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Manerba, il cimitero diventa giardino.

22/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Manerba del Garda

Ha incon­tra­to, e lo con­tin­ua tut­to­ra, il favore del­la popo­lazione di maner­ba, ma anche di alcu­ni non res­i­den­ti, l’iniziativa che l’Amministrazione Comu­nale, gui­da­ta da , ha volu­to real­iz­zare per andare incon­tro alle numerose richieste,e la cosa riguar­da anche prati­camene tut­ti i comu­ni ital­iani, di pot­er avere delle tombe, o dei loculi, affi­an­cati in modo da pot­er avere vici­ni anche dopo la morte i pro­pri cari. Una fal­sari­ga delle tombe di famiglia che in auge un tem­po ora risentono delle caren­za di spazi e quin­di di dif­fi­cile real­iz­zazione. Allo­ra Maner­ba, gra­zie all’idea di un degli architet­ti più preparati in mate­ria edilizio-cimi­te­ri­ale, Mario Torsel­li, ha dato il via alla real­iz­zazione delle “tombe doppie”. Di queste ne sono state gia real­iz­zate un centi­naio men­tre un ennes­i­mo bloc­co, di 10 doppie tombe pari a ven­ti posti bara, sono in cor­so di real­iz­zazione. Il cos­to al cit­tadi­no è sta­to fis­sato in 6.714,00 Euro per ogni doppia tom­ba. “La tipolo­gia pre­vista è fisi­ca­mente espres­sa da un’u­ni­ca lapi­de – spie­ga l’architetto prog­et­tista –per i due defun­ti, incor­ni­ci­a­ta e ben defini­ta anche nel dis­eg­no del­la tom­ba, nell’insieme di un bloc­co com­pos­to da soli due liv­el­li, al fine di per­me­t­tere una dimen­sione minore del bloc­co stes­so. Ognuno di questi bloc­chi è rac­chiu­so in una stan­za sepol­crale, con una sua aper­tu­ra ver­so un gia­rdi­no inter­no, attorno al quale sono dis­poste altre stanze a for­mare una specie di “chiostro”. Le varie stanze sepol­crali con­tengono vari tipi di sepol­ture; sin­gole, doppie, cap­pelle di famiglia. Il fat­to di essere rac­chiuse in stanze per­me­tte di man­tenere una fac­cia­ta omo­ge­nea dei tre lati del “chiostro” ver­so il gia­rdi­no, con un’architettura uni­taria”. Insom­ma una cog­nizione diver­sa dal tradizionale nel con­cepire la prog­et­tazione di questi luoghi sac­ri che, con Mario Tosel­li, ha vis­to crescere e svilup­par­si in una maniera armon­i­ca e piacev­ole questo cimitero defini­to anche da più par­ti come vera e pro­pria opera mon­u­men­tale. “I sepol­cri sono sit­uati oltre il muro del­la corte, in stanze sepol­crali. Cioè in uno spazio sep­a­ra­to e – pros­egue l’architetto Tosel­li – spec­i­fi­cata­mente costru­ito per l’”incontro pri­va­to” tra il vis­i­ta­tore ed il defun­to, sen­za inter­feren­za visi­va con lo spazio cen­trale comu­ni­tario. Il lato di fon­do del­la corte ha un aper­tu­ra ver­so la cam­pagna ed il lago, apren­do lo sguar­do ver­so l’infinito”. Par­ti­co­lar­mente sod­dis­fat­to Isodoro Berti­ni, sin­da­co di maner­ba, che vede in ques­ta real­iz­zazione un com­ple­ta­men­to dei servizi e soprat­tut­to delle esi­gen­ze dei pro­pri cit­ta­di­ni. “Da tem­po veni­vano avan­zate le richi­este di tombe e loculi con­fi­nan­ti per pot­er man­tenere vici­ni anche dopo la morte i pro­pri cari. Mi sem­bra­va oppor­tuno cer­care di pot­er rispon­dere pos­i­ti­va­mente a queste giuste richi­este che purtrop­po fino a che non è sta­ta pre­sen­ta­ta la pro­pos­ta di un manerbese, l’architetto Tosel­li, erava­mo in gran­di dif­fi­coltà nel sod­dis­fare tali esi­gen­ze. Con ques­ta soluzione, tra l’altro assai apprez­z­abile e che si inserisce in un con­testo vera­mente uni­co di area cimi­te­ri­ale in quan­to più che entrare in un tr5adizonale cam­posan­to qui a Maner­ba sem­bra di entrare in un vero e pro­prio par­co ren­den­do questo luo­go ric­co di tris­tez­za e melan­co­nia par­ti­co­lar­mente vivi­bile e con un effet­to med­i­ta­ti­vo e rif­lessi­vo assai rilas­sante. “Il cimitero è anti­co con l’uomo: ha le su radi­ci nel sen­ti­men­to del Sacro – ricor­da anco­ra Tosel­li – che è all’origine di ogni Reli­gione e la sua fun­zione, sin dall’antichità e pres­so tutte le Civiltà del­la sto­ria, è non tan­to prat­i­ca, ma sim­bol­i­ca e religiosa”.

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