Attila e papa Leone Magno pronti a incontrarsi sulle rive del Mincio

Lunedì a Salionze la rievocazione storica del fatto

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Di Luca Delpozzo
a.f

Lunedì sera, i salionze­si e tan­ti spet­ta­tori assis­ter­an­no alla rap­p­re­sen­tazione del leggen­dario incon­tro tra papa Leone Mag­no e Atti­la, re degli Unni. Gior­gio Van­del­li, l’appassionato stu­dioso di arche­olo­gia che nel 1980 lan­ciò l’idea del­la rie­vo­cazione stor­i­ca di quel­l’in­con­tro, non ha dub­bi: “Atti­la è sen­z’al­tro pas­sato di qui”, affer­ma, “per diriger­si ver­so . La via­bil­ità romana e addirit­tura quel­la preis­tor­i­ca tran­si­ta­vano infat­ti per Salionze e non per la statale 11 come per tan­to tem­po s’è cre­du­to. Sem­mai qualche incertez­za potrebbe esser­ci sull’incontro con papa Leone Mag­no che la tradizione lega al nome del paese”. Come ogni anno gli abi­tan­ti di Salionze si impeg­nano a pro­porre nel­la maniera migliore quel fac­cia a fac­cia che cam­biò la sto­ria d’Italia. Infat­ti lunedì sera ver­so le 21.30 il lun­go cor­teo di cris­tiani, vesti­ti di bian­co e gui­dati da papa Leone Mag­no, tornerà a sbar­rare la stra­da, a pochi pas­si dal Min­cio, al re degli Unni. Nel­la rap­p­re­sen­tazione gli Unni si accam­pano a poca dis­tan­za dal­la croce di pietra che ricor­da la loro cala­ta, men­tre un coro can­ta alcune delle arie più note dell’Attila di . Ad un cer­to pun­to si scorge da lon­tano un lun­go cor­teo di per­sone ves­tite di bian­co: sono i cris­tiani, gui­dati dal papa che imbrac­cia la croce come ulti­mo balu­ar­do. Atti­la ed il papa par­lot­tano ed al ter­mine del col­lo­quio il re unno spez­za la frec­cia in seg­no di rin­un­cia a pros­eguire ver­so Roma. La fes­ta con­tin­ua nell’accampamento unno che si pre­dispone alla parten­za del giorno dopo e la ser­a­ta si chi­ude con i fuochi d’artificio. Ma com’era Atti­la? Par­lano per lui le cifre. Egli lan­ciò 700 mila uomi­ni sul­l’Oc­ci­dente met­ten­do­lo a fer­ro e fuo­co e dis­truggen­do fioren­ti cit­tà. La tradizione vuole che solo i san­ti potessero fer­mar­lo come san Lupo a Troyes o san Leone Mag­no a Salionze.

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