Tra meno di due settimane si terrà la consultazione popolare nei due piccoli paesi dell’Alto Garda. Ma poi sarà il Parlamento a prendere la decisione effettiva

Magasa e Valvestino: addio Brescia?

12/09/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Si avvic­i­na un momen­to stori­co per due tra i più pic­coli pae­si bres­ciani. Che presto, forse, bres­ciani non saran­no più: man­ca solo una deci­na di giorni al ref­er­en­dum per il pas­sag­gio dei Comu­ni di Mag­a­sa e Valvesti­no alla Provin­cia di Tren­to, con la chia­ma­ta alle urne fis­sa­ta per domeni­ca 21 e lunedì 22 set­tem­bre. Un pas­so obbli­ga­to per ver­i­fi­care la volon­tà dei cit­ta­di­ni di «saltare il fos­so», dopodiché sarà il Par­la­men­to, in segui­to, a pren­dere la deci­sione effettiva.Gli elet­tori dei due comu­ni del­la valle si recher­an­no quin­di alle urne per esprimere una pref­eren­za: restare lom­bar­di, o diventare tren­ti­ni (o meglio «tornare» tren­ti­ni, vis­to che i due Comu­ni furono annes­si alla Lom­bar­dia negli anni ’30).Salgono subito all’attenzione i numeri nec­es­sari per­ché il ref­er­en­dum pos­sa sbloc­care la situ­azione nei due minus­coli pae­si: nel comune di Mag­a­sa i «sì» dovran­no essere almeno 89, men­tre nel comune di Valvesti­no le schede favorevoli al cam­bi­a­men­to dovran­no essere almeno 122.TRA I PROMOTORI del ref­er­en­dum si res­pi­ra aria di atte­sa, come con­fer­ma il gio­vanis­si­mo coor­di­na­tore del comune di Valvesti­no, Davide Pace, 22 anni, stu­dente di ingeg­ne­r­ia in cit­tà. Nel gen­naio scor­so la gente ha rispos­to in maniera pos­i­ti­va e la mag­gio­ran­za ha richiesto che venisse con­vo­ca­to il ref­er­en­dum che si ter­rà tra pochi giorni. Un paio di mesi dopo la Cas­sazione ha ammes­so il ref­er­en­dum stes­so e ora si arri­va al con­fron­to che, comunque, non è affat­to scon­ta­to nel risul­ta­to. «Bisogn­erà atten­dere lunedì 22 set­tem­bre per avere certezze — spie­ga Pace — con un’incognita su tutte: molti abi­tan­ti del­la valle sono emi­grati all’estero e parec­chi fan­no ritorno a casa solo saltu­ar­i­a­mente. Questo mette a ris­chio il quo­rum, per­chè sono almeno 54 gli elet­tori che vivono altrove. Abbi­amo fat­to ogni sfor­zo per con­vin­cer­li a tornare per votare».In propos­i­to, domeni­ca 14 set­tem­bre nel­la sala munic­i­pale di Tura­no ci sarà un incon­tro con la popo­lazione, alla pre­sen­za dell’assessore del­la Provin­cia di Tren­to, Fran­co Paniz­za, e del con­sigliere del­la Provin­cia autono­mia Adeli­no Amis­tani. Con loro ci sarà Bruno Scalzari, vice sin­da­co di Pede­monte, pic­co­lo comune del Vene­to che il ref­er­en­dum lo ha già tenu­to nei mesi scorsi.In questi ulti­mi giorni sta però emer­gen­do una nuo­va pos­si­bil­ità, che con­sis­terebbe nel­la richi­es­ta di abrogazione del decre­to regio che nel 1934 sancì il pas­sag­gio dei comu­ni dal Trenti­no alla Lombardia.I PROBLEMI del­la valle, che han­no spin­to alla richi­es­ta del pas­sag­gio di provin­cia, sono essen­zial­mente di due tipi: eco­nom­i­co e stori­co. E c’è anche un obi­et­ti­vo ben pre­ciso: molti con­fi­dano nel fat­to che, pas­san­do al Trenti­no, diver­rebbe più con­cre­to il sog­no di costru­ire un tun­nel tra la valle e il paese trenti­no di Bon­done. Spe­sa che solo la Provin­cia autono­ma di Tren­to potrebbe sostenere. La gal­le­ria col­legherebbe Mag­a­sa e Tura­no con le Giu­di­carie Tren­tine in una deci­na di minu­ti, con con­seguen­ze occu­pazion­ali pos­i­tive in ter­mi­ni di lavoro, di tur­is­mo, eccetera.Quanto all’aspetto stori­co, viene sot­to­lin­eato in maniera altret­tan­to con­vin­ta: sec­oli di sto­ria e di apparte­nen­za trenti­na, si sente dire, non sono sta­ti can­cel­lati negli ulti­mi 70 anni di sto­ria bresciana.