Per celebrare la nuova Deco, grande distribuzione durante la fiera di Lonato di questo antico insaccato.

L’òs de stòmech più grande del mondo

20/01/2013 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Si è com­ple­ta­to per l’ il per­cor­so ver­so la Deco. Con una delib­er­azione unanime, a dicem­bre il Con­siglio comu­nale lonatese ha vota­to il com­ple­ta­men­to dell’iter per l’istituzione del­la Denom­i­nazione comu­nale d’origine per i prodot­ti locali come l’òs de stòmech, un salume che si pro­duce­va una vol­ta nelle cam­pagne di Lona­to e veni­va con­suma­to nei momen­to di fes­ta, diret­ta­mente nei campi, durante la treb­biatu­ra e la .Un osso del­lo stom­a­co “da Guin­ness dei pri­mati” sarà espos­to in piaz­za Mar­tiri del­la lib­ertà a Lona­to, durante la fiera.Secondo la tradizione, nel giorno del­la fiera, i con­ta­di­ni delle frazioni veni­vano in cen­tro a portare nelle osterie il loro salame, per con­di­vider­lo in com­pag­nia, con ami­ci e com­pae­sani. È ques­ta un’usanza che Lona­to del Gar­da non vuole dimen­ti­care ed è l’osso del­lo stom­a­co il sim­bo­lo gas­tro­nom­i­co del­la Fiera regionale 2013.Ecco per­ché quat­tro macel­lai lonate­si (Savol­di Carni, Lona­to Carni, Salu­mi­fi­cio Primì e Macel­le­ria Mis­ter Gus­to) si sono uni­ti e han­no prepara­to per l’occasione un osso del­lo stom­a­co “gigante”, da Guinnes dei pri­mati: qua­si 36 kg. Poiché però non esiste una vesci­ca di maiale tan­to grande, un’anziana del paese è sta­ta incar­i­ca­ta di cucirne insieme due per riem­pire la doppia vesci­ca con impas­to e pezzi di ster­no del suino. Il mega òs de stòmech ver­rà appe­so ven­erdì 18 gen­naio sot­to il munici­pio e rimar­rà espos­to fino a saba­to sera, poi cot­to nel­la notte.Serviranno cir­ca otto ore per cuo­cere l’insaccato da qua­si 36 kg e cucinare il risot­to da offrire agli ospi­ti del­la fiera, durante la domeni­ca. Il risot­to con l’osso del­lo stom­a­co, novità 2013, sarà dis­tribuito gra­tuita­mente dagli durante la gior­na­ta, ver­so le 12.30 e più volte nel pomeriggio.Nella ricetta lonatese dell’osso del­lo stom­a­co, ricor­da Mari­no Damon­ti, ris­tora­tore e mem­bro del­la com­mis­sione isti­tui­ta dal sin­da­co per le Deco, «si usa l’osso del­lo ster­no, mes­so per un giorno intero a marinare “en visiù”, in un mix di rosso e sale, pepe, aglio, can­nel­la e noce mosca­ta. Quin­di l’osso deve essere taglia­to a pezzi con il coltel­lo e insac­ca­to nel­la vesci­ca del maiale insieme all’impasto di carne, prece­den­te­mente prepara­to, con par­ti suine magre e grasse, spezie e grap­pa gio­vane. L’insaccato viene quin­di lega­to per ottenere otto spic­chi, fora­to e asci­u­ga­to. Si gus­ta dopo almeno due ore di cot­tura in acqua bollente».Durante la fiera non mancher­an­no le occa­sioni di pro­mozione del­la nuo­va Deco, cui si andran­no ad aggiun­gere anche i rap­er­on­zoli, altra prodot­to tipi­co, erbet­ta sem­plice ma sapor­i­ta, tes­ti­mone del­la cul­tura e del pas­sato lonatese.