Compatta l’assemblea degli oltre 250 cittadini, soddisfatti per la sentenza favorevole del Consiglio di Stato. Ora si formerà un gruppo di lavoro per applicare quanto deciso a Roma

«L’ospedale del Baldo deve vivere»

19/07/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Caprino Veronese

Agguer­ri­ti più che mai i sosten­i­tori ad oltran­za dell’ospedale capri­nese. Pre­sen­ti in mas­sa l’altra sera, all’assemblea pub­bli­ca pro­mossa dall’Amministrazione comu­nale per illus­trare, all’indomani del­la sen­ten­za favorev­ole del Con­siglio di Sta­to, il pos­si­bile futuro ruo­lo del­la strut­tura ospedaliera. Più di 250 per­sone a tes­ti­mo­ni­are la volon­tà e la neces­sità di ripren­dere la mobil­i­tazione, sep­pure con azioni pacate, ma con­vin­cen­ti, per la soprav­viven­za di una strut­tura che chi­ud­ere è sta­to ormai da più par­ti dichiara­to oper­azione «illog­i­ca» per equi­tà e sicurez­za san­i­taria di una vas­ta zona mon­tana e tur­is­ti­ca. A fare testo è quan­to già era sta­to nell’anno 2000 sen­ten­zi­a­to dal Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale e ora quar­ta sezione dell’organo del­la gius­tizia ammin­is­tra­ti­va di Roma. Pre­sen­ti alla affol­la­ta riu­nione numerosi sin­daci e loro rap­p­re­sen­tan­ti del­la zona del Gar­da Valpol­li­cel­la, men­tre al tavo­lo del­la dis­cus­sione, assieme a una nutri­ta rap­p­re­sen­tan­za di ammin­is­tra­tori pub­bli­ci capri­ne­si, i con­siglieri region­ali del­la com­mis­sione san­ità, Nadir Welpon­er, Mau­r­izio Tosi e Mario Rossi; Gian­lu­ca Men­gal­li pres­i­dente del­la con­feren­za dei sin­daci e il diret­tore gen­erale dell’Asl 22, Marel­li. Lavori avviati con l’intervento del sin­da­co Maria Tere­sa Girar­di . «Da parte nos­tra», ha spie­ga­to il sin­da­co in atte­sa di cos­ti­tuir­si parte civile (mai avvenu­ta in quan­to il Con­siglio di Sta­to con la sen­ten­za ha di fat­to antic­i­pa­to tut­to, ndr ) «abbi­amo ten­ta­to altre strade e il dial­o­go con la Regione per non chi­ud­ere l’ospedale. Erava­mo arrivati a for­mu­la­re una ipote­si riso­lu­ti­va, sod­dis­facente e prat­i­ca­bile sul­la quale c’erano molti con­sen­si. Tut­to però sfu­ma­to nel nul­la poi con la pro­pos­ta del­la Regione di trasfor­mare l’ospedale in un cen­tro non ben defini­to polifun­zionale di san­ità.» Ric­ca la serie degli inter­ven­ti a com­in­cia­re da quel­lo di Marel­li che ha pos­to l’accento sul­la neces­sità «di un per­cor­so assis­ten­ziale diver­so» in quan­to «l’offerta qual­i­fi­ca­ta dif­fusa non è più sosteni­bile». Nell’avanzare la tesi di un «nuo­vo ospedale d’avanguardia» Welpon­er ha evi­den­zi­a­to come in con­seguen­za dell’aver impov­er­i­to la strut­tura capri­nese siano venu­ti meno «i liv­el­li di sicurez­za san­i­taria, per­tan­to l’occasione per inter­venire in modi più mod­erni». Men­gal­li, pres­i­dente del­la con­feren­za dei sin­daci, ha invece mes­so a fuo­co l’obiettivo pos­si­bile al fine di riat­ti­vare la strut­tura capri­nese: «Non per­me­t­tere che si chi­u­da la por­ta» e nel con­tem­po bat­ter­si per ottenere «subito valide alter­na­tive sul ter­ri­to­rio con servizi di eccel­len­za». Il pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do Lui­gi Castel­let­ti ha pre­mu­to il tas­to sul «dirit­to dei cit­ta­di­ni del­la mon­tagna di acces­so, in modo par­i­tario, alla san­ità». Critiche al mod­el­lo san­i­tario ragionale sono arrivate da Mau­r­izio Tosi men­tre Mario Rossi ha assun­to l’impegno affinché la Com­mis­sione san­ità regionale provve­da velo­ce­mente a esam­inare la deci­sione assun­ta dal Con­siglio di Sta­to. In chiusura, dopo l’intervento del sin­da­co di Cavaion Gian­car­lo Sabai­ni e di altri cit­ta­di­ni, la pro­pos­ta di Car­la De Beni, sin­da­co di Affi, nel­la cos­ti­tuzione di un grup­po di lavoro che affron­ti da subito tutte le varie prob­lem­atiche per far appli­care quan­to sen­ten­zi­a­to dal­la gius­tizia amministrativa.

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