L’unica addetta dell’ufficio di Pacengo oggi è a un corso di aggiornamento La direzione del personale si giustifica: «Impossibileinviare un sostituto».

Manca l’impiegata, Poste chiuse

20/03/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Oggi l’ufficio postale di Pacen­go rimar­rà chiu­so. Non per sciopero né per con­sen­tire lavori, ma per­ché l’unica imp­ie­ga­ta rimar­rà impeg­na­ta per tut­to l’orario di lavoro a Verona, per un cor­so di aggior­na­men­to orga­niz­za­to nel­la sede cen­trale. Cer­to, un cartel­lo ha avvisato con anticipo di qualche giorno del dis­servizio odier­no e riman­gono comunque in fun­zione gli abbas­tan­za vici­ni sportel­li di Colà e Lazise, ma per la gente del­la frazione si trat­ta comunque di una situ­azione spi­acev­ole. Chi usufruisce del­la casel­la postale, infat­ti, non potrà riti­rare la pos­ta di gior­na­ta e c’è sem­pre qualche anziano che non ha la pos­si­bil­ità di spostar­si in auto per rag­giun­gere gli altri uffi­ci. La stes­sa situ­azione, inoltre, si è ver­i­fi­ca­ta sei mesi fa e rimane sem­pre il ris­chio di trovare la saraci­nesca abbas­sa­ta e sen­za preavvi­so in caso di malat­tia, mag­a­ri in un giorno di sca­den­ze. La con­seg­na del­la pos­ta a domi­cilio, invece, avver­rà rego­lar­mente, per­ché i pos­ti­ni dipen­dono dall’ufficio postale di Lazise capolu­o­go. «Il sin­da­co ave­va anche scrit­to una let­tera alla direzione delle Poste invi­tan­do a man­dare un sos­ti­tu­to in queste occa­sioni», inter­viene l’assessore ai lavori pub­bli­ci Fabio Mari­noni, che vive a Pacen­go e di quel­la frazione conosce tut­ti i prob­le­mi, «ma non ci risul­tano risposte in tal sen­so. Rimane il fat­to che il dis­servizio potrebbe essere più grave in sta­gione tur­is­ti­ca, da Pasqua in poi, per­ché a Pacen­go abbi­amo tre campeg­gi tut­ti con casel­la postale e numerosi vil­leg­gianti in appar­ta­men­to». Sta di fat­to che oggi i cit­ta­di­ni di Pacen­go non potran­no servir­si delle , ora divenute una spa e perfi­no una ban­ca. In ques­ta situ­azione, sul­la riv­iera veronese del , ci sono almeno altri sei uffi­ci postali. Le Poste, dal can­to loro, spie­gano così la situ­azione: «La chiusura dell’ufficio di Pacen­go è causa­ta da esi­gen­ze orga­niz­za­tive del per­son­ale», fa sapere Gae­tano Ieluzzi, respon­s­abile delle risorse umane delle Poste cen­trali, «e per questo non preve­di­amo di sos­ti­tuire l’impiegato. In caso di malat­tia, invece, cer­chi­amo asso­lu­ta­mente di spostare in loco altro per­son­ale da sedi meglio guar­nite». I cri­teri con cui ven­gono asseg­nati i dipen­den­ti alle diverse sedi ten­gono ovvi­a­mente con­to del­la mole di lavoro che gra­va su ogni sin­go­lo sportel­lo. «La chiusura per con­sen­tire l’aggiornamento del per­son­ale», pros­egue Gae­tano Ieluzzi, «avviene al mas­si­mo per una gior­na­ta e nel nos­tro piano orga­niz­za­ti­vo cer­chi­amo sem­pre di non inviare con­tem­po­ranea­mente ai cor­si gli imp­ie­gati che lavorino da soli in sportel­li dis­lo­cati nel­la stes­sa zona del­la provin­cia, vedi lago di Gar­da. Fac­ciamo in modo inoltre che la neces­sità di chi­ud­ere lo sportel­lo non si ver­i­fichi per più di due volte l’anno». La data del cor­so, infine, è sta­ta cal­co­la­ta anche in base al fat­to che la sta­gione tur­is­ti­ca non è anco­ra inzi­a­ta: «Non avrem­mo effet­tua­to la stes­sa scelta se fos­si­mo in peri­o­do pasquale o in estate, quan­do l’affluenza di cli­en­ti si fa pressante».

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