Allarme del sindaco Dalla Pellegrina e dell’architetto Bozzetto. A Roma tutti sapevano e nessuno intervenne Radici, piogge e bombardamenti hanno creato crepe tra i mattoni

Malate le mura di troppi padroni

Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

I bas­tioni di Peschiera sono malati? Effet­ti­va­mente sì. L’allarme viene lan­ci­a­to dall’architetto e stu­dioso Lino Bozzet­to e dal sin­da­co del paese garde­sano, Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na. Entram­bi con­cor­dano sull’intervento di manuten­zione a favore delle mura. Ma su chi deb­ba pren­dere l’iniziativa nel com­piere il pri­mo pas­so nell’opera di sal­vatag­gio del­la strut­tura, rimane l’incertezza più asso­lu­ta. Per­ché i sogget­ti, cui è demanda­to il gov­er­no dell’operazione di recu­pero diret­ta­mente coin­volti sono parec­chi, esat­ta­mente sei: Demanio del­lo Sta­to, Eserci­to, Polizia, Comune di Peschiera, Mag­is­tra­to alle acque, Sovrin­ten­den­za ai beni architet­toni­ci ed ambi­en­tali. L’annuncio di una situ­azione pre­oc­cu­pante, comunque, è ora arriva­to. E, man­co far­lo appos­ta, l’invito a pro­cedere giunge a dis­tan­za di 450 anni esat­ti dal­la prog­et­tazione delle mura di Peschiera: volute e real­iz­zate, nel 1552, da Guidobal­do del­la Rovere, duca d’Urbino. Ma quali sono i bas­tioni sui quali bisogn­erà con­cen­trare mag­gior­mente gli sforzi di recu­pero? Bas­ta com­piere un mon­i­tor­ag­gio attorno alle mura e a quel pun­to l’attento osser­va­tore non potrà sot­trar­si dal ver­i­fi­care, nelle vic­i­nanze di Por­ta Bres­cia, una cin­ta di mura che pre­sen­ta un vis­i­bilis­si­mo smot­ta­men­to di mat­toni causato dalle radi­ci di una pianta: che là ha trova­to lin­fa vitale. Ma che por­ta, inevitabil­mente, a dis­gre­gare la strut­tura. Oppure, sem­pre lo stes­so osser­va­tore, tran­si­tan­do davan­ti al bas­tione «Can­tarane», potrà notare i seg­ni evi­den­ti ed i dan­ni che i bom­bar­da­men­ti del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale han­no prodot­to. Anche in questo caso con rel­a­ti­vo e parziale sfon­da­men­to delle mura. La con­seguen­za è che nelle crepe che si sono cre­ate, l’infiltrazione dell’acqua e delle piogge ha peg­gio­ra­to la situ­azione, cau­san­do ero­sioni alla costruzione. Dice il sin­da­co Dal­la Pel­le­g­ri­na: «Il fenom­e­no ci pre­oc­cu­pa per­ché la situ­azione con­corre al degra­do del­la costruzione intera, facen­do perdere, parte dell’importanza dell’aspetto stori­co. Che, invece, Peschiera intende difend­ere e miglio­rare». Gli fa da sup­por­to l’architetto Bozzet­to che ammette: «I prob­le­mi di Peschiera e delle sue mura sono legati ai cinque bas­tioni e ai sei sogget­ti diver­si che dovreb­bero gov­ernarne gli inter­ven­ti manu­ten­tivi». «Già», dice Bozzet­to, «per­ché non pos­si­amo dis­conoscere che Demanio, Eserci­to, Polizia, Comune di Peschiera, Mag­is­tra­to alle acque, Sovrin­ten­den­za ai beni architet­toni­ci sono tutte autorità com­pe­ten­ti più o meno diret­ta­mente coin­volte dal prob­le­ma». «Non vor­rei», aggiunge l’architetto, «che nell’attesa di trovare un coor­di­na­men­to tra le par­ti, cap­i­tasse quel­lo che è suc­ces­so a Roma alle mura Aure­liane, bisog­nose di restau­ro. Tut­ti sape­vano e nes­suno inter­veni­va. Un bel mat­ti­no il ced­i­men­to è cap­i­ta­to, con la con­seguen­za di met­tere a dis­po­sizione parec­chi mil­iar­di». Ed è il sin­da­co Dal­la Pel­le­g­ri­na a rilan­cia­re: «Noi siamo disponi­bili come Ammin­is­trazione a cer­care un coor­di­na­men­to con tut­ti i sogget­ti inter­es­sati ed a pro­muo­vere un pri­mo pas­so per pro­cedere, mag­a­ri con la Sovrin­ten­den­za ai beni architet­toni­ci ed ambi­en­tali, ad una pri­ma visi­ta di sopral­lu­o­go attorno alle mura. Se nec­es­sario, come Comune di Peschiera, siamo pron­ti anche ad orga­niz­zare un con­veg­no di stu­dio e di conoscen­za del­la situazione».