Dopo le accuse rivolte agli amministratori durante il convegno sul Parco delle colline moreniche. L’ex assessore Perbellini replica a chi ha denunciato lo scempio ambientale»

«Ma dov’erano quei sapientoni?»

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Non stan­no bene a Michele Per­belli­ni, asses­sore al ter­ri­to­rio del Comune aril­i­cense sino alla sfidu­cia che ha fat­to cadere la Giun­ta Dal­la Pel­le­g­ri­na, le critiche nei con­fron­ti degli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci emerse nel cor­so del sem­i­nario di saba­to scor­so pro­mosso dal Comi­ta­to per il Par­co delle . «È facile e grat­i­f­i­cante orga­niz­zare con­veg­ni innaf­fian­doli con “illus­tri” ospi­ti al solo fine di criti­care o “sputare” sen­ten­ze ed offese gra­tu­ite come abil­mente sa fare il pro­fes­sor Vec­chioni, spe­cial­mente quan­do si vogliono trasferire al pub­bli­co emozioni neg­a­tive basan­dosi sul qualun­quis­mo e sul­la retor­i­ca. È facile», con­tin­ua Per­belli­ni, «affer­mare che “il lago affo­ga nel cemen­to” da parte di una gen­er­azione di emi­nen­ti ora­tori che ha comunque assis­ti­to agli scem­pi del ter­ri­to­rio nel momen­to in cui esiste­va la pos­si­bil­ità di bloc­car­li, inter­ve­nen­do sulle deci­sioni dei politi­ci del tem­po. Dove era­vate allo­ra?», chiede l’ex asses­sore agli orga­niz­za­tori del sem­i­nario, «siete cer­ti di aver fat­to quan­to era in vostro potere come elet­tori e come soci­età civile per mod­i­fi­care quelle scelte? Non vi sfio­ra mai il dub­bio che le nuove gen­er­azioni di ammin­is­tra­tori spes­so sono anco­ra costrette a pagare il prez­zo delle scelte por­tate avan­ti dai vostri coetanei che al tem­po gov­er­na­vano il ter­ri­to­rio come meglio piace­va ai par­ti­ti ed ai grup­pi di potere?». Per­belli­ni accusa il Comi­ta­to per il Par­co delle colline moreniche del Gar­da di aver orga­niz­za­to, negli ulti­mi mesi, due sem­i­nari pub­bli­ci sen­za «aver avu­to il cor­ag­gio di invitare uffi­cial­mente sul ban­co dei rela­tori gli ammin­is­tra­tori locali, mag­a­ri quel­li che ave­vano nelle pro­prie deleghe quelle al ter­ri­to­rio e ambi­ente. Ave­vate forse pau­ra che, trat­tan­dosi di ammin­is­tra­tori facen­ti parte del­lo schiera­men­to di cen­trode­stra, vi potessero rov­inare la fes­ta argo­men­tan­do con cog­nizione di causa su even­ti pas­sati e sulle poten­zial­ità di tutela e sal­va­guardia futu­ra del ter­ri­to­rio stes­so?». L’ex asses­sore invi­ta il Comi­ta­to ad «aprire un tavo­lo serio di rif­les­sione e non creare un nuo­vo par­ti­to politi­co» coin­vol­gen­do in occa­sioni future «a fian­co di scien­ziati e artisti anche chi, per spir­i­to di servizio e sen­za retro pen­sieri da intral­laz­zo cemen­tifi­ca­to­rio, ha cer­ca­to negli ulti­mi tem­pi, e tra mille dif­fi­coltà, di sal­va­guardare quan­to pos­si­bile l’integrità del bas­so lago e delle colline moreniche con atti con­creti: ricor­so al Tar sull’, fir­ma del pro­to­col­lo di inte­sa tra enti per la sal­va­guardia e val­oriz­zazione del laghet­to del Frassi­no». «La polem­i­ca-spet­ta­co­lo», rib­adisce Per­belli­ni, «deve essere ban­di­ta se si vuole dis­cutere ser­e­na­mente del futuro del ter­ri­to­rio garde­sano e del­la sua offer­ta tur­is­ti­ca; invece delle dis­qui­sizioni retoriche, sarebbe il caso di met­tere sul tavo­lo le idee e non solo la gener­i­ca definizione di Par­co». E Per­belli­ni lan­cia la sua pro­pos­ta che è una sfi­da anche per gli stes­si ammin­is­tra­tori. «Se un con­testo a vocazione tur­is­ti­co-cul­tur­ale neces­si­ta di una diver­sa e più evo­lu­ta ricettiv­ità, i sin­daci devono avere il cor­ag­gio di con­ge­lare il pro­prio ter­ri­to­rio pro­gram­man­do solo ciò che inte­gra e val­oriz­za il ter­ri­to­rio stes­so, sen­za derog­a­re con­tin­u­a­mente», con­clude l’ex asses­sore, «con la scu­sante degli oneri di urban­iz­zazione, spes­so visti come la man­na che viene dal cielo a coprire la scarsa capac­ità di ammin­is­trare o la scarsa voglia di atti­vare fonti alternative».