Germano Bresciani si è aggiudicato il concorso ospitato all’hotel «Savoy». Macinatura e formaggio di Tremosine i segreti del panificatore

Mais d’autore, focaccia da Oscar

17/05/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
se.za.

Ger­mano Bres­ciani, dell’«Artigian pane» ha vin­to il con­cor­so ris­er­va­to alle migliori focac­ce del . Numerose le ricette giunte al pro­mo­tore dell’iniziativa, Erman­no Neri Viganò. La giuria ha scel­to le più orig­i­nali, con­fezion­ate uti­liz­zan­do i del­la zona, ed effet­tua­to le pre­mi­azioni al Savoy di Gar­done, nel cor­so di una ser­a­ta alla quale han­no parte­ci­pa­to anche il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani e l’assessore provin­ciale Ric­car­do Mini­ni. «Io — affer­ma Bres­ciani — ho prepara­to la focac­cia uti­liz­zan­do fari­na di mais colti­va­ta in Valte­n­e­si, e maci­na­ta a pietra in local­ità Sopra­zoc­co di Gavar­do. Ho aggiun­to for­mag­gio di Tremo­sine. L’ho prepara­ta in una teglia 30 cen­timetri per 50, e fat­ta cuo­cere nei for­nel­li mes­si a dis­po­sizione dall’hotel». Orig­i­nario di Leno, classe ’41, Ger­mano ha com­in­ci­a­to apren­do un negozio a Salò, in via Rive. Poi la creazione del forno di via Sorelle Agazzi, e il con­tin­uo allarga­men­to. Adesso ha cinque pun­ti ven­di­ta: dopo il pri­mo, è infat­ti sbar­ca­to a Gavar­do, a Bar­bara­no, a Fasano e, da pochi mesi, in piaz­za Vit­to­ria, sem­pre a Salò, dove ha sos­ti­tu­ito Car­li­no Dal­boni. Sem­pre in pri­ma fila nel con­tribuire all’or­ga­niz­zazione di sagre e man­i­fes­tazioni — tra l’altro è pres­i­dente del Comi­ta­to delle Rive, uno dei quartieri più vec­chi -, Bres­ciani è pure diri­gente del­la squadra di cal­cio che, l’anno scor­so, ha vin­to la cop­pa Italia di Eccel­len­za e il cam­pi­ona­to, com­por­tan­dosi benis­si­mo in serie D nel­la sta­gione appe­na con­clusa. Al «Savoy» Ger­mano ha pre­so per la gola la giuria, superan­do il gestore del­la Ter­raz­za di Gar­done Riv­iera, che ave­va pre­sen­ta­to una focac­cia con il pesce di lago. Al vinci­tore andrà un asseg­no di 5mila euro. Numerose le ricette orig­i­nali: chi ha uti­liz­za­to le sarde e chi un impas­to d’acqua mes­sa in fusione per due giorni nelle buc­ce di cedro. Nel cor­so del­la ser­a­ta è sta­to annun­ci­a­to lo svol­gi­men­to di un pre­mio ris­er­va­to ai gior­nal­isti stranieri che abbiano meglio illus­tra­to le bellezze del Garda.

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