L’ultimo lavoro di Narciso Munari

31/12/2013 in Libri
Parole chiave:
Di Luigi Del Pozzo

Dopo “Sal­ni­tro, galere e caf­fè” Nar­ciso Munari si era mes­so a scri­vere un altro libro, ma di natu­ra stor­i­ca e di ricer­ca. La morte però lo colse nelle fes­tiv­ità natal­izie del 2012 e l’opera rimase nel cas­set­to.

I figli ed i fratel­li han­no però inte­so dal­lo alle stam­pa pos­tu­mo. E ATHELEYDA, ovvero la Regi­na Ade­laide ha vis­to la luce in questi giorni per i tipi di Arte Immag­ine di Mara­no di Valpo­li­cel­la. La sec­on­da fat­i­ca del­l’in­gengnere Munari è sta­ta pre­sen­ta­ta nei giorni scor­si alla con la pre­sen­za del Pro­fes­sore Gian Maria Varani­ni docente di Sto­ria all’U­ni­ver­sità di Verona e dal­l’avvo­ca­to Guar­i­ente Guar­i­en­ti. Un momen­to impor­tante per ricor­dare con ami­cizia e con rispet­to Nar­ciso Munari a 365 giorni dal­la sua scom­parsa.

Nel salu­to alla gremi­ta platea che ha reso onore al “Nar­ci” il sin­da­co Luca Sebas­tiano ha evi­den­zi­a­to che nonos­tante la nota esplic­i­ta­ta nel libro da parte del­l’au­tore, dove recita che Lazise è un paese del­la riv­iera uguale agli altri, Lazise res­ta e resterà il Pri­mo Libero Comune d’I­talia, gra­zie al Diplo­ma di Ottone II° che ha con­ces­so alcune autono­mia nel 983 allorchè l’Im­per­a­tore tedesco era uno dei rela­tori impor­tan­ti alla “Dieta di Verona”. E che ques­ta allocuzione sarà presto col­lo­ca­ta nel­la casa munic­i­pale, nel­la fac­cia­ta ovest, ed all’in­gres­so del paese attra­ver­so i cartel­li stradali.

E’ un libro dif­fi­cile, com­p­lesso, orig­i­nale, ma grande nel­la scrit­tura – ha esor­di­to Guar­i­ente Guar­i­en­ti- poco pri­ma di leg­gere alcu­ni brani ver­gati da Munari nel­la sua opera sec­on­da. Pos­si­amo acco­mu­narlo come genere e stile a Gad­da – ha con­tin­u­a­to l’avvo­ca­to – in quan­to il con­tenu­to non sono rac­con­ti ma un insieme di testi che rac­con­tano la sto­ria locale dal 930 al 1000, svoltisi a Verona, a Pavia, con speci­fi­co rifer­i­men­to ad Ade­laide di Bor­gogna.”

Si fa rifer­i­men­to a fat­ti accadu­ti nel­l’al­to Medio­e­vo, con uno speci­fi­cio rifer­i­men­to al 983 ed al Diplo­ma di Ottone II° tan­to caro a Lazise – ha esor­di­to Gian Maria Varani­ni – e il libro è divi­so in una venti­na di testi che fan­no rifer­i­men­to ad una ricer­ca stor­i­ca. Il filo con­dut­tore che unisce le varie vicende storiche è il lago di Gar­da con il mon­do tedesco. Si evi­den­zia nel­la ricer­ca di Munari un inter­esse per la sto­ria, per i luoghi, con accosta­men­ti e tac­i­ti par­al­leli. L’au­tore ha let­to fonti storiche, ha capac­ità di inte­grazione, di comu­ni­cazione e log­i­ca e sin­tas­si. Suc­co del dis­cor­so – con­clude Varani­ni – una capac­ità evoca­ti­va del testo e non è un libro ingen­uo ma frut­to di ricer­ca.”

La man­i­fes­tazione si è con­clusa con il suono del panoforte e del­la trom­ba e con il can­to del­la Vie en Rose, moti­vo tan­to caro al Nar­ciso Munari.

La famiglia Munari ha poi omag­gia­to tut­ti i pre­sen­ti con una copia di Athe­ley­da.

s.b.

 

Parole chiave: