Don Luciano ora è monsignore. Paese in festa per la nomina del parroco a cappellano. La proposta è arrivata dal Vietnam, un Paese che il sacerdote aiuta

L’ultimo dono di Papa Wojtyla

19/04/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Don Luciano De Agos­ti­ni, par­ro­co di Tor­ri, diven­ta mon­signore. Paese in fes­ta attorno al suo par­ro­co, di recente nom­i­na­to cap­pel­lano del Papa, ovvero mon­signore, pro­prio da quel Karol il Grande, il com­pianto San­to Padre, ven­er­a­to da tut­ta la comu­nità cris­tiana mon­di­ale. Uno degli ulti­mi atti di Gio­van­ni Pao­lo II ques­ta nom­i­na, che ha ulte­ri­or­mente con­sol­ida­to il suo legame con Verona e con la sua provin­cia. Un filo diret­to infine, quel­lo con il San­to Padre, incon­tra­to più volte da mon­sign­or Luciano, che ha lega­to inscindibil­mente il par­ro­co di Tor­ri non solo alla chiesa lacus­tre e ital­iana, ma anche a quel­la viet­na­mi­ta. Già, per­ché la pro­pos­ta di nom­i­na per l’ormai ex «don» Luciano è arriva­ta da molto lon­tano. Ovvero, dal vesco­vo del­la dio­ce­si viet­na­mi­ta di Phat Thi­et, mon­sign­or Nico­las, per i «mer­i­ti acquisi­ti sul cam­po», com’è sta­to spie­ga­to durante la mes­sa. Così, a cel­e­brare una vera e pro­pria fes­ta in onore del neo mon­signore, c’erano le autorità civili e mil­i­tari, le rap­p­re­sen­tanze di tutte le asso­ci­azioni pre­sen­ti a Tor­ri, dall’, all’Aido, agli , al cir­co­lo anziani, ai mari­nai, a suor Igi­na, respon­s­abile del­la Casa del Padre di Tor­ri, ai ver­ti­ci delle Pic­cole Suore del­la Sacra Famiglia di Castel­let­to. Oltre al diret­tore del­la Car­i­tas dioce­sana, don Mau­r­izio, a cel­e­brare la mes­sa anche mon­sign­or Andrea Ben­nati, prela­to pon­tif­i­cio, e don For­men­ti, par­ro­co di e rap­p­re­sen­tante, per la dio­ce­si lacus­tre, del vesco­vo di Verona. Dal 1979 mon­sign­or Ben­nati si adopera per aiutare le popo­lazioni viet­na­mite, da quan­do il gov­er­no ital­iano ave­va invi­a­to tre navi a recu­per­are cir­ca mille profughi di guer­ra, fug­gi­ti dal Viet­nam. Cen­totrenta di questi profughi era­no sta­ti accolti in Italia e mon­sign­or Ben­nati ave­va con­tribuito a inserir­li nel tes­su­to scaligero, dan­do inizio a una serie di attiv­ità che van­no avan­ti anco­ra oggi. Il par­ro­co di Tor­ri, anco­ra quand’era respon­s­abile del­la comu­nità par­roc­chiale di Ter­rane­gra, una frazione di Leg­na­go, ave­va inizia­to ad aiutare Ben­nati in queste oper­azioni a favore di quel popo­lo. «Ques­ta nom­i­na», ha det­to dal pul­pi­to mon­sign­or Ben­nati, «è davvero mer­i­ta­ta e arri­va per quan­to don Luciano ha fat­to per i fratel­li viet­na­mi­ti. Da cir­ca 17 anni mi sta dan­do una mano nell’opera di evan­ge­liz­zazione e di aiu­to con­cre­to in quel paese. In Viet­nam mon­sign­or Luciano è ama­to e ven­er­a­to, sia dal­la gente che dal­la chiesa. Il suo nome è perfi­no scol­pi­to in una chiesa e in un asi­lo». «Gra­zie al suo con­trib­u­to e a quel­lo del­la sua famiglia, oltre che al denaro rac­colto nel­la vos­tra comu­nità», ha pros­e­gui­to mon­sign­or Ben­nati, «mon­sign­or Luciano è rius­ci­to a far costru­ire due chiese, un cen­tro gio­vanile e una scuo­la mater­na». Ma non è tut­to. Il par­ro­co di Tor­ri da tre anni, ospi­ta nel­la par­roc­chia lacus­tre una pic­co­la comu­nità reli­giosa viet­na­mi­ta, com­pos­ta da quat­tro suore e due chieri­ci. Già tre volte il vesco­vo di Phat Thi­et, mon­sign­or Nico­las Huynh Van Nghi, è venu­to a Tor­ri per ringraziare mon­sign­or Luciano e con­sol­i­dare i rap­por­ti tra la chiesa lacus­tre e quel­la viet­na­mi­ta. Durante la mes­sa mon­sign­or Luciano ha rice­vu­to i regali e le con­grat­u­lazioni dei rap­p­re­sen­tan­ti del­la comu­nità tor­re­sana. Il neo mon­signore ha ringrazi­a­to e ha chiesto a tut­ti di pre­gare per le vocazioni. «E per me», ha aggiun­to, «per­ché pos­sa con­tin­uare a servire, al meglio pos­si­bile, la chiesa».

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