Il direttore generale Borelli chiede 4 milioni alla Regione per costruire d’urgenza un nuovo nosocomio nella cittadina. La struttura sarebbe «non più accreditabile». Penosa odissea per i dializzati

«Mai più nel vecchio ospedale»

08/12/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

In atte­sa di conoscere come saran­no dis­tribuiti i 10 mil­ioni di euro stanziati dal­la e i 10 del­lo Sta­to (l’or­di­nan­za dovrebbe essere fir­ma­ta oggi o domani e, come già det­to, priv­i­legerà quan­ti sono sta­ti costret­ti a uscire dal­la loro casa e le imp­rese bloc­cate dal ter­re­mo­to), il diret­tore gen­erale del­l’azien­da ospedaliera di Desen­zano, Mau­ro Borel­li, ha chiesto al Pirellone di avere otto mil­iar­di di vec­chie lire per real­iz­zare una nuo­va strut­tura entro cui trasferire i servizi del­l’ospedale di Salò, inag­i­bile dal sis­ma e, a giudizio del diret­tore, «non più accred­itabile». «Il nodo prin­ci­pale da risol­vere riguar­da i 29 mil­ioni di euro per ampli­are il noso­comio di Gavar­do come Dio coman­da — ha det­to Borel­li, ieri a Roè Vol­ciano -. Da Salò, nel­la notte del sis­ma, abbi­amo trasfer­i­to i ricoverati in Psichi­a­tria». Il repar­to, ospi­ta­to a Gavar­do, a fian­co di Orto­pe­dia, potrebbe essere dirot­ta­to a Desen­zano. Ma da Salò se ne sono andati anche i pre­lievi per le anal­isi, la radi­olo­gia (rien­trati nei giorni suc­ces­sivi), la dial­isi e gli ambu­la­tori medici (anco­ra chiusi). Chi è costret­to a purifi­car­si il sangue deve recar­si a Desen­zano, tre volte alla set­ti­mana, ad orari spes­so impos­si­bili (di notte). Con gran­di sac­ri­fi­ci famil­iari. Cosa suc­ced­erà in futuro? La gente teme che i servizi vengano can­cel­lati. Saba­to l’onorev­ole Adri­ano Paroli ha rilan­ci­a­to l’al­larme. «Tut­to dovrà essere ripristi­na­to nel più breve tem­po pos­si­bile — ha det­to il par­la­mentare di Forza Italia -. Spero non esista la volon­tà di chi­ud­ere defin­i­ti­va­mente la strut­tura, per­chè si trat­terebbe di un grave dan­no per la popo­lazione». Borel­li ci ha spie­ga­to che, a suo giudizio, «l’ospedale di Salò non è più accred­itabile, e l’im­mo­bile va ven­du­to. A Gavar­do sti­amo met­ten­do a pun­to il nuo­vo repar­to che accoglierà i dial­iz­za­ti. Se cor­ri­amo, cre­do lo si pos­sa com­pletare entro tre-quat­tro mesi. Il rien­tro a Salò? Esistono prob­le­mi di uscite di sicurez­za. A tale propos­i­to ho incar­i­ca­to un tec­ni­co, che effettuerà una per­izia accu­ra­ta». Il diret­tore gen­erale assi­cu­ra di avere inoltra­to in Regione «la richi­es­ta di un con­trib­u­to a fon­do per­du­to di otto mil­iar­di, per costru­ire un fab­bri­ca­to capace di accogliere radi­olo­gia, radi­olo­gia e ambu­la­tori, in modo da chi­ud­ere defin­i­ti­va­mente il vec­chio ospedale. Il luo­go ide­ale sarebbe a fian­co del­la casa di riposo». Il sin­da­co di Salò, , impeg­na­to nel risol­vere i prob­le­mi del­l’e­mer­gen­za (più di 700 i concit­ta­di­ni sfol­lati: 400 vivono da ami­ci e par­en­ti, 300 in alber­go), evi­ta di alzare la voce, ma repli­ca con deci­sione: «Ingeg­neri e tec­ni­ci del­la han­no dichiara­to l’ag­i­bil­ità di tut­ti i locali che era­no uti­liz­za­ti. L’u­ni­co intop­po riguar­da l’im­pal­catu­ra che sor­regge la vol­ta del­lo scalone prin­ci­pale. Non mi sem­bra sia un prob­le­ma insor­montabile. Io chiedo che le attiv­ità rien­tri­no. Il dis­cor­so del­la strut­tura alter­na­ti­va? Val­uterà la com­mis­sione isti­tui­ta qualche set­ti­mana fa. A me sem­bra che Salò abbia un’e­si­gen­za imme­di­a­ta: riportare i servizi che esiste­vano». Per le altre strut­ture, ricor­diamo che il S.Corona di Fasano è ripar­ti­to lunedì, ospi­ta­to a Vil­la Bar­bara­no, apparte­nente al grup­po Vil­la Gem­ma (tra i soci, Mar­co Bonomet­ti, delle Officine mec­ca­niche rez­za­te­si). L’ac­cor­do ha una dura­ta di tre mesi, poi si vedrà. Il S.Corona accoglie i car­diopati­ci: infar­tuati, pazi­en­ti con by pass, eccetera. Gli uffi­ci del­l’Asl, in via Rive a Salò, sono sta­ti spo­sta­ti. Il con­sul­to­rio è anda­to a Bar­bara­no, in via Muli­no, tele­fono 0365–22821 oppure 822; le attiv­ità igien­iche (vac­ci­nazioni) a Desen­zano, in via Gram­sci, tel. 030–9148711; l’as­sis­ten­za domi­cil­iare inte­gra­ta a Gavar­do, in via Gosa 84, tele­fono 0365–378238; l’at­tiv­ità ostet­ri­co-gine­co­log­i­ca (pap test, vis­ite mediche, cor­so di preparazione al par­to) nel­la nuo­va casa di riposo, tele­fono 0365–40764. In via S. Jago, nel­la «Casa del­la gio­vane», di pro­pri­età del­la Par­roc­chia, han­no ricom­in­ci­a­to a oper­are i medici del lavoro, e nei prossi­mi giorni toc­cherà ai vet­eri­nari. In viale Lan­di (med­i­c­i­na di base, igiene pub­bli­ca, ) gli imp­ie­gati si sono ristret­ti. Uti­liz­zano soltan­to il piano ter­ra, in atte­sa che il pri­mo e il sec­on­do (adesso vuoti) vengano risis­temati. I lavori dur­eran­no un paio di mesi.