Il disegno del quadrante originario va a Trento in cerca del prescritto nulla osta dei Beni culturali

L’orologio torna all’antico

07/09/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Il dis­eg­no del «vec­chio» orolo­gio del­la torre Apponale, quel­lo carat­ter­iz­za­to dal con­torno quadra­to e dal­la doppia numer­azione, a cifre arabe all’in­ter­no ed a numeri romani sul­la fas­cia ester­na, è sta­to por­ta­to nel­la mat­ti­na­ta di ieri dal vice sin­da­co a Tren­to, negli uffi­ci dei Beni cul­tur­ali del­la provin­cia per l’ap­provazione rit­uale. Tut­ta la piaz­za, ormai da ven­t’an­ni (era sin­da­co Mario Mat­teot­ti quan­do il con­siglio votò il vin­co­lo), è sot­to­pos­ta a tutela artis­ti­ca: qualunque tipo di inter­ven­to vis­i­bile deve essere autor­iz­za­to esplici­ta­mente, a mag­gior ragione un ele­men­to così impor­tante quan­to il quad­rante. Nelle pas­sate set­ti­mane, al cantiere comu­nale, met­ten­do insieme con pazien­za ed inven­ti­va i pezzi dei due antichi quad­ran­ti smon­tati durante i lavori di restau­ro del­la torre, s’è potu­ta ricostru­ire anche nei det­tagli la loro for­ma, com­pre­so il par­ti­co­lare dei mate­ri­ali: cor­ni­ci e numeri ara­bi sono in fer­ro, le cifre romane all’ester­no ed i fre­gi orna­men­tali sui quat­tro angoli invece sono di bron­zo, e ver­ran­no rifat­ti tali e quali. Il dis­eg­no, pre­ven­ti­va­mente val­u­ta­to dal­l’ar­chitet­to D’Agosti­no del­la provin­cia in una recente trasfer­ta a Riva, è sta­to deposi­ta­to per il nul­la osta, a questo pun­to scon­ta­to. Nel prog­et­to orig­i­nario di restau­ro del­la torre non c’era alcun cen­no d’in­ter­ven­ti a cari­co del­l’orolo­gio e dei due quad­ran­ti, sui lati sud e ovest (pres­s­ap­poco) del­la torre. In cor­so d’opera, con la rimozione dei quad­ran­ti, ebbe inizio il tor­men­tone che solo oggi, a dis­tan­za di quat­tro anni, pare avvi­a­to alla soluzione. Nel frat­tem­po i quad­ran­ti sono andati ridot­ti a pezzetti­ni: anzi per qualche set­ti­mana, finché non ricom­parvero al cantiere, vox pop­uli vol­e­va che fos­sero fini­ti fra i rot­ta­mi (nel­lo stes­so pos­to forse del­l’an­zolim orig­i­nario, cari­co d’an­ni e di rug­gine che avrebbe mer­i­ta­to un piedestal­lo al ). Di tem­pi, per ora, non si par­la: tor­na­to il prog­et­to da Tren­to con l’ap­provazione, resterà solo da trovare un fab­bro che sia capace di real­iz­zare i quad­ran­ti da montare suc­ces­si­va­mente al loro pos­to. Non è cer­to una ques­tione di soldi.

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