La scuola dell’infanzia del capoluogo intitolata alla piccola ebrea nata a Pazzon, deportata e uccisa ad Auschwitz. Il sindaco: «Un omaggio all’innocenza troppo spesso sommersa dagli orrori»

«Magda rivive con i nostri bimbi»

23/01/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Lorenza Costantino

Mag­da Bod­ner, capri­nese di nasci­ta, fre­quen­ta­va anco­ra l’asilo di Paz­zon quan­do venne depor­ta­ta e in segui­to uccisa nel lager di Auschwitz, il 10 aprile 1944. Ave­va poco più di due anni e non pote­va sapere cosa sig­nifi­cas­se risultare all’anagrafe di «raz­za ebraica».Ieri, antic­i­pan­do la vic­i­na Gior­na­ta del­la memo­ria, è sta­ta inti­to­la­ta la scuo­la dell’infanzia di Capri­no a ques­ta pic­co­la vit­ti­ma del­la Shoah. Come ha spie­ga­to Enzo Gradizzi, diri­gente sco­las­ti­co dell’istituto com­pren­si­vo capri­nese, «tale scelta si innes­ta su un prog­et­to educa­ti­vo che pun­ta alla val­oriz­zazione del­la diver­sità. Accogliamo bam­bi­ni dal com­pi­men­to dei due anni e mez­zo, anche prove­ni­en­ti da Pae­si extra­co­mu­ni­tari, o diver­sa­mente abili. La diver­sità che per Mag­da e per i suoi gen­i­tori è sta­ta causa di dis­crim­i­nazione e di una morte atroce diviene ora una ric­chez­za per tutti».La cer­i­mo­nia è inizia­ta alle 9.30: sul­lo sfon­do di un grande arcobaleno dis­eg­na­to dagli stes­si bam­bi­ni, la corale delle scuole ele­men­tari e medie di Capri­no ha ese­gui­to alcu­ni can­ti sul tema del­la pace, con la direzione del mae­stro Luciano Fil­ip­pi­ni e dal­la pro­fes­sores­sa Ferri.È poi sta­ta scop­er­ta la lapi­de alla pre­sen­za del par­ro­co don Car­lo Mot­ta e del sin­da­co Ste­fano San­dri. Quest’ultimo ha com­men­ta­to: «Il nome di Mag­da Bod­ner, scol­pi­to su ques­ta tar­ga, diver­rà per noi il sim­bo­lo dell’innocenza som­m­er­sa dagli even­ti dell’orrore. Con l’intitolazione del­la scuo­la mater­na alla pic­co­la Mag­da è come se le si desse la pos­si­bil­ità, ancorché pos­tu­ma, di vivere l’infanzia nega­ta assieme ai nos­tri bambini».L’infanzia nega­ta di Mag­da è rivis­su­ta nel­la tes­ti­mo­ni­an­za del­la pro­fes­sores­sa Clau­dia Pel­le­gri­ni, che già ha rac­con­ta­to la sto­ria sull’Arena. Clau­dia Pel­le­gri­ni è nipote del­la nutrice capri­nese Lina Merzi Pel­le­gri­ni, che ten­tò di sal­vare la bam­bi­na ebrea dal­la depor­tazione. Una sequen­za di dia­pos­i­tive ha poi mostra­to dis­eg­ni e testi ded­i­cati alla breve vita di Mag­da, real­iz­za­ti dagli alun­ni di sec­on­da e terza ele­mentare di Pazzon.Crescenzo Piatel­li, rab­bi­no capo del­la comu­nità ebraica di Verona, ha spie­ga­to: «Mag­da era una bam­bi­na qual­si­asi, che ognuno potrebbe immag­inare come la com­pagna di giochi del­la pro­pria infanzia. Per­ciò il suo triste des­ti­no ci com­muove come poche altre vicende. L’invito alla rif­les­sione su quan­to è avvenu­to è riv­olto alle scuole, poiché è qui che si for­mano le coscien­ze di domani. Ai bim­bi si deve inseg­nare che la civiltà demo­c­ra­t­i­ca e la lib­ertà non sono dati acquisi­ti per sem­pre. Quan­do il rispet­to dei dirit­ti dell’uomo non è pos­to al cen­tro delle regole sociali, vi pos­sono essere rischi di nuove cadute». La sto­ria di Mag­da e dei gen­i­tori è purtrop­po comune a molte altre famiglie. Ne ha par­la­to Pao­lo Jen­na, por­tav­oce dei Figli del­la Shoah, asso­ci­azione che accoglie super­sti­ti e dis­cen­den­ti di col­oro che ven­nero depor­tati nei campi di ster­minio. «Rispet­to a molti altri geno­ci­di che si con­sumano ancor oggi la Shoah ha una par­ti­co­lar­ità: l’aspetto del tradi­men­to. Cit­ta­di­ni a tut­ti gli effet­ti che a causa delle leg­gi razz­iali si trovarono improvvisa­mente estromes­si dal­la comunità».Gino Spi­azzi, pres­i­dente dell’Associazione nazionale ex depor­tati politi­ci, e Gian­car­lo Brunel­li, pres­i­dente sezione capri­nese dell’associazione nazionale par­ti­giani, han­no rap­p­re­sen­ta­to quel­la parte di depor­tati nei campi di ster­minio che, pur non essendo ebrei, ne han­no con­di­vi­so il des­ti­no per le idee antifas­ciste. La mat­ti­na­ta si è con­clusa con le parole di Vas­co Sen­a­tore Gon­do­la, respon­s­abile del­la di Capri­no, e con il can­to Ven­ti di pace.

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