Incontro del sindaco con i cittadini sul futuro del centro storico

Lungolago, eterno dilemma. Perplessità e consensi sulla chiusura al t

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Il futuro del lun­go­la­go? È nelle mani, anzi nel­la tes­ta dei cit­ta­di­ni. Oggi è al tem­po stes­so una stra­da e una passeg­gia­ta; un domani potrebbe diventare un’oasi tut­ta pedonale o una via a traf­fi­co lim­i­ta­to, essere chiu­so nel week end o con­tin­uare a las­ciar pas­sare le auto­mo­bili come per­cor­so alter­na­ti­vo alla statale. Sul lun­go­la­go di Desen­zano, con l’eterno dilem­ma «chi­ud­ere o non chi­ud­ere», non man­cano le idee, le pro­poste, le ricette. Una buona vol­ta bisognerebbe sceglierne una, ed è per questo che l’altra sera a Palaz­zo Tode­s­chi­ni il sin­da­co Pien­az­za ha incon­tra­to cir­ca 200 cit­ta­di­ni, ascoltan­do i loro pareri sul futuro del cen­tro stori­co. «Noi — ha det­to il sin­da­co ai cit­ta­di­ni — abbi­amo nel cas­set­to un’idea per il lun­go­la­go, ma pri­ma di esporla uffi­cial­mente, ho volu­to sen­tire le vostre idee». Il pub­bli­co, numeroso, non si è las­ci­a­to pre­gare dimostran­do che in paese ci sono due scuole di pen­siero: in sostan­za chi­ud­ere o non chi­ud­ere? «La mia pro­pos­ta è di chi­ud­ere al traf­fi­co dei non res­i­den­ti sia il lun­go­la­go che tut­to il cen­tro stori­co — ha det­to Gior­gio Fez­zar­di, l’ex vice sin­da­co che in questi giorni è in pri­ma lin­ea nel comi­ta­to di res­i­den­ti che sta rac­coglien­do firme con­tro i rumori not­turni -. In cen­tro — ha aggiun­to — devono cir­co­lare solo i res­i­den­ti con le loro auto; attorno si deve creare una coro­na di nuovi parcheg­gi per accogliere i vis­i­ta­tori sul lun­go­la­go tut­to pedonale». Per­p­lesso un altro ex asses­sore, Gian­fran­co Bor­tolot­ti: «Dob­bi­amo con­sid­er­are — ha osser­va­to — che fuori dal­la sta­gione tur­is­ti­ca, dal lunedì al ven­erdì, in cen­tro non c’è qua­si ani­ma viva. Per non blindare il paese, ma evi­tan­do il caos nei giorni di mag­gior afflus­so, pro­pon­go piut­tosto di chi­ud­ere al traf­fi­co solo nel week end». Una via di mez­zo è il parere dell’ingegner Lui­gi Girelli, noto pro­fes­sion­ista desen­zanese: «Han­no ragione tut­ti e due — ha rispos­to a Fez­zar­di e Bertolot­ti -. Il nodo di fon­do è la caren­za di parcheg­gi: una soluzione è nel real­iz­zare almeno due autosi­los nuovi, uno sot­to piaz­za Cap­pel­let­ti e uno sot­to la Mara­tona, chi­u­den­do il traf­fi­co tra il Ponte alla Veneziana e la Nav­i­gar­da». Più rad­i­cale la soluzione pro­pos­ta da un altro cit­tadi­no, Pao­lo Coita: «Io val­u­to soprat­tut­to la dimen­sione ambi­en­tale e sociale del cen­tro stori­co, come luo­go bel­lo dove incon­trar­si e stare all’aperto: per questo vor­rei un lun­go­la­go tut­to pedonale». Altra voce fuori dal coro è quel­la di Ser­gio Paroli­ni, con­sigliere comu­nale di Forza Italia e fratel­lo dell’assessore provin­ciale ai Lavori pub­bli­ci: «In fon­do — ha det­to — c’è un moti­vo pre­ciso se tan­ta gente pas­sa in auto­mo­bile sul lun­go­la­go: lo usano come stra­da alter­na­ti­va alla statale. Questo per­ché, per attra­ver­sare Desen­zano, sul­la statale si incon­tra­no cinque semafori, men­tre pas­san­do dal lun­go­la­go c’è un semaforo soltan­to. Dunque, elim­i­nan­do gli intop­pi sul­la statale per ren­der­la più scor­rev­ole, toglierem­mo molto traf­fi­co anche dal lago». Chi ha ragione? Un po’ tut­ti e del resto non è che il sin­da­co si sia sbot­to­na­to. La set­ti­mana scor­sa la Giun­ta ha approva­to il proge tto esec­u­ti­vo per la pavi­men­tazione del trat­to fra la e il Ponte alla Veneziana: i lavori, al cos­to di 560mila euro, si faran­no tra l’ e Pasqua esclusa. Ma tut­to tace sui prog­et­ti da real­iz­zare ver­so la spi­ag­gia del Desen­zani­no. «Abbi­amo una nos­tra idea — ha antic­i­pa­to il sin­da­co -, ma si è fer­ma­to qui». Non sono giunte indi­cazioni più pre­cise nem­meno dai tec­ni­ci incar­i­cati di redi­gere il nuo­vo Piano Rego­la­tore, cioè gli architet­ti milane­si Erba, Franchi e Pogliani. «Sti­amo prog­et­tan­do lo svilup­po sosteni­bile di Desen­zano — han­no spie­ga­to — coni­u­gan­do la qual­ità ambi­en­tale con l’esigenza del com­mer­cio, del tur­is­mo, del­la cir­co­lazione». Parole sante, ma trop­po vaghe: il pub­bli­co ne ha trat­to l’impressione che il nuo­vo Piano rego­la­tore sia anco­ra in alto mare.

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