Berveglieri racconta il suo libro che è nato sul Benaco

«Lui e il Barbaro signore di Venezia»

15/08/2002 in Curiosità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Gardone Riviera

Domani sera, alle ore 21, sul lun­go­la­go di Gar­done Riv­iera, si ter­rà un altro «Incon­tro con l’au­tore». Rober­to Berveg­lieri, che si cela sot­to il nome di Askata­suna (lib­ertà), par­lerà del suo libro «Lui e il Bar­baro sig­nore di Venezia» (edi­to da Mar­co Vale­rio), assieme al pro­fes­sor Remo Bolog­ne­si. Maria Grazia Mar­i­ot­ti d’Am­i­co leg­gerà alcu­ni brani. Stu­dioso di sto­ria eco­nom­i­ca, ricer­ca­tore asso­ci­a­to all’ di Roma, autore di numerosi sag­gi e di una min­uziosa e impo­nente ricer­ca sui brevet­ti indus­tri­ali e veneziani, sta­vol­ta Berveg­lieri ha pre­so lo spun­to dal casuale ritrova­men­to in un archiv­io di provin­cia di un anti­co mano­scrit­to ined­i­to del ‘500, una sor­ta di lun­ga e min­uziosa relazione scrit­ta dal Bar­baro, per­son­ag­gio real­mente esis­ti­to. Le vicende del roman­zo pren­dono avvio nel­l’ab­bazia garde­sana di Maguz­zano, vici­no a Lona­to. Qui si incon­tra­no Ste­fano degli Uber­ti, il «lui» del tito­lo, un diplo­mati­co vene­to, pre­so di mira dal­l’In­qui­sizione per motivi politi­ci e per l’amore nei con­fron­ti di una gio­vane don­na, e il Bar­baro, invi­a­to dal­la Repub­bli­ca Serenis­si­ma a chiarire la vicen­da. Quest’ul­ti­mo assolverà Ste­fano dal­la gravi accuse, por­tan­do­lo con sè nel monas­tero di San Gior­gio a Venezia. I romanzi stori­ci sono ormai tra i prefer­i­ti dal grande pub­bli­co. Da ques­ta vicen­da di ami­cizia e amore, ambi­en­ta­ta in un Cinque­cen­to sapi­en­te­mente ricostru­ito dal­lo stori­co, si sta già rica­van­do una sceneg­giatu­ra cin­e­matografi­ca. Gli appun­ta­men­ti di Gar­done Riv­iera saran­no con­clusi ven­erdì 23 agos­to da Margheri­ta Hack.

Parole chiave: