Il centro Latex free permette a una 22enne di Catania allergica al lattice di partorire senza rischiare la morte. Evitato il pericolo di shock anafilattico anche per un adolescente orobico

Mamma e figlio salvi in extremis

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Di Luca Delpozzo
Nello Scarpa

Due ragazzi, una mam­ma e il neona­to che por­ta­va in grem­bo. Quat­tro vite sal­vate nel giro di una man­ci­a­ta di giorni da un nemi­co spes­so sconosci­u­to e sub­do­lo per­chè iro­nia del­la sorte può colpire in modo fatale pro­prio in ospedale. L’allergia al lat­tice ha rischi­a­to di spez­zare per sem­pre il sog­no di mater­nità di una 22enne di Cata­nia che per par­torire ha dovu­to riv­ol­ger­si Desen­zano, il sec­on­do cen­tro ital­iano attrez­za­to con un repar­to «Latex free», ovvero pri­vo del mate­ri­ale colpev­ole negli indi­vidui sen­si­bili di shock anafi­lat­ti­ci spes­so mor­tali. Un cen­tro che ha per­me­s­so di portare a ter­mine una gravi­dan­za altri­men­ti ad altissi­mo ris­chio per madre e neona­to. Ma la vicen­da a lieto fine di Flaminia Can­tari­no che nei giorni scor­si ha potu­to tornare in Sicil­ia strin­gen­do fra le brac­cia Vin­cen­zi­no è sta­ta un’Odissea vis­su­ta a par­tire dall’ottavo mese di ges­tazione sul filo del­la pau­ra di non rius­cire a trovare un cen­tro attrez­za­to per eseguire il taglio cesareo. Per lei affet­ta da aller­gia al lat­tice entrare in una sala oper­a­to­ria «nor­male» sarebbe sta­to un peri­co­lo mor­tale. La sostan­za di cui sono com­posti la mag­gior parte degli stru­men­ti uti­liz­za­ti negli ospedali (bas­ta pen­sare ai guan­ti in lat­tice), provo­ca crisi res­pi­ra­to­rie gravis­sime. Nes­suno degli ospedali dell’isola accetta così di ricov­er­ar­la e con il pas­sare dei giorni inizia una fre­net­i­ca ricer­ca, un con­to alla roves­cia da vivere con il cuore in gola. Ad Ancona c’è un cen­tro «Latex free» ma per motivi logis­ti­ci il ricovero viene pos­tic­i­pa­to. Il tem­po stringe e la situ­azione diven­ta ingestibile. Da Desen­zano arri­va la buona notizia ma i prob­le­mi non sono fini­ti: Flaminia e il mar­i­to devono trovare una com­pag­nia aerea dis­pos­ta ad accettare a bor­do una don­na con la gravi­dan­za a ter­mine. Alla fine la cop­pia parte con un volo dell’Air one. Il resto è cronaca di un par­to nor­male, di un neona­to e di una mam­ma in per­fet­ta salute. Un lieto fine che fa da anel­lo di con­giun­zione a due altri episo­di risolti dal cen­tro di Desen­zano in meno di due set­ti­mane: una ragaz­za di Nuv­o­len­to sal­va­ta dal­lo shock anafi­lat­ti­co dopo aver bevu­to un frul­la­to di kiwi e un 14 enne di Berg­amo aller­gi­co al lat­tice e sot­to­pos­to a un inter­ven­to chirur­gi­co «vitale» nel pre­sidio del Gar­da. Una cate­na di inter­ven­ti che se da un lato sot­to­lin­ea l’efficienza del prog­et­to «Latex free» di Desen­zano, dall’altro rimar­ca le smaglia­ture del sis­tema di assis­ten­za nazionale ver­so i por­ta­tori di aller­gia. «È sur­reale — spie­ga il diret­tore Gen­erale Mau­ro Borel­li -, che una per­sona aller­gi­ca al lat­tice non pos­sa essere cura­ta, anche per un banale moti­vo, in ospedale. La cosa poi, assume più ril­e­van­za quan­do, il paziente è una don­na che, per par­torire il pro­prio figlio, è costret­ta a per­cor­rere più di 1000 chilometri. Cre­do che non si pos­sa andare avan­ti così». Alla sod­dis­fazione per i risul­tati rag­giun­ti dal cen­tro spe­cial­iz­za­to diret­to dal dot­tor Nico­la Petruc­ci, fa da con­traltare la richi­es­ta di poten­ziare le strut­ture. «La nos­tra è un’azien­da che pro­duce salute e, quin­di, siamo con­tenti che l’ospedale di Desen­zano pos­sa dare risposte effi­caci a tut­ti gli uten­ti — pros­egue Borel­li -. Però, tro­vo incred­i­bile che in Italia, oltre alla nos­tra, ci sia soltan­to un’altra strut­tura ad Ancona in gra­do di assis­tere per­sone con questo prob­le­ma. C’è trop­po poca infor­mazione su ques­ta aller­gia che, a quan­to pare, sta dive­nen­do una patolo­gia sem­pre più dif­fusa. Cre­do che ognuno deb­ba iniziare ad affrontare questo prob­le­ma». Sec­on­do Borel­li sarebbe nec­es­sario adibire un ospedale «Latex free» per ogni regione, ma nel frat­tem­po Desen­zano si prepara a fara anco­ra una vol­ta da aprip­ista a liv­el­lo nazionale: l’azienda sta redi­gen­do un «libro bian­co» sull’allergia da lat­tice infor­mare popo­lazione e medici di base su ques­ta sin­go­lare for­ma di intoller­an­za che a sec­on­da delle carat­ter­is­tiche genetiche degli indi­vidui, colpisce dal­lo 0,8 al 12 % del­la popo­lazione. Nel frat­tem­po, nell’ambito del­la ristrut­turazione del bloc­co oper­a­to­rio dell’ospedale poten­zierà il prog­et­to Latex free par­ti­to tre anni fa. Infine, sem­pre nel pre­sidio garde­sano, sta per nascere la pri­ma asso­ci­azione per aller­gi­ci al lat­tice. Fra i pri­mi obbi­et­tivi del nascente sodal­izio, la pos­si­bil­ità di pot­er seg­nalare su doc­u­men­ti san­i­tari e per­son­ali la «sen­si­bil­ità» alla sostanza.

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