Iniziativa dei disabili motori Aidm in programma questa sera all’assemblea di Natale

Maglia gialla per l’ospedale. Riparte la protesta antichiusura

17/12/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Una maglia gial­la per protestare e sal­vare l’ospedale di Mal­ce­sine dal­lo sta­to di grave crisi e di smo­bil­i­tazione in cui ver­sa. Ne sono state stam­pate mille, di cotone, di tutte le taglie. E saran­no dis­tribuite stasera durante l’ assem­blea pre-natal­izia che si svol­gerà in ospedale, a par­tire dalle 20. A creare le magli­ette è sta­ta l’Aidm, l’associazione inter­re­gionale dei dis­abili motori pre­siedu­ta da Rober­to Bassi, difen­sore dell’ospedale da quan­do è inizia­ta la battaglia con­tro la delib­era del­la , che ne vol­e­va la chiusura. «Bar­col­lo ma?non mol­lo!», è la scrit­ta che campeg­gia sul­la maglia, a maniche corte e quin­di adat­ta ai calori che le deci­sioni del­la Regione e dell’Ulss 22 evi­den­te­mente fan­no venire ai dis­abili motori, ai medici e a quan­ti si sono fino­ra bat­tuti al loro fian­co per la sal­va­guardia dell’ospedale dell’alto lago. Una rab­bia che spes­so è sfo­ci­a­ta in man­i­fes­tazioni clam­orose, come il bloc­co del­la Garde­sana; la con­seg­na di 80mila firme da tut­ta Italia, poi con­seg­nate al ter­mine di una staffet­ta in car­rozzel­la da Mal­ce­sine a Venezia al pres­i­dente Galan, «Che non ci ha nem­meno volu­ti rice­vere», ricor­da con ram­mar­cio Bassi. Una protes­ta, però, «Che non ha mai traval­i­ca­to i lim­i­ti del­la civiltà e del buon gusto»,hanno aggiun­to alcu­ni ammin­is­tra­tori comu­nali dei pae­si dell’alto lago. E anche ques­ta vol­ta il pres­i­dente dell’Aidm, Rober­to Bassi, ha inven­ta­to una protes­ta clam­orosa e gar­ba­ta. «Una ulti­ma chic­ca», riv­ela Bassi, «che però dovrebbe fare riflet­tere e agire anche gli ami­ci di Iso­la del­la Scala e Valeg­gio, acco­mu­nati a noi dal­la volon­tà di difend­ere i pro­pri ospedali, è con­tenu­ta nell’ultima pag­i­na del peri­od­i­co Obi­et­ti­vo San­ità news edi­to dall’Ulss 22. Nell’ultima pag­i­na, infat­ti, alla voce numeri utili, sono ripor­tati i numeri dei cen­trali­ni degli ospedali di Iso­la del­la Scala, Mal­ce­sine e Vil­lafran­ca, men­tre tre quar­ti di pag­i­na sono ded­i­cati agli ospedali di Bus­solen­go e di Capri­no, dei quali sono spec­i­fi­cati servizi, ambu­la­tori e repar­ti disponi­bili. Ques­ta oper­azione, sec­on­do i dis­abili, «Con­tribuisce a far credere che l’ospedale di Mal­ce­sine, come pure gli altri non citati, siano già chiusi, e non rende con­to dei servizi, delle degen­ze o dei poliambu­la­tori pre­sen­ti». Una dimen­ti­can­za o una pre­cisa scelta? «Non lo so. Fat­to sta», con­clude Bassi, «che da mag­gio 2003 ave­va­mo chiesto che l’Ulss desse cor­so a una cam­pagna infor­ma­ti­va per fare sapere che l’ospedale di Mal­ce­sine non è affat­to dismes­so né da dis­met­tere, come invece molti pazi­en­ti e cit­ta­di­ni oggi cre­dono, a causa del­la grave situ­azione in cui si tro­va. E nul­la è sta­to fat­to». Di qui l’idea del­la magli­et­ta, che è anche autoiron­i­ca, «bar­col­lo ma?non mol­lo». Inevitabile allo­ra ricor­dare le parole di Bruno Danzi, pri­mario del­la riabil­i­tazione dell’ospedale di Mal­ce­sine. «Spe­ri­amo», ave­va det­to Danzi in coda a un’assemblea in ospedale, in otto­bre, «che la Regione e l’Ulss non costringano nuo­va­mente i dis­abili a ricor­rere a forme clam­orose di protes­ta. Per per­sone con prob­le­mi fisi­ci gravi come i loro sarebbe una grande fat­i­ca. E questo è inac­cetta­bile. Anzi, è pro­prio una vergogna».

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