È un dovere, quello della famiglia uscire dal guscio e partecipare alla vita culturale, politica, sociale della società in cui vive e si sviluppa la "cellula familiare"

Maggior attenzione alla cultura della famiglia

26/01/2000 in Cultura
A Lazise
Di Luca Delpozzo

La famiglia e il fulcro sul quale poggia tutta la società, da sempre. È un dovere, quello della famiglia uscire dal guscio e partecipare alla vita culturale, politica, sociale della società in cui vive e si sviluppa la “cellula familiare”. È indispensabile riproporre la “cultura” della famiglia in “senso globale”, essendo la famiglia una risorsa ed un bene importante per tutta la società.Questi sono stati i tre temi più importanti sui quali si è incentrato il dibattito tenutosi al centro giovani parrocchiale in occasione della festa della famiglia, cui ha partecipato come relatore principale Antonio Zerman della consulta comunale di Verona.Nella sua chiara relazione, coadiuvata da molti lucidi luminosi, Zerman ha posto in risalto i molteplici aspetti della famiglia di oggi. Dalla questione significativa del calo demografico a livello provinciale, alle famiglie monoindividuali, meglio conosciute come “single”, alle famiglie degli anziani, conosciute come “nidi vuoti” perché senza figli, in quanto già sposati e che vivono fuori della famiglia originaria.Ha inoltre affrontato la questione delle famiglie “di fatto”, costituite da divorziati o separati, che comunque a livello provinciale oggi non superano 1’1,6% della popolazione. C’è ancora , ha proseguito Zerman , una voglia importante di famiglia fra i giovani. Lo dimostrano gli oltre 4000 matrimoni celebrati ogni anno nella provincia veronese.Per contro però, va registrato un altro dato. Ben 2200 sono le separazioni ed i divorzi rilevati in un anno nelle nostre zone. Va comunque evidenziato che nelle famiglie di oggi aumentano i legami relazionali, fra genitori o sposi, nonni, nipoti, e la famiglia che sta in piedi funziona oggi molto meglio di ieri. Il rapporto quindi si irrobustisce ed è più gratificante. Vi è poi da segnalare la carenza di natalità, il calo demografico, con un consistente incremento degli anziani. A Verona i quindicenni sono oggi la metà dei trentenni, i giovani quindi devono farsi carico della “gestione” degli anziani.La famiglia deve quindi essere il “veicolo” anche nella “gestione” del volontariato e della “cura” del mondo sempre più ampio degli anziani e della terza età. La famiglia deve poi essere il pungolo per la politica locale. Deve essere, ha soggiunto il relatore, un punto fermo, magari attraverso l’associazionismo familiare, il portatore delle problematiche ampie ed importanti che la famiglia vive all’interno della società, della comunità in cui vive ed opera. Ci deve essere più attenzione da parte della politica alla famiglia. Si deve comunque tracciare un piano a lunga scadenza intorno alle politiche familiari, non certamente degli interventi “tampone” per rimediare ai problemi contingenti ed emergenti. Ci si deve fare carico della solidarietà e della sussidiarietà sociale.

Sergio Bazerla

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