Conferenza del professor Pierluigi Baima Bollone (che si ripete oggi alle 11 a Desenzano) sulla sacra reliquia «Altri accertamenti confermano l’autenticità della Sindone»

L’ostensione della Sindone

05/05/2001 in Cultura
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Ennio Moruzzi

«L’esame con radio­car­bo­nio non è attendibile. Anzi è un imbroglio e sfi­do chi si ritiene meno­ma­to da ques­ta mia affer­mazione a dar­mi querela. In realtà, la Sin­done era ben conosci­u­ta sec­oli pri­ma del 1290, anno in cui viene data­to, con radio­car­bo­nio, il sacro lino. La con­fer­ma arri­va da minia­ture del­la ungherese di Budapest e da mon­ete di Gius­tini­ano II. Ma c’è un altro moti­vo deci­si­vo per ritenere che la Sin­done sia quel­la che si pen­sa pos­sa essere. Ed è la pre­sen­za di due mon­ete, ril­e­vate una all’interno dell’orbita dell’occhio destro e l’altra un po’ più sposta­ta. Sono mon­e­tine di Tiberio Cesare, coni­ate da Ponzio Pila­to nell’anno 16. Due mon­ete dif­fer­en­ti ma del­lo stes­so anno che cor­rispon­dono al 30 a.C. E Gesù sarebbe mor­to pro­prio il 7 aprile dell’anno 30». Così il prof. Pier­lui­gi Baima Bol­lone ha con­clu­so, nel tar­do pomerig­gio di ieri, nel­la sala delle con­feren­ze del , la sua relazione sul­la Sin­done. L’incontro (si ripete ques­ta mat­ti­na alle 11 a Desen­zano, a Palaz­zo del Tur­is­mo) era sta­to orga­niz­za­to dal Lions Club Sirmione, pre­siedu­to da Anto­nio Cresci­ni. Il prof. Baima Bol­lone, pri­ma di dare il via alla sua applau­di­tis­si­ma relazione, ha anche con­fer­ma­to come le recen­tis­sime notizie sug­li accer­ta­men­ti effet­tuati sul sacro lino non pos­sono che con­fer­marne l’autenticità. «È vero sono sta­ti fat­ti ulte­ri­ore accer­ta­men­ti per appu­rare cosa c’era sull’altro lato del lino. Si è rius­ci­ti ad inserire uno scan­ner fra il lino e la tela d’Olanda mes­sa di sup­por­to nel 1534 dalle suore. Sul retro non ci sono immag­i­ni — con­fer­ma il prof. Bol­lone -. La tela fu dunque attac­ca­ta dal ver­so gius­to. Non ci sono nem­meno trac­ce di sangue (se non qual­cosa di estrema­mente pic­col­is­si­mo). Insom­ma l’immagine non è sta­ta ottenu­ta sten­den­do il lino su una stat­ua riscal­da­ta. Sono queste le due ulte­ri­ori con­ferme dell’autenticità del sacro telo». Il prof. Baima Bol­lone, 64 anni, tori­nese, medico chirur­go, si inter­es­sa da oltre 25 anni delle trac­ce del­la vita di Gesù. È, fra l’altro, diret­tore del Cen­tro inter­nazionale di Sin­donolo­gia. Nel­la con­feren­za di ieri, avval­en­dosi di 80 dia­pos­i­tive, ha spie­ga­to tutte le vicende del­la Sin­done, un lenzuo­lo di 437 per 110 cen­timetri, che è risul­ta­to impreg­na­to di molti polli­ni. «Non è un fal­so — ha sostenu­to il rela­tore -. Fra i tan­ti motivi c’è la pre­sen­za del­la terza dimen­sione che han­no soltan­to le fotografie astro­nomiche che un fal­sario del 1300, come vor­rebbe la datazione al radio­car­bo­nio, non avrebbe mai potu­to nem­meno immag­inare. Il lino avvolse un uomo di cir­ca 70–80 chili. Da dove viene? Si sa che la Sin­done — ha spie­ga­to il rela­tore — scom­parve nel 1204. Forse è fini­ta nelle mani dei tem­plari per riap­parire 250 anni dopo, nel 1454 in cus­to­dia ai Savoia, che la trasferirono a Tori­no nel 1578, dove è sem­pre rimas­ta». Sul­la sua aut­en­tic­ità il prof. Bol­lone non ha dub­bi. E bol­la come un fal­so la datazione al radio­car­bo­nio effet­tua­ta nel 1988 su un pic­col­is­si­mo cam­pi­one di tela, che attribuì al lino un’origine com­pre­sa fra il 1290 e il 1360. L’oratore ha poi mostra­to anche i dis­eg­ni sin­donici del pri­mo mano­scrit­to del­la bib­liote­ca di Budapest che risale al 1190, dunque molto pri­ma dei dis­eg­ni di Madrid del 944 e le mon­ete di Gius­tini­ano II.

Parole chiave: -