nel par­co del Vit­to­ri­ale ed io so dove si tro­va». Nove anni fa si dif­fuse la notizia che le casse con­te­nen­ti questo tesoro scom­par­so si trovassero nel­lo spec­chio d’ac­qua del di fronte a Gargnano. Venne sul pos­to anche la nipote del duce, l’onorev­ole le Alessan­dra Mus­soli­ni per assis­tere a quel recu­pero che però si risolse con un nul­la di fat­to. La seg­nalazione risultò fal­sa e di quel tesoro sem­bra pro­prio che si siano perse le trac­ce. A Vil­la Fel­trinel­li di Gargnano si svolsero il 14 ed il 16 Aprile 1945 gli ulti­mi due ver­ti­ci ita­lo-tedeschi, nel­la res­i­den­za del gov­er­no del­la Rsi, pre­sen­ti Mus­soli­ni, Pavoli­ni, Graziani,Wolff, Von Vietinighoff e Rahn, in cui venne deciso di spostare la sede del gov­er­no del­la Rsi a . Gli alleati sta­vano arrivan­do. Il 25 aprile, come ben noto, iniz­iò l’in­sur­rezione a Milano ed il 28 aprile, con­travve­nen­do gli ordi­ni rice­vu­ti di con­seg­nare il duce agli amer­i­cani, alcu­ni par­ti­giani carcerieri di Mus­soli­ni e la Petac­ci li fucilarono a Giuli­no di Mezze­gra. Da quel momen­to le numerose casse sparirono nel nul­la. In esse era­no forse con­tenute anche le famose 62 let­tere del­la cor­rispon­den­za tra Mus­soli­ni e Chur­cill, nel quale il pre­mier inglese promet­te­va alcu­ni ter­ri­tori (alcune isole greche e Niz­za) all’I­talia qualo­ra si fos­se schier­a­ta con­tro Hitler. Un bot­ti­no impor­tante da met­tere sul tavo­lo del­la pace con la pos­si­bile trat­ta­ti­va con gli amer­i­cani. Invece tut­to sparì (anche alcu­ni doc­u­men­ti seg­reti sug­li Ufo, i rap­por­ti del Gabi­net­to seg­re­to RS33) e il Duce fu ucciso con Claret­ta Petac­ci. Anche i diari del­la don­na sono spar­i­ti. «La mia azione e quel­la del­la Mimì è di rista­bilire la ver­ità — con­clude la sen­si­ti­va Maria Rosa Busi — ed è per questo che ho già chiesto al Vit­to­ri­ale ed al sin­da­co di Gar­done, ma anche all’onorev­ole le Alessan­dra Mus­soli­ni, il via per dare inizio ai lavori di sca­vo. Sono sicu­ra che quelle casse si trovano nel par­co del Vittoriale».