Due avvistamenti in sei giorni. I cacciatori sono sicuri di aver visto un giovane esemplare nella valle di Novezza, un alpinista lo ha avvistato presso il rifugio Telegrafo

L’orso ricompare sul Monte Baldo

10/07/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Francesco Arioli

Seg­ni par­ti­co­lari? Un’enorme mac­chia bian­ca vis­i­bile sul pelo del­la spal­la sin­is­tra: i crinali e le radure del Monte sono diven­tati i luoghi di vagabondag­gio predilet­ti di un cuc­ci­o­lo d’orso che, una venti­na di giorni fa, avrebbe abban­do­na­to gli abit­u­ali per­cor­si del par­co dell’Adamello per spinger­si fino alle mon­tagne verone­si. La pre­sen­za del pic­co­lo planti­gra­do — 80–90 chili indica­tivi di staz­za per un anno e mez­zo di età — sarebbe tes­ti­mo­ni­a­ta (in atte­sa di con­ferme uffi­ciali) dalle seg­nalazioni — avvenute in due gior­nate dif­fer­en­ti e in due pun­ti dis­tin­ti del mas­s­ic­cio — effet­tuate pri­ma al Cor­po fore­stale, coman­do di Bren­zone, e poi alle guardie vena­to­rie del­la Provincia.Il pri­mo incon­tro ravvi­c­i­na­to si sarebbe ver­i­fi­ca­to il 20 giug­no scor­so nel­la val­la­ta di Novez­za, nel­la zona di mal­ga Lon­za, Comune di Fer­rara di Monte Bal­do. Il sec­on­do avvis­ta­men­to, sei giorni più tar­di, avrebbe invece avu­to luo­go lun­go il sen­tiero che col­le­ga mal­ga Zovel­lo al rifu­gio Telegrafo, sopra Mal­ce­sine, in local­ità Val­loare. E in questo caso il tes­ti­mone ocu­lare, un gio­vane appas­sion­a­to di trekking soli­to per­cor­rere i sen­tieri che por­tano al Telegrafo, avrebbe pure cer­ca­to di immor­ta­lare l’animale con l’aiuto del tele­foni­no. Il risul­ta­to, anche a causa del com­pren­si­bile sta­to di ansia, sarebbe però risul­ta­to infe­lice e, a det­ta dei respon­s­abili del Coman­do del­la Fore­stale, asso­lu­ta­mente insuf­fi­ciente a con­fer­mare l’ipotesi.Che però tro­verebbe autorevolis­si­mo riscon­tro nelle parole di Rober­to Furlani, cac­cia­tore nonché tito­lare del ris­torante «Al Cac­cia­tore» di Fer­rara di Monte Bal­do, che all’alba del 20 giug­no, ore 5,30, era apposta­to con un ami­co dietro un muret­to di mal­ga Lon­za, entrambe impeg­nati in una bat­tuta di «cac­cia in selezione» ai camosci. «All’improvviso ci siamo accor­ti che da una ris­ervet­ta (cioé da una mac­chia di alberi nata per pro­teggere il bes­ti­ame al pas­co­lo da tem­po­rali improvvisi) usci­va un ani­male decisa­mente anom­alo per la zona. L’esemplare per­cor­re­va tran­quil­lo cir­ca 500 metri per poi scom­par­ire oltre un crinale», rac­con­ta Furlani. «Men­tre ci pas­sa­va a non più di 150, 200 metri ho guarda­to negli occhi il mio ami­co e, dopo aver mes­so a fuo­co i nos­tri binocoli lunghi sull’obiettivo, abbi­amo con­venu­to che si trat­ta­va pro­prio di un orso».Furlani ha presto mes­so da parte lo stu­pore per osser­vare con mag­giore atten­zione il cion­dolante planti­gra­do e non ha potu­to fare a meno di anno­tar­si «la grossa mac­chia bian­ca che ave­va sul­la spalla».Stando all’uomo, dopo i con­tat­ti avu­ti con il Servizio fau­nis­ti­co del­la Provin­cia di Tren­to, «potrebbe trat­tar­si del cuc­ci­o­lo di Yur­ka», uno degli orsi trasfer­i­ti alcu­ni anni fa dal­la Slove­nia alla valle di Tov­el per ripopo­lare i boschi del Trenti­no. Lo stes­so cuc­ci­o­lo che sarebbe sta­to fotografa­to il 14 giug­no nel ter­ri­to­rio del Par­co dell’Adamello, a cir­ca cen­to chilometri di dis­tan­za dal luo­go dell’avvistamento.Gli uomi­ni del­la Fore­stale e le guardie vena­to­rie han­no comunque recu­per­a­to e fat­to avere agli esper­ti di Tren­to i cam­pi­oni di «fat­te» (più comune­mente escre­men­ti) prel­e­vate nelle zone delle seg­nalazioni e pre­sum­i­bil­mente attribuibili al planti­gra­do. «I cam­pi­oni sono sta­ti ind­i­riz­za­ti all’Istituto nazionale di fau­na sel­vat­i­ca di Bologna», fan­no sapere pro­prio da Tren­to, «vis­to che sono loro ad occu­par­si delle anal­isi genetiche di questo tipo». E a giorni si dovrebbe conoscere il Dna dell’animale.Furlani sem­bra avere pochi dub­bi in propos­i­to («pec­ca­to non aver avu­to la mia foto­cam­era per immor­ta­lare il momen­to»). Più cau­to Clau­dio Groff, respon­s­abile del Servizio fau­nis­ti­co del­la Provin­cia di Tren­to: «Che si trat­ti di un orso, anche soprat­tut­to di quel­li che nor­mal­mente vivono nel Par­co dell’Adamello, è plau­si­bile. Come è plau­si­bile che, nel caso, si trat­ti di un mas­chio, nat­u­ral­mente por­ta­to a girova­gare. Atten­zione però a dare certezze. Anche la pre­sun­ta mac­chia bian­ca», avverte Groff, «potrebbe essere il frut­to di un rif­lesso di luce sul pelo».E se l’animale dovesse essere acchi­ap­pa­to? Nes­suna misura par­ti­co­lare. «Dovesse rien­trare in Trenti­no, entro i con­fi­ni di nos­tra com­pe­ten­za, non lo accom­pa­g­ner­e­mo ver­so l’Adamello. Né gli applicher­e­mo radio­col­lari o altri stru­men­ti per mon­i­torarne i per­cor­si. Sono accorg­i­men­ti che adot­ti­amo solo se l’animale si è dimostra­to poco controllabile…».Si ral­le­gra il sin­da­co di Fer­rara di Monte Bal­do, Pao­lo Rossi: «Sapere che vivi­amo in un ter­ri­to­rio abi­ta­to da ani­mali come gli orsi», dice, «non può che far­mi piacere. Chissà che non si favorisca l’idea del­la creazione del Par­co del Bal­do, che da sem­pre sostengo».

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