Entro fine anno l’avvio dei lavori per la nuova ala, che sorgerà nella zona di via Santa Maria.
Una struttura di 6 piani, a giugno la Tac e la Terapia intensiva

L’ospedale sale sulla torre

19/04/2007 in Sanità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

E venne il giorno dell’ospedale di Gavar­do. Tra un mese ver­ran­no accred­i­tati i 31 mil­ioni di euro, dei quali 4,5 dal­la Regione, per ampli­are il vec­chio ospedale «La Memo­ria», poi entro fine anno, sal­vo intop­pi, dovrebbe essere dato il pri­mo colpo di rus­pa. E fra tre anni il nuo­vo ospedale potrebbe diventare final­mente una realtà. Questi i tem­pi annun­ciati grosso modo da Mau­ro Borel­li, diret­tore gen­erale dell’azienda ospedaliera di Desen­zano da cui dipen­dono anche Gavar­do e Salò. L’annuncio è sta­to dato nel cor­so di un incon­tro al quale han­no parte­ci­pa­to l’intero man­age­ment azien­dale (il diret­tore san­i­tario Lucio Dalfi­ni e il diret­tore ammin­is­tra­ti­vo Adri­ano Vai­ni), i pri­mari e i capisala, e lo staff tec­ni­co guida­to dall’architetto Erminia Tor­ri, che ha real­iz­za­to il prog­et­to. Vol­ta pag­i­na dunque l’ospedale del­la Valsab­bia e dell’alto Gar­da, anche per­ché è in arri­vo entro pochi mesi il repar­to di Ter­apia inten­si­va, che eviterà ai pazi­en­ti di dover essere trasfer­i­ti o a Desen­zano o a Bres­cia. La nuo­va divi­sione di emer­gen­za sarà diret­ta dal dot­tor Alber­to Ischia. Sem­pre a Gavar­do è atte­sa in giug­no una nuo­va Tac di ulti­ma gen­er­azione a 16 strati, cioè capace di eseguire indagi­ni di ogni specie.L’ampliamento. Croce e delizia per qua­si 4 anni tra forze politiche, ter­reno di dis­pu­ta tra Borel­li e Gian­piero Cipani, sin­da­co di Salò che ha sem­pre indi­ca­to la soluzione del nuo­vo ospedale da costru­ire sulle pen­di­ci del­la sua cit­tad­i­na, l’ampliamento ha ottenu­to invece il gradi­men­to di qua­si il 94% delle ammin­is­trazioni locali. Tan­to bas­ta­va a Borel­li per andare sped­i­to come un «pen­dolino» ver­so la prog­et­tazione di un sem­plice ma effi­cace allarga­men­to dell’attuale pre­sidio, i cui lavori ver­ran­no appal­tati e diret­ti da Lom­bar­dia Infra­strut­ture sen­za seguire le pro­ce­dure del­la legge Mer­loni. «Per­ché con 31 mil­ioni di euro si pote­va par­lare di un ampli­a­men­to; in caso con­trario, e cioè del­la costruzione di un nuo­vo plesso ospedaliero, allo­ra la ques­tione finanziaria sarebbe sta­ta insor­montabile: dove reperire i nec­es­sari 160 mil­ioni di euro?» ha sot­to­lin­eato il direttore.E per la vicen­da dell’ospedale di Salò «ormai fatis­cente», Borel­li ha aggiun­to che «se si attuasse una vari­ante urban­is­ti­ca per des­ti­narlo ad altro, si potrebbe real­iz­zare un grande poliambu­la­to­rio con servizi san­i­tari a favore del­la popo­lazione di Salò».Tornando a Gavar­do il nuo­vo plesso, che avrà una super­fi­cie di 11.400 mq. con 107 posti let­to in più, sorg­erà sul lato che s’affaccia su via San­ta Maria (dal­la parte oppos­ta a quel­la d’ingresso dei vis­i­ta­tori) e ver­rà dis­tribuito su sei piani. Al piano inter­ra­to ci andran­no i mag­a­zz­i­ni e la futu­ra riso­nan­za mag­net­i­ca, al piano ter­ra le camere mor­tu­ar­ie e le sale di med­i­c­i­na legale, al pri­mo piano il nuo­vo Pron­to Soc­cor­so, al sec­on­do l’unità car­dio-coro­nar­i­ca, dal ter­zo all’ultimo le degen­ze. Ver­ran­no real­iz­za­ti, gra­zie ad accor­di già con­clusi con il Comune di Gavar­do, dei nuovi parcheg­gi in pre­vi­sione dell’aumento dell’utenza. Infat­ti, per effet­to dell’apertura del nuo­vo repar­to di Rian­i­mazione e del con­seguente poten­zi­a­men­to dell’organico degli aneste­sisti, sarà ora pos­si­bile per la divi­sione di Oste­tri­cia accogliere le pazi­en­ti che desider­a­no prati­care il par­to indo­lore, obb­li­gate invece fino ad oggi a riv­ol­ger­si a Bres­cia o a Desen­zano. Sem­pre par­lan­do in cam­po di emer­gen­za, Borel­li ha annun­ci­a­to anche la creazione di una deci­na di piaz­zole di atter­rag­gio per l’eliambulanza: sono sta­ti con­tat­tati i Comu­ni e il «118» per reperire le aree, men­tre i costi per la loro costruzione saran­no a cari­co dell’azienda ospedaliera: stanziati già 550 mila euro.