Il padrone Ulisse racconta la fine dell’animale. E i dieci anni in cui ha fatto da «bagnino» ai bimbi bielorussi a Gargnano. Un piccolo cocker è rimasto in vita grazie alla trasfusione di sangue del terranova. Salvò alcuni turisti

L’ultimo soccorso di Axel, cane senza paura

20/09/2006 in Curiosità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Axel era un mag­nifi­co cane Ter­ra­no­va di dieci anni, che vive­va a Gargnano con Ulisse, il suo padrone, qual­i­fi­ca che però quest’ul­ti­mo non ama affat­to. Sul­la riv­iera gargnanese la cop­pia Axel-Ulisse (con brevet­to di soc­cor­ri­tori) gode­va di grande noto­ri­età: era­no sem­pre assieme ed era fre­quente che la gente con­fondesse i nomi, chia­man­do Ulisse il cane invece del padrone. Non c’era prob­le­ma: «Tan­to non mi offen­do» pre­cisa­va Ulisse. Purtrop­po Axel, il Ter­ra­no­va, ha taglia­to l’ul­ti­mo tra­guar­do qualche set­ti­mana fa. E con la vita è fini­ta anche la car­ri­era di cane da soc­cor­so. Per i Ter­ra­no­va, 10 anni del resto, è un’età-lim­ite, ed è dif­fi­cile che pos­sano cam­pare di più. Ma, qua­si avesse sub­odor­a­to che di tem­po davan­ti gliene resta­va anco­ra poco e che pote­va ren­der­si anco­ra utile a dis­pet­to del­l’età, Axel ha «fir­ma­to» un ulti­mo atto, con la indis­pens­abile com­plic­ità del­l’uo­mo, nat­u­ral­mente. Forse, ques­ta vol­ta, non si è trat­ta­to di un atto eroico, ma è comunque risul­ta­to di fon­da­men­tale impor­tan­za. Un gesto indis­pens­abile, al pun­to da divenire addirit­tura com­movente per Ulisse che lo rac­con­ta con gli occhi luci­di. «Vede­vo che ormai sta­va molto male e non ne pote­va più. Imp­ie­ga­va tan­tis­si­mo tem­po per coprire anche solo pochi metri e così lo ave­vo por­ta­to in una clin­i­ca vet­eri­nar­ia di Salò, nei giorni in cui la ter­ri­bile cani­co­la avvol­ge­va il Gar­da. Le sper­anze di tirare avan­ti anco­ra un po’, come in cuor mio con­tin­u­a­vo ad illu­d­er­mi, era­no ridotte al lumi­ci­no. Per cui il vet­eri­nario sta­va proce­den­do ad una pri­ma iniezione, per cal­mare ed addor­mentare il mio Ter­ra­no­va». A quel pun­to, però, un incon­ve­niente si è ver­i­fi­ca­to in quel­la stes­sa clin­i­ca: un pic­co­lo Cock­er, che era appe­na sta­to oper­a­to nel­la stan­za lì a fian­co, era molto grave. La grav­ità del­la situ­azione era tale da ren­dere nec­es­saria, per il cagno­li­no, una imme­di­a­ta trasfu­sione di sangue. Axel, in quel momen­to, era anco­ra vivo. La deci­sione di Ulisse è sta­ta imme­di­a­ta, con­sen­ten­do la ver­i­fi­ca del­la com­pat­i­bil­ità del sangue in modo da pro­cedere alla trasfu­sione tra i due ani­mali. A con­trol­lo ese­gui­to, l’op­er­azione pote­va avere cor­so in tut­ta sicurez­za e così, due sac­che e mez­zo di sangue pas­sa­vano dal cane più mas­s­ic­cio e sul viale del tra­mon­to a quel­lo più pic­co­lo, che di tem­po da cam­pare ne ha davan­ti anco­ra parec­chio. Esi­to pos­i­ti­vo per il cock­eri­no, che è tut­to­ra vivo e veg­e­to ma purtrop­po — questo è il lato triste del­la sto­ria — addio defin­i­ti­vo per Axel, che cer­to invlon­tari­a­mente sta­vol­ta, è sta­to anco­ra gen­eroso nel­lo scri­vere un’al­tra bel­la pag­i­na, aggiun­gen­dola ad altre messe assieme quan­do era più gio­vane e deter­mi­na­to nel­la sua opera instan­ca­bile di soc­cor­ri­tore. Per parec­chie sta­gioni, infat­ti, Axel ha garan­ti­to la sicurez­za al grup­po di bam­bi­ni bielorus­si ospi­ti da dieci con­sec­u­tivi anni a Gargnano, e che si reca­vano al lago. Ma nel «pal­mares» fig­u­ra­no soprat­tut­to tre sal­vatag­gi. Il pri­mo è avvenu­to nel 1999 nel­la local­ità Fontanelle, a Nord di Gargnano. Un tedesco era in dif­fi­coltà e il cane da soc­cor­so ha fat­to egre­gia­mente il suo dovere, ripor­tan­do a ter­ra il cinquantac­inquenne tur­ista. In segui­to è sta­ta la vol­ta di due ital­iani trat­ti in sal­vo dal Ter­ra­no­va: in una caso sul­la Riva Gran­da di Vil­la e nel­l’al­tro caso sul­la spi­ag­gia di Bogliaco.