Continuano i controlli della Provincia, trovate numerose altre tracce. Un numero per le segnalazioni

L’orso non va in letargoe vagabonda sul Baldo

06/01/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Con­tin­ua a vagare l’orso insonne del . Che, a dif­feren­za dei par­en­ti tren­ti­ni, non va in letar­go. È un ani­male curioso, che si spos­ta meno di quan­to facesse quest’estate, ma che con­tin­ua a vagare in cer­ca di cibo, favorito dal cli­ma baldense, per lui non trop­po rigi­do. Nelle sue pere­gri­nazioni ha anche «aiu­ta­to» la Polizia Provin­ciale a fare anti-brac­conag­gio dato che ha per­me­s­so di trovare un vec­chio lac­cio ille­gale, usato per cat­turare camosci e caprioli.Continua e pros­eguirà per tut­to l’inverno, comunque, il con­trol­lo che la Provin­cia sta por­tan­do avan­ti da quest’estate sul­la pre­sen­za di «KJ2G2», questo il nome uffi­ciale del planti­gra­do giun­to dal Par­co dell’Adamello Brenta in Trenti­no. La dot­tores­sa Kather­ine Coz­za, respon­s­abile del­la «squadra mon­i­tor­ag­gio orso», isti­tui­ta dal coman­dante Davide Zeli su del­e­ga dell’assessore provin­ciale alle politiche fau­nis­tiche Luca Colet­to, ha pas­sato in quo­ta persi­no il e la vig­ilia. La stu­diosa, la quale era sul Bal­do anche il 31 dicem­bre e mantiene un «filo diret­to» con escur­sion­isti, abi­tan­ti e cac­cia­tori, ha rac­colto un’infinità di dati. Il tut­to ver­rà presto comu­ni­ca­to in assem­blee pub­bliche, sim­ili a quelle dei mesi scor­si, pro­mosse dal­la Provin­cia a Capri­no, Bren­zone e Malcesine.«Le recen­ti seg­nalazioni di trac­ce d’orso las­ci­ate il 31 dicem­bre su pozze ghi­ac­ciate del Bal­do merid­ionale sono com­pat­i­bili e inte­gra­no ogni altra seg­nalazione riguardante il peri­o­do giug­no-dicem­bre 2007», fa sapere Coz­za. «Gli ulti­mi rilievi da noi fat­ti su trac­ce e feci rin­venute con­fer­mano che si trat­ta di “KJ2G2”, geneti­ca­mente iden­ti­fi­ca­to come prove­niente dall’area del­la Paganel­la, in provin­cia di Tren­to, giun­to nel­la nos­tra provin­cia spo­stan­dosi attra­ver­so il Bon­done e la zona del Lago di Lop­pio e del Monte Altissi­mo», ricor­da. «Il recente mon­i­tor­ag­gio, fat­to dal­la polizia provin­ciale con i tec­ni­ci del­la Provin­cia di Tren­to, asso­ci­a­to a seg­nalazioni di predazioni, ritrova­men­ti di seg­ni come feci, pelo e spo­radi­ci avvis­ta­men­ti diret­ti, ci dà modo di definire con pre­ci­sione dove si muove».A metà dicem­bre è pas­sato dalle par­ti del rifu­gio Chierego e, alla vig­ilia di Natale, è anda­to a far­si un giro attorno alle pozze ghi­ac­ciate a quo­ta 1300. «Inter­es­sante osser­vare come stia man­i­fe­s­tando la ten­den­za, tipi­ca dei mesi inver­nali, a restrin­gere al min­i­mo l’uso del ter­ri­to­rio facen­do sposta­men­ti bre­vi e cir­co­scrit­ti, diver­si da quel­li ampi e tal­vol­ta impres­sio­n­an­ti che com­pi­va d’estate». Infat­ti non si han­no più seg­nalazioni da ogni parte del Bal­do, ma che indi­cano modal­ità di sposta­men­to qua­si «routi­nario e sis­tem­ati­co, volto alla ricer­ca min­uziosa anche del più pic­co­lo boccone».E pre­cisa: «Rispet­to agli orsi del Trenti­no pare che questo sia l’unico esem­plare anco­ra in movi­men­to, come ci han­no rifer­i­to i col­leghi del­la Provin­cia di Tren­to. Non è esclu­so che pos­sa rin­ta­nar­si per qualche set­ti­mana, ma le con­dizioni mete­o­ro­logiche piut­tosto miti e la qua­si assen­za di neve escludono per ora il ricor­so al letargo».«KJ2G2» sem­bra aver selezion­a­to l’area di sver­na­men­to con mol­ta pre­ci­sione. «Predilige le zone ben esposte al sole e rel­a­ti­va­mente poco dis­tur­bate, dove tro­va abbon­dan­ti risorse di cibo». Ado­ra i cespugli di rosa can­i­na, si ciba delle mele che anco­ra tro­va abbon­dan­ti ai pie­di degli alberi, man­gia anche car­casse di ani­mali sel­vati­ci e domes­ti­ci, ten­ta la predazione su pic­coli mam­miferi come talpe e mar­motte, attac­ca pecore insel­vati­chite non più recu­per­abili dai padroni. «Lo provano le feci con i residui di questi frut­ti, abbon­dan­ti nell’area di sver­na­men­to e lo dicono i resti di fem­mi­na di capri­o­lo che, come fan­no gli orsi, è sta­ta com­ple­ta­mente scuoiata».

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