Entro la fine di aprile stanzierà almeno due miliardi e mezzo. L’assessore alla Protezione civile Massimo Giorgetti ha valutato con i sindaci gli interventi da eseguire

Maltempo, la Regione raddoppia

03/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Arriver­an­no entro la fine di aprile due mil­iar­di e mez­zo o tre per riparare i dan­ni sub­ìti dai pae­si riv­ieraschi durante la lagheg­gia­ta di fine novem­bre. A garan­tir­lo è l’assessore regionale alla ed alla dife­sa del suo­lo Mas­si­mo Gior­get­ti, poco dopo aver incon­tra­to tut­ti e sette i sin­daci dei Comu­ni che si affac­ciano sul­la cos­ta veronese del Gar­da. Lo ave­va antic­i­pa­to alcu­ni giorni fa a L’Are­na , l’assessore, che avrebbe volu­to «incon­trare tut­ti i pri­mi cit­ta­di­ni per vedere per­sonal­mente i bilan­ci dei dan­ni e dis­cutere dei con­ti pre­sen­tati in Regione». E così è sta­to. Da Mal­ce­sine a Bren­zone, Tor­ri, Gar­da, , Lazise e Peschiera, ogni sin­da­co ha avu­to la pos­si­bil­ità di illus­trare sep­a­rata­mente le relazioni elab­o­rate dai pro­pri uffi­ci tec­ni­ci e pre­sen­tate a Venezia a fine anno. Per una deci­na di giorni a cav­al­lo tra novem­bre e dicem­bre 2000, infat­ti, i pae­si del lago era­no sta­ti som­mer­si dalle acque, che ave­vano rag­giun­to anche quo­ta 173 cen­timetri sul­lo zero idro­met­ri­co di Peschiera. Il tut­to per le for­ti piogge cadute in quelle gior­nate ma, soprat­tut­to, per il ritar­do con cui venne deciso di atti­vare alla mas­si­ma por­ta­ta la diga di Salionze per far defluire il Gar­da ver­so il Min­cio. Ques­ta scelta non ave­va man­ca­to di far imbes­tialire i sin­daci e ave­va soll­e­va­to notevoli polemiche sulle ragioni che ave­vano indot­to a non far defluire mag­gior­mente le acque del Garda.

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