Giulio Bichel, ex consigliere comunale: «Bisogna stare uniti e portare avanti la stessa guerra». Richelli, portavoce dei Comitati: «Chi tutela il Santuario del Frassino e il suo laghetto?»

«Ma una strada non risolve i nostri problemi»

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Non sono le promesse fat­te sino­ra a tran­quil­liz­zare i Comi­tati che restano con­trari al pas­sag­gio del­la lin­ea fer­roviaria ad nel ter­ri­to­rio aril­i­cense. «Le per­p­lessità restano tutte», rib­adisce Lau­ra Richel­li, «a com­in­cia­re dalle ipotetiche garanzie a favore del­la tutela del San­tu­ario e del laghet­to del Frassi­no. Per­p­lessità che nascono pro­prio dal­la carat­ter­is­ti­ca del ter­reno di quest’area, così ric­co di acqua che scende anche dalle colline cir­costan­ti. I più vec­chi del paese ricor­dano anco­ra i tan­ti prob­le­mi nati nel momen­to in cui ven­nero fat­ti i lavori per il pas­sag­gio dell’autostrada, con l’acqua che si rac­coglie­va nel­lo sca­vo. Il sot­topas­so fer­roviario di Castel­n­uo­vo ha peren­nemente acqua che scende dalle pareti di cemen­to. E anco­ra: i capan­noni dell’area arti­gianale in local­ità Broglie han­no dei tiran­ti che li bloc­cano per­ché il ter­reno è tutt’altro che sta­bile». Una situ­azione che, rib­adisce la Richel­li, non promette tran­quil­lità alla luce dei trac­ciati che vedono la gal­le­ria, con cui il treno attra­verserebbe ques­ta zona, dis­eg­na­ta due metri sot­to il liv­el­lo del laghet­to del Frassi­no. «Chi può garan­tire», pre­cisa, «che l’acqua non si scarichi nel­la stes­sa gal­le­ria? Il laghet­to è di fat­to una tor­biera, tant’è che la sua attuale con­for­mazione è più pic­co­la rispet­to a com’era pri­ma del­la real­iz­zazione dell’autostrada. Mi piac­erebbe molto pot­er credere che costru­ire l’alta veloc­ità non com­porterà prob­le­mi a ques­ta parte di ter­ri­to­rio ma non riten­go, e con me molte altre per­sone, suf­fi­ci­en­ti per stare tran­quil­li le garanzie solo a parole pro­nun­ci­ate in questi anni dai vari politi­ci e tec­ni­ci». Sul­la ques­tione si sono riac­ce­si, nel frat­tem­po, i riflet­tori del mon­do politi­co. Giulio Bichel, ex con­sigliere comu­nale, ha infat­ti scrit­to ai col­leghi affinché «a pre­scindere dal­la diver­sità che ognuno di noi si appres­ta a rap­p­re­sentare nel­la cam­pagna elet­torale», ognuno espri­ma, «in modo inequiv­o­ca­bile la pro­pria posizione, al fine di ren­dere palese ai cit­ta­di­ni la nos­tra reale risolutez­za e sen­si­bil­ità al prob­le­ma». Sot­to­lin­ea Bichel: «È infat­ti assur­do pen­sare che il prob­le­ma dell’alta veloc­ità si pos­sa affrontare da soli. Gli enor­mi inter­es­si eco­nomi­ci e le volon­tà politiche che pre­mono sul­la real­iz­zazione del­la si pos­sono avver­sare, forse con una forte aggregazione com­pos­ta da tutte le realtà sociali e politiche pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio». Con­clude l’ex con­sigliere: «E se in mer­i­to a tale prog­et­to in Provin­cia o in altre sedi, fos­sero state prese deci­sioni con­trastan­ti alla volon­tà dei cit­ta­di­ni di Peschiera, cre­do che sarebbe ora che venisse det­to indi­can­do chiara­mente chi è con­tro l’alta veloc­ità e chi, invece, rema con­tro a ques­ta volontà».

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