Il «taglio» del centro ortopedico. In ottobre aprirà il nuovo ospedale

Malcesine chiude e Riva si candida

18/02/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Stefano Ischia

Ammin­is­tra­tori comu­nali e medici dell’alto Gar­da sono sol­i­dali con il per­son­ale dell’ospedale di Mal­ce­sine, il famoso cen­tro orto­pe­di­co trau­ma­to­logi­co che, sec­on­do le inten­zioni del­la giun­ta regionale del Vene­to, dovrà essere chiu­so nel giro di un paio d’anni. Ma men­tre Mal­ce­sine lot­ta per evitare la paven­ta­ta perdi­ta dell’ospedale, Riva e i «cug­i­ni» tren­ti­ni sono in vig­ile atte­sa. Vogliono capire cosa suc­cede nel­la cit­tad­i­na veronese, pron­ti a sten­dere tap­peti rossi per ospitare il «gioielli­no» che il Vene­to incred­i­bil­mente ripu­dia. Disponi­bili ad accogliere un pat­ri­mo­nio medico, quel­lo di Mal­ce­sine, fat­to di espe­rien­za, ricer­ca, avan­guardia, capac­ità, e pro­fes­sion­al­ità apprez­zate in tut­ta Italia. L’occasione è data dall’apertura del nuo­vo ospedale di Arco. In otto­bre ver­rà inau­gu­ra­to il nuo­vo monobloc­co ospedaliero che riu­nirà i repar­ti ora sud­di­visi tra i noso­co­mi di Riva e Arco che ver­ran­no dismes­si: ci saran­no 16 posti let­to di psichi­a­tria e 9 di dial­isi; 24 di chirur­gia; 40 di med­i­c­i­na, 20 del­la res­i­den­za san­i­taria assis­ten­ziale e 60 di pneu­molo­gia (teori­ci ma in prat­i­ca 29); day hos­pi­tal onco­logi­co, pron­to soc­cor­so, 2 sale oper­a­to­rie, la sezione par­to con sale di travaglio in acqua, radi­olo­gia e Tac. Tut­ti gli altri servizi ospedalieri del­la zona, invece, rimar­ran­no in fun­zione dove sono. Il Comi­ta­to di dis­tret­to san­i­tario Alto Gar­da e Ledro, Trenti­no, ha scrit­to al pres­i­dente del Vene­to Gian­car­lo Galan, al sin­da­co di Mal­ce­sine, ai pri­mari dell’ospedale e a Mario Mag­nani, asses­sore provin­ciale alla San­ità. «La comu­nità dell’Alto Gar­da — affer­ma il Comi­ta­to — è forte­mente pre­oc­cu­pa­ta per la notizia del­la chiusura del Cen­tro orto­pe­di­co trau­ma­to­logi­co di Mal­ce­sine, decisa dal­la giun­ta regionale del Vene­to. L’ospedale è com­pos­to da due repar­ti ad alta spe­cial­iz­zazione e da un pron­to soc­cor­so estrema­mente utile per res­i­den­ti e per i tur­isti. Il repar­to di Fisioter­apia riabil­i­ta­ti­va diret­to da Bruno Danzi è un impor­tan­tis­si­mo pun­to di rifer­i­men­to per i dis­abili motori che arrivano a Mal­ce­sine da tutte le regioni d’Italia». La let­tera evi­den­zia la bon­tà del­la riabil­i­tazione post-oper­a­to­ria, post-trau­ma­to­log­i­ca e quel­la col­le­ga­ta alle sin­toma­tolo­gie inval­i­dan­ti causate da patolo­gie infi­amma­to­rie e degen­er­a­tive. Esprime giudizi lus­inghieri sul­la chirur­gia orto­pe­di­ca diret­ta dal pri­mario Mario Benedet­ti. Il Comi­ta­to ril­e­va che la chiusura sarebbe un dan­no per la popo­lazione e che com­porterebbe una grave perdi­ta di posti di lavoro. Ma se per un ver­so l’ente rap­p­re­sen­ta­ti­vo dei Comu­ni tren­ti­ni e dell’Azienda san­i­taria esprime sol­i­da­ri­età dall’altra si sta preparan­do al peg­gio. Il Comi­ta­to ha, infat­ti, pro­pos­to a Mag­nani di isti­tuire nel monobloc­co ospedaliero, che ver­rà inau­gu­ra­to ad Arco, anche «cen­tri oper­a­tivi speci­fi­ci per alcune patolo­gie, ad esem­pio la chirur­gia del­la mano, la chirur­gia del ginoc­chio…». Quest’ultima è uno dei van­ti di Mal­ce­sine. Intan­to con­tin­u­ano le inizia­tive per tentare di far cam­biare idea al gov­er­no regionale. L’as­so­ci­azione inter­re­gionale dis­abili motori ha già rac­colto 15 mila firme con­tro la chiusura. Il 17 mar­zo par­tirà alla vol­ta di Venezia una mar­cia delle car­rozzine. Per Pasqua è già pre­vis­to un sit-in di protes­ta che bloc­cherà la Garde­sana ori­en­tale. L’Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si ha chiam­a­to a rac­col­ta le sue schiere. Il suo pres­i­dente, Giuseppe Loren­zi­ni, ha scrit­to una let­tera di fuo­co alla giun­ta Vene­ta a nome dei suoi 330 asso­ciati.