In occasione del convegno sulla meteorologia si è parlato della sistemazione del complesso ex area Brunati

L’Osservatorio futuronel Palazzo della cultura

28/10/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Si è svolto ieri a Salò, nel­la Sala dei Provved­i­tori del Palaz­zo munic­i­pale, il con­veg­no sul­la mete­o­rolo­gia, orga­niz­za­to in occa­sione dei 130 anni del­la nasci­ta dell’Osservatorio e il 70° del­la morte di Pio Bet­toni, il cre­atore e fonda­tore, diret­tore dal 1880 al 1936.Nel pomerig­gio è sta­to pre­sen­ta­to il libro di Miri­am Fof­fa sul cli­ma, frut­to di ril­e­vazioni quo­tid­i­ane dal 1880 (ne abbi­amo par­la­to ven­erdì, in una pag­i­na spe­ciale). Tra le autorità inter­venute Giuseppe Colo­sio, diri­gente dell’Ufficio sco­las­ti­co provin­ciale, ex Provved­i­tora­to agli studi.In mat­ti­na­ta Clau­dia Dal­boni ha spie­ga­to le prospet­tive future dell’Osservatorio, che si tro­va nel­la torre del com­p­lesso San­ta Giusti­na, ogget­to di un inter­ven­to di parec­chi mil­ioni di euro. Infat­ti è pre­vista la real­iz­zazione dell’autosilo, di parcheg­gi pri­vati, del Palaz­zo del­la cul­tura, di edi­fi­ci res­i­den­ziali e negozi, con la for­mu­la del project financing.In questi mesi il ter­rapieno dell’ex Col­le­gio Civi­co, in via Brunati a fian­co dell’oratorio e del­la fer­ma­ta dei bus, è sta­to com­ple­ta­mente svuo­ta­to. Il cantiere, costan­te­mente mon­i­tora­to dall’Ufficio tec­ni­co, è gesti­to in maniera con­tin­u­a­ti­va su tut­ti i fron­ti, in modo da evitare tem­pi morti.LE OPERE di con­teni­men­to fino­ra ese­gui­te (la zona è a ris­chio idro­ge­o­logi­co) han­no richiesto una lun­ga preparazione e numerose prove di taratu­ra. Peri­odica­mente si ten­gono riu­nioni di tec­ni­ci, sia per le opere spe­ciali che per le strut­ture, aggiu­s­tan­do «in itinere» i par­ti­co­lari esecutivi.Entro i pri­mi tre mesi del 2009 si avran­no 181 box (pri­vati) e 242 posti auto pub­bli­ci des­ti­nati alla sos­ta a rotazione, che la soci­età «Costruzioni bres­ciane tren­tine», for­ma­ta da tre imp­rese (Roda di Pon­te­vi­co, Pavoni di Vobarno e Pasquaz­zo di Ivano Fra­ce­na) gestirà per 40 anni. Per il solo autosi­lo è sta­to fir­ma­to un con­trat­to di otto mil­ioni di euro più Iva del 10 per cen­to. Prog­et­to architet­ton­i­co di Alfre­do Bigog­no e Mar­cel­lo De Carli.«Il com­p­lesso di San­ta Giusti­na (chiesa e con­ven­to) venne costru­ito tra il 1578 e il 1624 dal Comune e dal con­te Sebas­tiano Paride di Lodrone — ricor­da la pro­fes­sores­sa Dal­boni -. I padri Somaschi lo uti­liz­zarono fino al 1810, poi ospitò il Gin­na­sio, l’istituto tec­ni­co, la scuo­la di avvi­a­men­to e il Col­le­gio Civico».L’OSSERVATORIO, dota­to di ter­mometri, barometri, plu­viometri, evap­or­imetri, elio­fanografi, anemometri, ecc., entrò nel­la torre cam­pa­naria nel 1877, e ha sem­pre fat­to parte del­la rete nazionale. Per il set­tore meteo col­lab­o­ra con l’Ucea di Roma e, per i ter­re­moti, con l’Istituto di geofisi­ca e vul­canolo­gia. Dal 2003 fun­ziona una stazione con nove sen­sori elet­tron­i­ci, di pro­pri­età dell’ Asso­ci­azione cul­tur­ale meteo­sis­mi­ca salo­di­ana, per mis­urare l’umidità, la radi­azione solare, la pres­sione, le pre­cip­i­tazioni, la veloc­ità e la direzione del ven­to, l’evaporazione.Ora la stazione, a causa dei lavori in cor­so, è sta­ta provvi­so­ri­a­mente sposta­ta a casa-Fof­fa. Altri due sen­sori sono col­lo­cati sul lago, pres­so la Can­ot­tieri, riguardan­ti la tem­per­atu­ra dell’acqua e i liv­el­li. Nel 2005, sul colle di San Bar­tolomeo, è sor­ta la nuo­va stazione sis­mi­ca. Sot­to i por­ti­ci del munici­pio c’è un video, con un bol­let­ti­no sulle con­dizioni cli­matiche, aggior­na­to ogni ora.«Quando rien­tr­ere­mo — con­clude Dalboni‑, nei pri­mi tre piani del­la torre col­locher­e­mo le attrez­za­ture storiche, a com­in­cia­re dai sis­mo­grafi che ril­e­va­vano le scosse ver­ti­cali, oriz­zon­tali e quelle di ter­re­moti lon­tani. Ci saran­no poi i doc­u­men­ti e i dati rac­colti. Al quar­to piano met­ter­e­mo la cen­trali­na elet­tron­i­ca, al quin­to i sen­sori. Inten­di­amo ripro­porre anche l’ufficio di Pio Bet­toni, con la scriva­nia, la stu­fa di maioli­ca e le sup­pel­let­tili. Il farà parte del Palaz­zo del­la cul­tura, che rag­grup­perà tutte le rac­colte salo­di­ane. Ci auguri­amo che diven­ti una tes­ti­mo­ni­an­za stor­i­ca per l’intera col­let­tiv­ità e per i turisti».

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