II professor Stefano Rodotà lo ha detto chiaro nella sua relazione annuale al Parlamento: attenzione, le telecamere nelle nostre città, crescono come i funghi e il problema della tutela della riservatezza c'è.

Malavita sottocontrollo con 18 telecamere; e la privacy?

05/05/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Zorzi

II pro­fes­sor Ste­fano Rodotà, che di mestiere fa il Garante del­la pri­va­cy, lo ha det­to chiaro nel­la sua relazione annuale al Par­la­men­to: atten­zione, le tele­camere nelle nos­tre cit­tà, e non solo nelle cit­tà, crescono come i funghi e il prob­le­ma del­la tutela del­la ris­er­vatez­za c’è. C’è soprat­tut­to nei casi — e sono molti — in cui gli sguar­di elet­tron­i­ci sono invis­i­bili; c’e per la con­ser­vazione delle immag­i­ni. E’ chiaro come il sole. Rodotà ha det­to che a questo pun­to occorre una legge per fare chiarez­za e per dare garanzie. In una grande cit­tà, nel cor­so di una gior­na­ta, si può venir ripresi da 300 tele­camere e in qua­si tut­ti i casi la nos­tra immag­ine, e quel­la di chi ci accom­pa­gna, viene reg­is­tra­ta. Quin­di in molti pos­sono sapere dove erava­mo e cosa face­va­mo in quel pre­ciso istante in quel pre­ciso giorno. D’al­tra parte le tele­camere ven­gono messe per motivi di sicurez­za e non cer­to per il piacere dei guardoni o spi­oni di sor­ta. Quin­di e un prob­le­ma di equi­lib­rio: fino a che pun­to si può rin­un­cia­re a spazi di ris­er­vatez­za per avere mag­giore sicurez­za? Prob­le­ma attualis­si­mo qui a Rovere­to e vi dici­amo il per­ché. La scor­sa set­ti­mana in un’in­ter­vista Leo Boldri­ni, can­dida­to sin­da­co del­la Lega, disse che la giun­ta ave­va pre­so per i fondel­li la cit­tà perche non s’e fat­to nul­la per con­cretiz­zare la mozione, pro­pos­ta dal­la Lega e vota­ta da tut­ti, che dava il via lib­era all’in­stal­lazione di tele­camere anti­crim­ine. Invece le cose — come abbi­amo saputo ieri — stan­no diver­sa­mente. II prog­et­to, elab­o­ra­to da un grup­po di lavoro del quale fan­no parte esper­ti dei .del­la Polizia, il coman­dante dei Vig­ili urbani, tec­ni­ci del­l’Asm, e pron­to. Pron­to il pre­ven­ti­vo di spe­sa che farà da base d’as­ta: 500 mil­ioni; pronte le infra­strut­ture, le fibre ottiche che coprono qua­si tut­ta la cit­tà; sono sta­ti indi­vid­uati i 18 pun­ti, come si dice oggi, “sen­si­bili” dove ver­ran­no mes­si gli occhi elet­tron­i­ci. Zone strate­giche che sono tenute anco­ra seg­rete. Si sä che saran­no mes­si sot­to con­trol­lo parchi, scuole e i semafori prin­ci­pali ma le zone esat­te non si conoscono anco­ra Pun­ti di chia­ma­ta “Sos”, di emer­gen­za, ver­ran­no col­lo­cati sem­pre nei gia­r­di­ni pub­bli­ci, in via Dante, in cen­tro e a Sac­co. E questi, ovvi­a­mente, saran­no ben vis­i­bili. Insom­ma, sul­la car­ta e tut­to pron­to, si aspet­ta solo il via lib­era politi­co che ormai ver­rà, se ver­rà, dal prossi­mo sin­da­co. La cosa comunque non sta più nel mon­do delle idee, e un prog­et­to con­cre­to. Tan­to con­cre­to che già cinque grosse ditte elet­tron­iche si sono fat­te avan­ti. C’è la Sony, la Pana­son­ic, la Thomp­son, la Gob­bi Instru­ments, una dit­ta spe­cial­iz­za­ta in questi sis­te­mi di Pado­va. Gli esper­ti dicono che quel­lo di Rovere­to e un prog­et­to uni­co in Italia. Zone sorveg­li­ate ci sono in ogni cit­tà ital­iana ma, a quan­to sem­bra, nes­sun cen­tro urbano ha anco­ra un sis­tema inte­gra­to, e a ges­tione pub­bli­ca, come quel­lo che potrebbe avere Rovere­to. La rete cab­la­ta del­l’Asm e del comune — che rap­p­re­sen­ta più del 90% del lavoro nec­es­sario a far fun­zionare la rete di con­trol­lo — e già pronta e con­sente una dif­fu­sione cap­il­lare dei sis­te­mi. Quin­di i 500 mil­ioni van­no soprat­tut­to per le tele­camere. Le Offerte pre­sen­tate dalle aziende rap­p­re­sen­tano il meglio del­la tec­ni­ca elet­tron­i­ca. Tele­camere in gra­do di leg­gere su una tar­ga di un’au­to in movi­men­to addirit­tura il marchi­et­to del­la provin­cia di prove­nien­za. La tec­nolo­gia ha super­a­to lim­i­ti ritenu­ti inval­i­ca­bili solo qualche anno fa e i costi, anche se mez­zo mil­iar­do e una cifra, si sono abbas­sati. L’ impiego e duplice: il con­trol­lo di even­tu­ali mal­fat­tori e dei flus­si di traf­fi­co. E qui si arri­va alle cen­trali oper­a­tive. Saran­no tre, una nel­la caser­ma dei Cara­binieri, una al com­mis­sari­a­to di Polizia, una al coman­do dei Vig­ili urbani. In quest’ul­ti­ma cen­trale si prevede anche un sis­tema si inter­ven­to a dis­tan­za sui tem­pi semafori­ci per rego­lare il traf­fi­co. Cara­binieri, Polizia e Vig­ili con­troller­an­no le immag­i­ni ma ciò che con­ta e la loro con­ser­vazione. E qui nascono i prob­le­mi giuridi­ci. Come e quan­to si pos­sono tenere? Rodotä deve dare una rispos­ta. Un tema che e anche politico.

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