La passeggiata non è solo un’idea: si tratta con la «Don Orione». L’istituto cederà il Bornico e in cambio costruirà

Lungolago fino a Fasano

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Una passeg­gia­ta a lago, da Mader­no a Fasano. Un trat­to esiste già (vici­no al parcheg­gio, in local­ità Ruinat, all’in­gres­so del paese per chi giunge da Gar­done Riv­iera), un altro pez­zo è lega­to alla trat­ta­ti­va in cor­so con l’Is­ti­tu­to don Ori­one. «L’is­ti­tu­to, pro­pri­etario del­la splen­di­da area al Bor­ni­co, avrà la pos­si­bil­ità di costru­ire 4.900 metri cubi. All’inizio era­no 5.200, poi la Soprint­en­den­za li ha ridot­ti — ha spie­ga­to il sin­da­co Pao­lo Ele­na nel­l’ul­ti­mo Con­siglio comu­nale -. Altri palet­ti riguardano le modal­ità tipo­logiche e la dis­po­sizione dei posti macchi­na interni. Nel­l’am­bito del­l’­op­er­azione, noi ricev­er­e­mo quel mer­av­iglioso tri­an­go­lo verde da cui è pos­si­bile ammi­rare il gol­fo». Giu­liano Capuc­ci­ni, espo­nente del­la mag­gio­ran­za, ha invi­ta­to il sin­da­co a dis­cutere coi pri­vati per acquisire anche tre, quat­tro metri di bat­ti­gia, in modo da com­pletare il per­cor­so pedonale. Per il lato a fian­co del­la statale 45 bis, sarebbe poi oppor­tuno allun­gare il mar­ci­apiede fino all’ac­ces­so car­raio, per non trovar­si subito sul­la statale. «Gli stru­men­ti per sen­si­bi­liz­zare la con­troparte non man­cano», ha con­clu­so Capuc­ci­ni. Ele­na si è impeg­na­to a portare avan­ti la pro­pos­ta, anche per­chè «la con­fi­nante Vil­la Zanardel­li, che ospi­ta i ragazzi del­l’, è di pro­pri­età del­l’­Opera pia Par­adiso, come dire l’Am­min­is­trazione provin­ciale, e cre­do ci pos­sa cedere la fas­cia a lago. Con la vic­i­na Vil­la Bas­set­ti, poi, esiste da anni una con­ven­zione, che ci con­sente di pas­sare». Creare, in futuro, una passeg­gia­ta da Mader­no fino al por­to di Fasano, che è in ter­ri­to­rio di Gar­done Riv­iera, è un’idea accetta­ta da tut­ti. Il sug­ges­ti­vo per­cor­so in un ambi­ente mediter­ra­neo, con splen­di­di scor­ci sul lago e sul monte potrebbe rap­p­re­sentare un’attrazione in più per i tur­isti. Accor­do pieno, insom­ma. Mag­gio­ran­za e mino­ran­za si sono invece rim­bec­ca­te in maniera vivace al momen­to del­l’ap­provazione defin­i­ti­va del­la vari­ante al Piano rego­la­tore del­la soci­età Agreste (la real­iz­zazione di un sot­totet­to a Monte Mader­no) e del piano di recu­pero Zarge 2 di Alessi. L’asses­sore Rober­to Righet­ti­ni ha det­to che, non essendo per­venute osser­vazioni, l’ar­go­men­to pas­sa­va sen­za alcu­na dis­cus­sione. L’ex sin­da­co Sil­vano Boni, Gior­gio Pip­pa e l’am­bi­en­tal­ista Cristi­na Milani chiede­vano inutil­mente una spie­gazione. «Sono pas­sati mesi dal­la prece­dente adozione, e un con­sigliere può avere scorda­to di cosa si par­la», ha affer­ma­to la Milani. «Chiedi­amo dieci minu­ti per esam­inare gli atti, dato che nel fal­done del­la doc­u­men­tazione non c’era nul­la», ha incalza­to Boni. Niente da fare. Cre­di­amo che il pub­bli­co pre­sente in sala, già in dif­fi­coltà a com­pren­dere gli argo­men­ti, deb­ba rice­vere un min­i­mo di infor­mazione. A com­in­cia­re dal­l’edilizia. Suc­ces­si­va­mente è pas­sato un piano di recu­pero del­la srl Bel­la­go, in via Reli­gione. Si trat­ta di una vec­chia casci­na, nel­la zona del nuo­vo cam­po sporti­vo «Ugo Locatel­li». Diven­terà, in buona parte, res­i­den­ziale e, per il resto, com­mer­ciale. In tut­to: 6.200 metri cubi. La soci­età, non dispo­nen­do di aree da cedere, pagherà al comune 226 mil­ioni di mon­e­tiz­zazioni. Le mino­ranze si sono astenute dal voto. Boni, infat­ti, ha espres­so dub­bi sulle modal­ità di inter­ven­to, in par­ti­co­lare sul­la demolizione di mez­zo edi­fi­cio («per ricostru­ir­lo e creare i box nel­l’in­ter­ra­to»), soste­nen­do che «diven­terà un nuo­vo con­do­minio, sen­za rispettare l’at­tuale architet­tura». Anzichè i sol­di, la Milani ha sug­ger­i­to di chiedere alla Bel­la­go un appar­ta­men­to, da affittare a prezzi equi a chi ne ha bisog­no. Rispos­ta del sin­da­co: «Con 226 mil­ioni si com­pra ben poco. Inten­di­amo inserire allog­gi pro­tet­ti per anziani nel pro­gram­ma del 2002». Chi­u­di­amo ricor­dan­do che il con­siglio ha approva­to all’u­na­nim­ità la definizione di pratiche buro­cratiche risalen­ti al ’73 e all’85. Riguardano i cinquan­ta appar­ta­men­ti di via Tas­so e di via Mar­tiri del­la Resisten­za, costru­iti dal­lo scom­par­so Isti­tu­to autonomo case popo­lari. I ter­reni risul­tano anco­ra intes­ta­ti ai vec­chi padroni. «Sono con­tento che, dopo 28 anni, le tessere del mosaico vadano a modo. Chi ci vive den­tro avrà così la pos­si­bil­ità di acquisire la pro­pri­età degli allog­gi», ha esclam­a­to Elena.

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