Intervista ai sindaci di Riva e Arco sulle possibili (e impossibili) alleanze tattiche

Malossini, Veronesi e il «terzo polo urbano»

05/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Molinari

Riva e Arco? Oppure Arco e Riva? Come fos­sero qua­si un’u­ni­ca realtà? Sì. Stra­no ma vero: i «cug­i­ni» sot­to un’u­ni­ca tar­ga non li ave­va­mo mai col­lo­cati. Ma quel­la che segue, agli albori del ter­zo mil­len­nio, è in effet­ti un’in­ter­vista inedi­ta. Pro­tag­o­nisti Cesare Mal­ossi­ni, sin­da­co del­la cit­tà del­l’An­zolim, e Rena­to Verone­si, sin­da­co del­la cit­tà delle palme. Sedu­ti allo stes­so tavo­lo: per par­lare, non dei rispet­tivi prob­le­mi (che conos­ci­amo tut­ti), ma dei prob­le­mi che han­no «in comune» (minuscolo).Una vol­ta la chia­ma­vano «la Busa» e che fos­se una realtà sfac­cetta­ta, piena di cam­panili e di rival­ità, era un dato scon­ta­to. Poi (e forse è anche una sto­ria di occa­sioni perse: ma sarebbe trop­po lun­ga da rac­con­tare) qualche politi­co, dedot­ti Tren­to e Rovere­to, si accorse che quel­la «Busa», mes­sa insieme, ave­va certe carat­ter­is­tiche di «cit­tà». E sic­come vol­e­va bat­tez­zarla, non tro­vò niente di meglio, che una specie di for­mu­la aset­ti­ca e matem­at­i­ca: il ter­zo polo urbano. Che vuol dire?Malossini: «Pen­sare una serie di servizi in scala mag­giore. Ad esem­pio la san­ità, che ha vis­to Riva pren­dere coscien­te­mente atto del monobloc­co di Arco; oppure il Palazzet­to del­lo Sport, per il quale abbi­amo indi­vid­u­a­to con­giun­ta­mente, nel­l’area Rig­ot­ti (sul con­fine), la soluzione otti­male e dove Arco met­terà a dis­po­sizione anche alcune sue aree».Veronesi: «Oltre che real­iz­zazione di migliori servizi a costi infe­ri­ori, il ter­zo polo urbano è anche la sfi­da a met­tere in sin­er­gia delle prob­lem­atiche che da sole le sin­gole comu­nità non riescono ad affrontare»Ma si vedono seg­nali con­creti di ques­ta sfida?Veronesi: «Sug­li aspet­ti socio-cul­tur­ali il dial­o­go tra Riva ed Arco è di vec­chia data; per il resto l’im­peg­no è più recente. Non è un proces­so che può essere improvvisato, ma cre­do che a liv­el­lo di clas­si politiche diri­gen­ti siamo ben lanciati…»Malossini: «Cer­to che sì. Mi pare che la parte­ci­pazione, pur min­i­ma, dei cug­i­ni nel­la nos­tra Ags sia molto significativa».Veronesi: «In effet­ti l’Am­sa è diven­ta­ta spa pro­prio in fun­zione di dialog­a­re con le soci­età tur­is­tiche rivane».Ma per la il dial­o­go è anco­ra in alto mare, o sbaglio?Malossini: «Beh. Intan­to c’è da dire che nei con­fron­ti del­la Provin­cia, Riva si è por­ta­ta a casa la cir­con­va­l­lazione ovest ed Arco quel­la nord. E’ un risul­ta­to impor­tante per entram­bi. Per quan­to riguar­da il col­lega­men­to Rovere­to-Busa siamo par­ti­ti da posizioni iden­tiche: pri­or­ità asso­lu­ta del­la sis­temazione viaria e «no» all’ipote­si autostradale. E questo era con­di­vi­so anche dagli oper­a­tori eco­nomi­ci e dalle cat­e­gorie. Poi ci siamo un po’ divisi sul­la sto­ria tun­nel cor­to e tun­nel lun­go. Ones­ta­mente pos­so capire certe per­p­lessità di Arco: è sul loro ter­ri­to­rio che si sno­da il rac­cor­do tra il tun­nel del­la Maza e la zona del­la Komarek».Veronesi: «Appun­to. Da parte nos­tra non ci sono posizioni pre­con­cette, ma cre­do che sia un dirit­to del­la nos­tra comu­nità e dei suoi rap­p­re­sen­tan­ti isti­tuzion­ali andare a dire a Tren­to che l’ipote­si del tun­nel cor­to e del­la ser­penti­na stradale di Vig­nole è penal­iz­zante per il nos­tro ter­ri­to­rio. Non met­ti­amo i bas­toni tra le ruote a nes­suno, ma vogliamo sem­plice­mente dal­la Provin­cia un mag­gior numero di opzioni. Che ritor­nano al tun­nel lun­go (che sarebbe l’ot­ti­male!) fino ad un tun­nel cor­to rive­du­to e cor­ret­to, in modo che l’im­pat­to sulle nos­tre aree sia minore».Malossini: «Devo dire, a questo propos­i­to, che l’e­men­da­men­to che ho pre­sen­ta­to io stes­so in sede di osser­vazioni alla vari­ante del Pup e che è sta­to approva­to dal con­siglio comu­nale di Riva, di diver­so dal­la posizione di Verone­si ha soltan­to che rimar­ca la bon­tà del tun­nel cor­to. Per il resto anche questo emen­da­men­to chiede alla Provin­cia di pren­dere in con­sid­er­azione l’ipote­si di even­tu­ali mod­i­fiche del trac­cia­to, da con­cor­dare con i Comu­ni interessati…Una par­ti­ta aper­ta, insom­ma. Dove sem­bra di capire che nè Verone­si, nè Mal­ossi­ni abbiano inten­zione di rov­inar­si le relazioni di «buon vic­i­na­to» e di «col­lab­o­razione» per anacro­nis­tiche impun­tature e chiusure.Veronesi: «Sia Arco che Riva devono avere i loro obi­et­tivi pecu­liari e le loro iden­tità e vocazioni; ma su alcune scelte il dial­o­go non solo è con­ve­niente, ma necessario».Malossini: «Lo han­no capi­to anche i cit­ta­di­ni che gli stec­ca­ti non ser­vono. Mi piace con­clud­ere ques­ta inter­vista con una sto­riel­la-con­fes­sione. Lo sapete che sul­la mia scriva­nia e su quel­la di Verone­si si tro­va lo stes­so scarabeo portafor­tu­na in pietra? Ce lo ha regala­to in sedi sep­a­rate, dopo un viag­gio in Egit­to, una cit­tad­i­na di Dro, che abi­ta ad Arco e che ha la sua attiv­ità com­mer­ciale a Riva. Spero che sia davvero un aus­pi­cio a lavo­rare insieme per il bene di tutti».